Cinque squadre eliminate al girone ma campioni nazionali a fine anno

Cinque squadre eliminate al girone ma campioni nazionali a fine anno


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13 dicembre 2019 Alle 15:04

L’Inter è l’unica delle quattro italiane che erano in Champions League a essere stata eliminata. Fa strano quindi pensare che la capolista della Serie A sia dovuta retrocedere in Europa League, nonostante fosse nel girone più difficile. Il campionato è ancora lungo ma i nerazzurri sono una seria candidata alla vittoria dello Scudetto dieci anni dopo l’ultimo e non sarebbe il primo caso di squadra eliminata ai gironi di Champions e vincitrice del proprio titolo nazionale in uno dei maggiori campionati.

BORUSSIA DORTMUND 2001-02
Il Borussia Dortmund del 2001-02 voleva far ripartire il suo grande ciclo di metà anni ’90 e il presidente Niebaum diede all’allenatore Sammer una grande squadra che poteva essere competitiva su tre fronti. La punta di diamante era l’attacco con il gigante Jan Koller che si trovava alla perfezione con il brasiliano tutta classe Márcio Amoroso, con un giovane Rosický e Ricksen a ispirare la manovra. In porta Lehmann era una sicurezza e anche difensori come Wörns, Metzelder e Kohler rappresentavano un buon reparto arretrato. In Bundesliga il campionato fu più avvincente che mai con i gialloneri che lottarono per tutto l’anno con Bayern Monaco e Bayer Leverkusen, con questi ultimi grandi favoriti e primi dall’inizio. Alla penultima giornata però i rossoneri persero clamorosamente a Norimberga, che ottenne tre punti vitali per la salvezza, e il pirotecnico 3-4 del Bvb ad Amburgo portò i ragazzi di Sammer in testa con un punto di vantaggio. Al Westfalenstadion era tutto prono per la festa ma il Werder provò a rovinarla con il vantaggio di Stalteri, ma Jan Koller ed Ewerthon ribaltarono il risultato e a Dortmund scattò la festa. In Champions però le cose erano state ben meno soddisfacenti, considerando anche un girone non impossibile. A tendere l’inatteso tranello furono i portoghesi del Boavista che vinsero in casa e lasciarono il Bvb a soli due punti dopo tre giornate. La squadra si riprese battendo in casa i bianconeri e la Dinamo Kiev, ma la sconfitta a Liverpool nell’ultima giornata fu fatale e con i Reds furono i lusitani a passare. Il Borussia retrocedette in Coppa Uefa dove perse in finale con il Feyenoord.

BAYERN MONACO 2002-03
Il fallimento europeo del Bayern Monaco 2002-03 è veramente molto difficile da spiegare. La squadra era sicuramente di livello e i quarti di finale sarebbero stati l’obbiettivo minimo, dato che in estate era stato acquistato anche Michael Ballack. Élber, Claudio Pizarro e Santa Cruz formavano un attacco sudamericano di assoluto valore e Kahn in porta era una sicurezza. La Bundesliga non fu mai in discussione stravinta e dominata con un pazzesco vantaggio di sedici punti sullo Stoccarda secondo, eppure in Champions le cose andarono incredibilmente male. Inserito nel girone G con Milan, Deportivo la Coruña e Lens venne sempre sconfitto da italiani e spagnoli, mentre con i francesi raccimolò solo due pareggi. La situazione fu veramente incredibile soprattutto nel 2-3 dell’Olympiastadion con il quale i galiziani si sbarazzarono dei bavaresi. Nemmeno con il piccolo Lens arrivarono vittorie con un 1-1 in Francia e un 3-3 in casa e arrivò dunque l’umiliazione dell’ultimo posto e fuori dalle coppe subito. Rivedendo la squadra e il dominio in campionato resta un mistero quell’enorme tonfo in Champions.

BORUSSIA DORTMUND 2011-12
A sorpresa il Borussia Dortmund aveva vinto la Bundesliga 2010-11 con una squadra molto giovane e che nessuno avrebbe mai considerata attrezzata per trionfare. Eppure i ragazzi terribili di Jürgen Klopp dimostrarono che non erano stati un semplice fuoco di paglio e anzi con la promozione di Lewandowski a titolare al posto del partente Barrios, erano ancora più forti. Il polacco fu il vero trascinatore e con ventidue centri in campionato portò alla fantastica rimonta del girone di ritorno. Il Bayern Monaco si era laureato campione d’inverno, ma nella seconda parte di stagione dovette cedere il passo a un Borussia dominante capace di quindici vittorie e due pareggi. Il titolo arrivò con ben otto punti di margine sui bavaresi e questo aumentò i rimpianti per la pessima Champions. Il girone era ampiamente alla portata con l’Arsenal grande favorita, ma per il secondo posto Marsiglia e Olympiakos non sembravano irresistibili. L’emozione del debutto in Europa però tradì lans1uafta di Klopp e la campagna fu un vero disastro. Solo una vittoria e un pareggio interno con i greci e con gli Inglesi e poi quattro sonore sconfitte e a pesare molto furono i sei gol subiti dai francesi. Il 3-1 incassato ad Atene costò carissimo e il Bvb arrivò ultimo e quindi dovette dire addio all’Europa.

MANCHESTER CITY 2011-12
Dal 1968 il Manchester City non riusciva più a vincere un campionato ed erano stati molti di più i momenti disastrosi con cocenti delusioni piuttosto che quelli di gioia. Alla fine del primo decennio del nuovo millennio ecco però che gli Sky Blues cambiarono proprietà e con vari acquisti mirati e con Roberto Mancini in panchina tornarono a vincere. La Premier League 2011-12 fu esaltante e drammatica con un derby con lo United fino all’ultimo secondo, perché il City nel recupero della gara col QPR era a due gol dal titolo, ma il colpo di testa di Džeko e un destro di Agüero fecero esplodere di gioia l’Etihad e quarantadue anni dopo l’Inghilterra si tingeva di azzurro. Un successo atteso per tantissimi anni che alla fine fece dimenticare la delusione in Champions League. Inserito nel girone di ferro con Bayern Monaco, Napoli e Villareal ebbe una lotta serratissima con i partenopei fino all’ultima giornata, ma gli scontri diretti risultarono decisivi. Con il Bayern tranquillamente primo e gli spagnoli ultimi a zero punti, fu la squadra di Mazzarri ad avere la meglio perché dopo l’1-1 in Inghilterra grazie ai gol di Cavani e Kolarov, fu decisiva la notte del San Paolo. A nulla servì la rete di Mario Balotelli arrivata tra le due ancora una volta del Matador uruguaiano e il successo permise agli Azzurri di superare il City in classifica. Ai ragazzi di Mancini non servì a nulla pa vittoria finale con il Bayern già qualificato perché al Madrigal furono Inler e Hamšik a portare i campani agli ottavi d finale e per il Manchester City ci fu la retrocessione in Europa League.

JUVENTUS 2013-14
In questo straordinario periodo per la storia della Juventus condito da ben otto Scudetti consecutivi, quello del 2013-14 fu il più trionfale. I punti finali furono addirittura centodue, un record assoluto per la Serie A, battuto di ben cinque lunghezze il precedente primato dell’Inter 2006-07. Il centrocampo delle meraviglie Pirlo, Vidal e Pogba dava spettacolo e garanzie e in attacco gli arrivi di Llorente e soprattutto dell’Apache Tévez alzarono esponenzialmente il livello. Se in Italia nessuno poteva tenere il passo dei bianconeri in Europa ci si aspettava almeno di pareggiare i quarti di finale dell’anno precedente e il girone sembrava ampiamente alla portata. Oltre al Real Madrid la presenza di Galatasaray e Copenhagen lasciava ben tranquilli, ma fin da subito le cose andarono per il peggio. Quagliarella rimediò la situazione pareggiando il vantaggio di Jørgensen in Danimarca e a Torino con i turchi fu solo 2-2. Con i bianchi di Spagna arrivò poi un altro misero punto dettato dalla sconfitta al Bernabéu e dal 2-2 dello Stadium. Nonostante questo i bianconeri avevano bisogno di soli quattro punti per passare e il 3-1 sul Copenhagen sembrò aprire le porte degli ottavi. A İstanbul nevicò talmente tanto che la partita venne rinviata al giorno seguente e con un campo ai limiti della praticabilità i giallorossi fecero il miracolo. Gli ex interisti Roberto Mancini in panchina e Wesley Sneijder in campo sentivano aria di Derby d’Italia e fu proprio il folletto olandese a trafiggere Buffon per il decisivo 1-0 che spedì così la Juventus in Europa League.



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