La Spagna vintage, Moreno si affida ai più esperti

La Spagna vintage, Moreno si affida ai più esperti


La nuova Spagna si affida a quattro trenquatrenni del ciclo d’oro. Chi sono? Robert Moreno deciderà di convocarli a Euro 2020?

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18 novembre 2019 Alle 12:02

Quando si pensa alla Spagna, o meglio alla Nazionale spagnola, è difficile non far riferimento al ciclo d’oro delle Furie Rosse. È trascorso poco più di un decennio dall’inizio del cammino trionfale che ha iscritto quella nazionale tra le più forti di sempre. Sono cambiati gli allenatori, molti di quei campioni hanno comunicato l’addio al calcio, altri hanno scelto invece di regalare gli ultimi di anni delle rispettive carriere soltanto ai club. Il ricambio generazionale, dopo tante buone premesse, è da considerarsi non all’altezza. Dopo l’Europeo del 2012 infatti la Spagna ha dovuto affrontare diversi fallimenti: l’ultimo, per certi versi pronosticabile, nel Mondiale di Russia 2018.

A portare pace sulla panchina della Nazionale si era seduto Luis Enrique, poi costretto ad abbandonare a causa di una grave tragedia familiare. Il sostituto Robert Moreno è riuscito a guidare comunque la Selección alla qualificazione europea da prima della classe. Ha proseguito seguendo la linea solcata dall’esperto Luis Enrique affidandosi a calciatori nuovi, ma anche e soprattutto alla vecchia guardia. Non era mai successo che la Spagna convocasse a un Mondiale o a un Europeo quattro calciatori che avessero superato i 34 anni. Potrebbe accadere per la prima volta a Euro 2020.

Chi sono i quattro senatori delle Furie Rosse e perché meritano la convocazione?

L’eterno Sergio Ramos

Capitano e leader del Real Madrid e della Nazionale Spagnola, Sergio Ramos è imprescindibile per Robert Moreno. Raggiungerà i 34 il prossimo 30 marzo, a meno di tre mesi dall’Europeo. È ancora tra i centrali difensivi più forti al mondo e da qualche anno ha imparato a impostare il gioco come un mediano di un qualsiasi top club europeo. Con 21 reti rientra tra i migliori 10 marcatori della storia della nazionale spagnola ed è già il calciatore con più presenze. L’obiettivo sarà certamente quello che di alzare il trofeo da capitano, con un occhio ai record individuali. Se non dirà addio alla Spagna dopo Euro 2020, avrà l’occasione di diventare il calciatore con più presenze in nazionale di sempre (al momento in testa c’è Ahmed Hassan, 184 con l’Egitto, mentre Ramos è a 169).

Il ritrovato Raul Albiol

Andando via da Napoli per approdare in un Villarreal senza coppe europee e con poche aspirazioni, tutti immaginavano un rapido declino di Raul Albiol. La nazionale si è invece inaspettatamente tinta di amarillo e Albiol ne è diventato una certezza. Raramente in campo con Luis Enrique, sotto la gestione Moreno sembra aver superato nelle gerarchie sia Mario Hermoso che Diego Llorente. In gioco c’è l’eredità di Piqué e il ballottaggio con il basco Iñigo Martinez è apertissimo. Albiol ha già compiuto 34 anni a settembre e giungerebbe a Euro 2020 quasi da trentacinquenne.

L’incredibile Santi Cazorla

Non ci sono più parole per descrivere il recupero di Santi Cazorla da uno peggiori infortuni che possano capitare a un calciatore. Nessuno avrebbe mai pronosticato tutto ciò che è successo nell’ultimo anno calcistico. Lui ha sconfitto l’infortunio, la forma fisica, gli scettici riguardo alla sua età e vederlo in azione è un piacere per gli occhi. Il prossimo 13 dicembre compirà 35 anni. Una sua eventuale convocazione non sarebbe affatto un premio alla forza di volontà, Santi Cazorla la merita. Guardare qualche partita del Villarreal per credere.

Il ventenne Jesus Navas

Se lo si mettesse a competere con dei ragazzi in una gara di corsa sulla lunga distanza, probabilmente vincerebbe lui. Jesus Navas, capitano e simbolo di un Siviglia che ha iniziato alla grande questa stagione, è instancabile. Nel ruolo di terzino non solo gioca bene, con quella vena offensiva che ovviamente lo contraddistingue, ma è grazie a questa posizione che si è allungato la carriera e ha riconquistato la maglia della nazionale. Tra pochi giorni saranno 34, ma ogni volta che scende in campo ne dimostra dieci di meno.

I quattro hanno fatto parte delle rose che hanno trionfato in Europa e nel Mondo tra il 2008 e il 2012. Ora, “a qualche anno di distanza” rischiano di essere determinanti in un’altra competizione europea. Parola di Moreno, che non riesce a fare a meno di loro: “è incalcolabile avere questi giocatori. Aiutano i giovani e continua a deliziarci con la loro qualità. Trasmettono questa esperienza non solo ai propri compagni, ma a tutti quelli che hanno attorno. Ed è importante in queste competizioni, le hanno vissute, vinte e sanno cosa significa entrare in uno stadio pieno in un quarto di finale”.



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