Le cinque squadre dalla Bulgaria che han giocato a San Siro

Le cinque squadre dalla Bulgaria che han giocato a San Siro


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27 Febbraio 2020 Alle 9:22

L’Inter ha già blindato il discorso qualificazione con l’ottimo 0-2 ottenuto a Razgrad sette giorni fa e il risultato lascia ottimisti anche se i nerazzurri dovranno fare a meno del proprio tifo. Il Coronavirus sta bloccando la Lombardia e anche il calcio ne risente, ma in uno stadio tristemente vuoto e muto Conte e i suoi ragazzi non possono concedersi a distrazioni. Per il Ludogorets sarà un ritorno a San Siro e già altre bulgare in passato hanno messo piede nella Scala del Calcio.

AKADEMIK SOFIA
Nel calcio dell’est Europa il fallimento delle squadre è purtroppo una prassi sempre più ricorrente e non deve stupire che molti tifosi non riescano più a seguire come prima il proprio campionato. L’Akademik Sofia non è mai stata una grande squadra in Bulgaria, riuscendo a ottenere al massimo dei terzi posti che gli permisero di giocare in Coppa Uefa regalandosi un sogno quando affrontarono una squadra blasonata come il Milan. Nella gara di andata accadde addirittura l’impensabile con gli Azzurri in vantaggio per ben due volte con due reti di scarto e alla fine vittoriosi per 4-3. Il momento più alto nella storia degli “Student” e due settimane dopo la squadra avrebbe dovuto giocare nel mitico San Siro. Il timore e l’ansia della partita bloccarono i ragazzi di Roev nei primi minuti e i rossoneri ribaltarono il punteggio. Furono Egidio Calloni e Giorgio Morini a siglare le reti del 2-0 finale e del passaggio del turno meneghino. A partire dagli anni ’80 l’Akademik iniziò un lungo e triste viaggio nelle serie minori prima del ritorno tra i grandi nel 2010, ma solo due anni dopo arrivò il definitivo fallimento.

CSKA SOFIA
Prima del sorteggio tra Inter e Ludogorets era il Cska Sofia l’unica squadra bulgara ad aver avuto l’onore di giocare a San Siro contro entrambe le squadre di Milano. E la prima volta contro i nerazzurri coincise con il momento più alto di sempre per un club proveniente dalla Bulgaria. Inter-Cska infatti era una semifinale di Coppa dei Campioni e la squadra venuta da est mise estremamente in difficoltà gli uomini del Mago Herrera. L’andata si giocò in Lombardia e nonostante l’espulsione di Raikov e il vantaggio di Facchetti fu Tsanev nella ripresa a trovare lo spiraglio per l’1-1 finale. Una rete importantissima che dava grandi speranze a un’intera nazione per la sfida di ritorno. A Sofia però ci fu un altro 1-1 e non essendo ancora stata inventata la regole dei rigori ci fu uno spareggio che l’Inter vinse per 1-0 guadagnandosi così la finale.
Il ritorno alla Scala del Calcio avvenne nel 2001 in un anonimo secondo turno di Coppa Uefa e davanti a pochi intimi il Milan stese le resistenze bulgare con un gol per tempo di Rui Costa e Shevchenko.

ETAR
Anche l’Etar di Veliko Tărnovo è stata una squadra fallita in passato ma nel 2013 è riuscita a riprendersi e ripartire vivacchiando a centro classifica nel massimo campionato. Nel 1974-75 riuscì però a regalarsi un inaspettato momento di gloria a livello internazionale. Il sorteggio accoppiò i Viola all’Inter di Luisito Suárez, allora allenatore, e per la città fu un momento memorabile. La società riuscì a rendere lo stadio a norma e così i nerazzurri andarono nel centro nord della Bulgaria per la gara di andata di Coppa Uefa. La sfida fu combattuta soprattutto da parte dei padroni di casa che lottarono su ogni pallone mettendo in seria difficoltà un’Inter alla quale andò bene il pareggio per 0-0. Nel ritorno a Milano però fu tutta un’altra storia. A San Siro non c’era il pubblico delle grandi occasioni ma i circa ventimila presenti allo stadio poterono godere di una netta vittoria per 3-0 grazie alla rete di Oriali e alla doppietta del solito Roberto Boninsegna.

LEVSKI SOFIA
La squadra bulgara che ha fatto più visite a San Siro nella storia è stato il Levski Sofia, con ben tre sfide anche se tutte contro il Milan. I risultati non furono mai dei più esaltanti per i blu di Bulgaria a partire dal primo confronto in Coppa delle Coppe nel settembre del 1967. Un vero e proprio trionfo per gli uomini di Nereo Rocco che si imposero con uno sfavillante 5-1 deciso tutto nel secondo tempo da Sormani, una doppietta di Hamrin e un’incredibile doppietta di Angelo Anquilletti che in quella notte europea realizzò i suoi unici due gol della carriera.
Undici anni dopo in Coppa Uefa ci fu il secondo confronto e dopo l’1-1 a Sofia il Diavolo era chiamato a prendersi la qualificazione in casa e la ottenne senza grossi problemi. La squadra di Liedholm era lanciata verso lo Scudetto della stella ma non tralasciò la Coppa e già nel primo tempo le reti di Maldera e Bigon diedero una certa tranquillità prima che Stefano Chiodi non chiudesse la pratica nella ripresa.
Nel 1986 il Levski cambiò nome per qualche anno, giusto fino alla caduta del Muro di Berlino, e si fece chiamare Vitocha Sofia. Tutti però si continuarono a utilizzare il vecchio nome, anche quando nel 1988 ci fu il terzo incrocio con i rossoneri in Coppa dei Campioni. La vittoria all’andata per 0-2 dava tranquillità ai ragazzi di Sacchi che però non sottovalutarono l’avversario e a scatenarsi fu Marco Van Basten. Il cigno di Utrecht realizzò una quaterna favolosa e ci fu gloria anche per Pietro Paolo Virdis nel 5-2 finale. Gioia personale anche per i bulgari Nachev e Iliev.

LUDOGORETS
Questa sera il Ludogorets tornerà a San Siro per affrontare l’Inter e sarà chiamato a un’impresa impossibile. La storia ricorda molto quanto avvenuto due stagioni quando ai sedicesimi di finale di Europa League il sorteggio di Nyon aveva messo uno contro l’altro i biancoverdi di Razgrad con il Milan. Sfida a senso unico già nel nord est della Bulgaria dove il Diavolo si sbarazzò dei più modesti rivali con un sonoro 0-3 grazie ai gol di Cutrone, Rodríguez e Borini rendendo una semplice formalità la sfida di ritorno. A San Siro non si raggiunse quota ventimila spettatori ma sicuramente fu meglio allora rispetto al porte chiuse che vedremo stasera. Gattuso schierò molte riserve in campo partendo dal portiere con Antonio Donnarumma tra i pali. Dopo soli venti minuti dall’inizio della gara fu ancora Borini ad andare a segno trafiggendo Broun per l’1-0 finale che diede una comoda qualificazione agli ottavi per i rossoneri.



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