Balotelli e la Premier: un amore mai sbocciato

Balotelli e la Premier: un amore mai sbocciato


La carriera di Mario Balotelli è cosparsa di tanti se. Cosa sarebbe successo se quel talento visto tra i campioni dell’Inter del Triplete fosse cresciuto in maniera differente? Se le sue due avventure nella perfida Albione si fossero rivelate dei successi? Cosa è accaduto, in Premier, al ragazzo che aveva stupito tutti nelle giovanili dell’Inter?

Quando nell’estate del 2010 Balotelli approdò al City, fu accolto con grande entusiasmo da Roberto Mancini, che lo definì: “un giocatore brillante, perfetto per la Premier”. Per Super Mario l’avventura tra le mura dell’Etihad Stadium fu l’inizio della lunga serie di alti e bassi che avrebbe contraddistinto la sua carriera. Le qualità per diventare uno dei top del City 2010/11 c’erano tutte, ma il carattere controverso lo trascinò verso un’uscita dal successo sportivo, proiettandolo in una continua spola tra i maggiori campionati Europei.

Tra Italia e Inghilterra

Tra Premier e Balotelli si vide un accenno di feeling. Roberto Mancini ci aveva visto delle qualità. Il suo fisico devastante, la potenza e il suo fiuto del gol si sarebbero potute incarnare nelle perfette armi per conquistare quel tanto acclamato campionato inglese. La prima stagione non partì al meglio delle aspettative. Le faide con i compagni di squadra non tardarono ad arrivare: “Mario era entrato in conflitto con alcuni suoi compagni di squadra.– disse Mancini a riguardo – Voleva tornare in Italia. Come l’ho saputo ci sono rimasto molto male”. Con Nigel de Jong per esempio, specie dopo quel colpo di tacco che tutti ricorderanno nell’amichevole in tournèe contro i LA Galaxy. Balotelli tuttavia riuscì con il tempo a ottenere anche il rispetto da alcuni dei citizens. Lo ricorda piacevolmente Sergio Agüero, che nella sua autobiografia scrisse: “Mi manca Mario, anche se ci faceva impazzire”.

Balo 1

Il rapporto con el Kun rivela un po’ lo strato più profondo del carattere di Balotelli, contrario a quello visto realmente da tutti, forse plasmato in parte anche dalle continue invettive e pressioni da parte dei media.

 

“Gli dissi di starmi vicino. Mi rispose con un “sì, sì” ma è folle non so se mi stesse ascoltando – dice Aguero – Volevo giocare con degli uno due e così è successo. Passai la palla a Mario e inaspettatamente me la ridiede anche se era messo male. Quell’assist ci fece vincere il campionato all’ultimo istante.”

Sempre Aguero sottolinea come facesse cose sciocche negli allenamenti, o alle colazioni ed ai pranzi. Tra cartellini rossi, “Why Always Me” e le continue multe c’è stato sicuramente un carattere fragile e insicuro.“Diceva sempre di non essere amato, e sono sicuro che credesse fosse vero, ma non era così. Gli volevamo bene tutti”. Con il City colleziona, oltre che alle presenze sui tabloid inglesi, anche due stagioni e mezzo condite da 30 goal e 7 assist. Un bottino onesto, ma Super Mario non era felice. Decise di tornare in Italia, sponda Milan.

You’ll never walk alone, Mario

L’avventura al Milan lo riportò a balzare di nuovo in premier, stavolta con i Reds. Cosa sarebbe cambiato con la Premier a distanza di quasi due stagioni? “Mario Balotelli in cerca d’autore” così avevano aperto la sua neo avventura ad Anfield. Dopo tante peripezie, l’approdo al Liverpool poteva essere l’occasione per cancellare ogni brutto ricordo e tornare a provare a incidere in Premier League.

Rodgers decise di puntare su di lui. Pensò di dargli fiducia per riempire il posto vacante lasciato da Suarez. Tutto sembrò partire con il piede giusto, Mario venne schierato subito titolare contro il Tottenham, con tanto di coro dedicato dai tifosi. Qualcosa si ruppe. Le discussioni con Rodgers lo tennero lontano dai campi di gioco, Balotelli segnò e incise di meno rispetto alle aspettative e non sembra avere la stessa intensità e fame di Suarez. Tutto ciò non passo irrilevante ai supporters del Liverpool che videro solo 4 goal in 28 presenze. Super Mario venne rispedito in Italia, l’estate dopo tornò di nuovo al Liverpool sotto la gestione Klopp. In squadra non servì e due mesi dopo volò verso terra francese, destinazione Nizza.

“Mario fantastico, Mario Magnifico Olè Olè” Il coro dedicatogli dai tifosi del Liverpool.

Si concluse nel peggiore dei modi l’ultima avventura di Balotelli in Premier League. Un grande rimpianto per gli amanti del campionato inglese, per chi ci aveva visto del potenziale. Un giocatore dal fisico erculeo e dalle capacità esplosive che si è perso tra i suoi passi. L’Inghilterra poteva essere la sua terra promessa, la sua occasione, ma così non è stato.



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