Il salotto col trio

Il salotto col trio

Ospite della puntata il vignettista delle due torri, Piero Stabellini, in arte Stab, autore di tanti calendari, di libri e molte magliette, realizzati prevalentemente sul tema delle nostre squadre sportive, anche se non sono mancati suoi interventi su altri ambiti. I salami stanno a Jacovitti, come le torri sono sempre state a Stab. Oltre allo sport Stab ricorda le caricature che dedicò al Presidente Pertini, in occasione della conquista del mondiale di Spagna, che gli rispose con una lettera, che ancora conserva, in cui il Presidente riconosceva la serenità di quelle immagini. In seguito perfino Papa Francesco è stato protagonista delle sue vignette, che pare non abbia inviato alcuna lettera, ma nemmeno una scomunica. Piero spiega che le sue idee nascono spontanee, rendendo protagonista l’immaginazione, trasformando in parossistici alcuni spunti di cronaca. Alla base deve esserci comunque sempre la passione, un interesse concreto per l’argomento trattato, Piero non ha difficoltà ad affermare che non riuscirebbe mai a realizzare delle vignette su argomenti per lui di nessun interesse. Per questo Piero da sempre si concentra soprattutto sul Bologna e sulla Virtus, delle quali è un grande tifoso, ma non ha mai disdegnato anche l’idea di emulare Pellacani, al contrario, descrivendo simpaticamente anche le vicende della Fortitudo. Dice di essere stato anche allenatore di basket, in età giovanile per quindici anni, ma soprattutto di essersi laureato all’Accademia d’Arte, pensando di diventare scenografo. Poi la sua passione per il basket lo portò a collaborare con “Super Basket”, diretto dal mitico Aldo Giordani e da li partì la sua carriera di vignettista, accantonando quella di scenografo. La prima vignetta fu dedicata a Kresimir Cosic, alla fine degli anni settanta, vestito da vescovo, per ricordare che era anche un vescovo mormone, oltre che un grande campione di pallacanestro. Ma la vignetta del “mai goduto” potrà mai essere realizzata? E’ la gentile richiesta dei conduttori. Stab considera questa categoria di persone, che ci sono e non mancano occasione per venire fuori nei momenti opportuni, come quelli del “brodo grasso”. Invita ad avere pazienza, non Andrea Pazienza, che è stato uno dei riferimenti di Stabellini nel suo lavoro di vignettista, bisogna giudicare il campionato a bocce ferme, una stagione l’operato di una dirigenza nel suo complesso. Stab guarda le facce, per lui è diventata quasi una deformazione professionale, in quelle di chi conduce il Bologna oggi vede sincerità, ambizione, buone intenzioni e una certa coerenza. Piero si limita a ricordare che con il nuovo arrivato, Musa Barrow, il Bologna ha fatto l’acquisto più oneroso della sua storia. Del resto ai tempi c’era chi voleva cacciare l’allenatore Carniglia perché eravamo arrivati secondi, dopo l’anno dello scudetto gli abbonamenti erano cinquemila seicento, così come Gazzoni, molti anni dopo, è stato pesantemente contestato a colpi di kiwi, pur essendo arrivato ad un fischio della finale di Coppa Uefa e di due finali di Coppa Italia ed avendo portato un certo Baggio sotto le due torri, uno dei personaggi più ritratti dall’ospite di serata. Occorre memoria, consapevolezza ed equilibrio. Il primo riferimento di Stab è stato Marino Guargaglini, il vignettista del grande Guerrino Sportivo degli anni sessanta, un settimanale che da domani sarà trasferito a Roma, dopo quarantacinque anni di Bologna, un artista da molti ricordato per le famose vignette su Dall’Ara, il presidente del grande Bologna, che si lamentava con l’editore quando non vedeva pubblicate le vignette che lo ritraevano, un concentrato di stile e d’ironia, dove il cagnolino non mancava mai. Poi cita Umberto Tirelli, che vinse l’oscar mondiale delle caricature a Londra, un artista che lavorò per molti anni nella nostra città, ed infine Magnus, che non fu caricaturista, ma forse il più grande fumettista di sempre, autore dei suoi lavori nella valle del Santerno, a Castel del Rio, ambientata in un Far West locale, oltre al già citato Andrea Pazienza, bolognese d’adozione, nonostante fosse nato in Puglia e cresciuto a Pescara. Parlare di fumetti porta inevitabilmente anche al film su Diabolik, recentemente girato a Bologna dai fratelli Manetti, dove ha avuto una parte anche Orfeo Orlando, col privilegio di vedere da vicino la meravigliosa Miriam Leone. Stab regala anche qualche pillola di storia rosso blu, parlando della vicenda di Cesare Alberti, del quale ha scritto un libro, “Sono Cesare, ma chiamatemi Mimmo”, dal quale è stato ricavato uno spettacolo teatrale, in cui Orfeo ha recitato, ricordando la storia di uno straordinario giovanissimo attaccante del Bologna, che subì un grave infortunio al menisco, allora ritenuto incurabile, ma che fu risolto da un professore proposto dal Genoa, che aveva studiato in Inghilterra, quando il Rizzoli non era ancora un’eccellenza mondiale. Il giovane sperando di riprendere a giocare a calcio, si trasferì nel capoluogo ligure, dove l’operazione riuscì perfettamente, consentendo al giocatore di riprendere a giocare, facendo anche un gol in una delle famose cinque finali scudetto, quando fu considerato da alcuni tifosi bolognesi, come un traditore. Un anno dopo, a ventuno anni, morì, ufficialmente per un’infezione alimentare, un caso che non si è mai compiutamente compreso, lasciando un ricordo indelebile nei cuori dei tifosi genoani, oltre che a tanti suoi concittadini, che non lo hanno mai dimenticato. Al suo funerale, svoltosi a Bologna in via Montegrappa, vicino al ristorante gestito dalla famiglia in via degli Usberti, nella sua città, saranno presenti delegazioni di tutte le maggiori squadre italiane. “ Pertini diceva che alla satira non dovrebbero mai essere posti limiti, se non quelli del buon gusto”, la puntata finisce con questo importante richiamo di Stab, a seguito di una precisa domanda della conduttrice, dopo che l’ospite ha confessato di essere alla fine della scrittura del secondo libro sulla storia di Cesare Alberti, il “Cinno” di Bologna, come veniva chiamato.

C.B.

 

Potete ascoltare qui il podcast della puntata del 30 Gennaio 2020 oppure cliccare l’immagine sotto per scaricare il file.

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