le squadre si dividono sulla chiusura del torneo

le squadre si dividono sulla chiusura del torneo


L’Eredivisie è ad un bivio: i club olandesi, martedì, decideranno le sorti del torneo. Ecco chi è favorevole e chi è contro la chiusura della campionato.

Il calcio europeo continua a rimanere fermo, in attesa di miglioramenti, con la chiusura delle rispettive competizioni: il Belgio ha già deciso di non proseguire il torneo, assegnando il titolo e guardando già alla prossima stagione. Anche l’Olanda inizia a farsi delle domande: nella giornata di martedì 7 aprile ci sarà una riunione con tutti i club per prendere una decisione sull’Eredivisie. Ci suono due schieramenti contrapposti, ma la maggior parte delle società è pronta a seguire le idee della regione confinante.

LE SORTI DELL’EREDIVISIE: CHI VUOLE CHIUDERE I GIOCHI?

La decisione da prendere è importante e tutta l’Eredivisie vuole essere unita verso un accordo che non scontenti nessuno: fermare o continuare il campionato, questo è il dilemma amletico. Il tutto è stato rimandato alla giornata di martedì quando i club si incontreranno per capire quale direzione prendere. C’è chi come l’Ajax, l’AZ Alkmaar o il Psv sono pronti a tirare i remi in barca per dare precedenza alla salute mentre, altre squadre, voglio aspettare proprio l’incontro del 7 aprile per proferire parola e schierarsi definitivamente.

Sulla sponda di chi vuole chiudere anticipatamente l’Eredivisie ci sono le due capoliste che hanno già dichiarato di poter rinfoderare le spade per darsi battaglia la prossima stagione. Overmars è stato chiaro: “L’Eredivisie è morta, il divertimento è finito: chiamatelo come volete“. Sulla stessa riga, i biancorossi di Alkmaar che seguono le orme dei campioni d’Olanda: “Riteniamo che la situazione di emergenza attuale sia estremamente preoccupante. Si può giocare senza pubblico ma non è la soluzione corretta“. Fanno la voce grossa i Boeren con dichiarazioni forti: “La salute viene prima di tutto: impossibile concludere la stagione. Siamo nella regione compita più duramente, qui il calcio non è una priorità. Ma oltre le big, ci sono anche il PEC Zwolle, il Fortuna Sittard, il Waalwijk e l’Utrecht pronti ad alzare bandiera bianca al solito grido: “Inutile compromettere la stagione futura e non pensare alla salute dei calciatori e dei cittadini“. Willem II e Venlo vogliono fermarsi ma: “se il governo e la KNVB assicurano la ripresa in sicurezza, siamo pronti a scendere in campo“.

Dall’altra parte della barricata, però, c’è chi è propenso a finire la competizione rimettendosi alle decisioni della Federcalcio olandese. Davanti a tutti il Feyenoord: “Un campionato incompiuto è insoddisfacente per tutti e l’impatto finanziario per i club si farà sentire nella prossima stagione“. I Rotterdammers vengono appoggiati anche dall’Heerenveen e dal Groningen, formazioni che vorrebbero portar a termine l’Eredivisie: “Finchè ci sarà l’opportunità di poter portare a compimento il torneo, non possiamo chiudere il discorso anticipatamente”.

Tutto rimane in bilico con la riunione di martedì che chiarirà sicuramente le idee e poterà le rimanenti rose a scoprirsi: Twente, Emmen, Sparta Rotterdam, Ado den Haag, Heracles e Vitesse non hanno espresso un vero parere e attendono il momento giusto per capire in che direzione tirerà il vento. La soluzione adottata in Belgio non è piaciuta a Ceferin che ha minacciato di non far partecipare alle competizioni europee le squadre delle nazioni che decideranno di chiudere anticipatamente la stagione. L’Eredivisie è a un bivio: salute o interesse finanziario? Chi la spunterà dalla riunione di martedì?

 

 

*Ringrazio i colleghi de “Il calcio olandese” per avermi fornito tutte le informazioni in merito.



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