Fabrice Olinga e il gol più giovane della storia della Liga

Fabrice Olinga e il gol più giovane della storia della Liga


Fabrice Olinga detiene ancora il record di gol più giovane della storia della Liga: ma che fine ha fatto dopo la sua esplosione?

Il peso del grande impatto, l’ingombro di un record scomodo che da sconosciuto ti proietta direttamente a una delle promesse più attese. Una sfida troppo grande per Fabrice Olinga, il giocatore che detiene il record di gol più giovane della storia della Liga spagnola, reso immortale e vittima da quella rete.

Aveva solo 16 anni e 89 giorni quando con la maglia del Malaga nella prima giornata del campionato 2012/13 aggiornò le statistiche della storia del calcio spagnolo: con il suo debutto al minuto 58 della partita in casa del Celta Vigo divenne il più giovane ad aver mai esordito in Liga, poi con quel gol da 3 punti diventò conseguentemente il marcatore più precoce di sempre. Neanche Ansu Fati è riuscito a batterlo: la futura star del Barcellona ha segnato a 16 anni e 304 giorni, terzo in questa speciale classifica dietro anche a Iker Muniain dell’Athletic, che trovò la sua prima rete a 16 anni e 289 giorni.

Ansu Fati

(Photo by LLUIS GENE / AFP) (Photo by LLUIS GENE/AFP via Getty Images)

Fabrice Olinga, da predestinato a emarginato del calcio spagnolo. La sua carriera coincide più o meno con quello che è stato da lì in poi il percorso del Malaga, esploso in quella stagione per poi finire sempre più lontano dai riflettori più importanti. Ma la frenata di Olinga fu davvero drastica, forse fin troppo ostacolata da chi credeva di aver visto a Vigo la nascita del nuovo fenomeno del calcio africano: da lì solamente 11 presenze in due anni senza lasciare il segno, tanto meno in zona gol.

Anzi, quel gol maledetto lo portò a un digiuno infinito: per trovare il suo secondo gol in carriera, lui che comunque è un giocatore d’attacco ha dovuto aspettare dal 2012 fino al 2017, alla terza maglia differente vestita dopo quella del Malaga. Cinque anni senza reti, con parentesi davvero da dimenticare: su tutte quella alla Sampdoria, dove arrivò grazie al suo grande sponsor Samuel Eto’o, che lo portò assieme a lui in blucerchiato non solo per essere suo connazionale, ma perché si era calcisticamente formato nella sua Academy. Solo che il suo acquisto non fu nemmeno completato, visto che ci furono intoppi mai spiegati per il tesseramento. Andò in maniera simile in Romania al Viitorul, mentre riuscì quantomeno a esordire, rigorosamente senza trovare la via del gol, con lo Zulte Waregem e l’Apollon Limassol.

Fabrice Olinga

(Photo by KURT DESPLENTER/BELGA MAG/AFP via Getty Images)Solo il Mouscron ha avuto la pazienza di aspettarlo e di fargli terminare il suo eterno digiuno del gol. Le prestazioni non sono certo state quelle di un possibile fenomeno certo, ma alla fine con la squadra vallone è riuscito a ritrovare quell’incisività nelle partite che aveva smarrito nel corso degli anni, sia grazie alla rete arrivata a cinque stagioni di distanza dall’ultima (e prima), ma soprattutto con gli assist, arrivati in buone quantità nel corso della sua esperienza belga. Quest’anno poi sembra aver cambiato marcia, d’altronde pur giocando a livelli professionistici dal 2012 è pur sempre un classe 1996 entrato adesso nel momento di maturità calcistica: ha segnato 4 gol in campionato e 1 in Coppa di Belgio, a cui vanno aggiunti anche 4 assist.

Nulla a che vedere con la prospettiva di diventare una star assoluta del calcio africano, ma viste le pressioni e i loro effetti per Fabrice Olinga forse è davvero meglio così.



Source link

About The Author

Related posts