L’inno dell’IFK Göteborg parla di Poseidone

L’inno dell’IFK Göteborg parla di Poseidone


C’è un legame strettissimo che lega Göteborg alla nostalgia, da cui è necessario staccarsi con forza oppure accettare di esserne risucchiati, come accaduto a Joel Sebastian Henriksson Alme. Alme nacque proprio a Göteborg, nel sobborgo di Majorna, nel 1980. Si trasferì con la famiglia (madre, patrigno e sorella) a Brännö, laddove secondo la mitologia nordica Beowulf avrebbe sfidato l’amico Breca in una gara di nuoto. Proprio a Brännö, la terza ondata di ruralizzazione chiamata Onda Verde – Gröna vågen in svedese – aveva assiepato nuovi abitanti degli anni Settanta in periferia, causando problemi di droga e delinquenza che hanno a loro volta popolato l’album Flyktligan, pubblicato da Joel Alme nel 2015 dopo tre anni d’assenza dalla scena musicale. Il motivo dello stop sta in un nervosismo che aveva minato la sua carriera. «Il mio primo tour l’ho iniziato a Göteborg ma mentalmente non è stata una gran decisione. Non penso che avrei dovuto cominciare dal luogo in cui sono nato e in cui ho suonato le prime volte. Avrei potuto esibirmi a Herrljunga (a quasi 90 km di distanza, nell’entroterra, ndr) e poi tornare in città una volta abituatomi», disse in un’intervista all’Expressen.

Il 25 ottobre 2019, dopo tre anni, Joel Alme tornava su un palco. I suoi testi parlavano di amici scomparsi tra attacchi di epilessia e criminalità e, memore di quanto detto, anziché a Göteborg si esibì a Stoccolma, dove peraltro viveva con la moglie Ebba e i due figli. Come raccontò Alme stesso, l’incontro con Ebba fu decisivo nella sospensione delle sue sedute psicologiche («l’amore mi ha salvato la vita»). Ad ogni modo, sebbene a Stoccolma, Alme non poté non inserire nel repertorio della serata Snart Skiner Poseidon, pezzo da lui composto nel marzo 2009 e inno dell’IFK Göteborg.

Göteborg

Un giorno, seduto sul treno da Stoccolma a Göteborg, Alme incontrò una signora che piangeva per il marito scomparso da poco. Tentò di consolarla accendendo un lettore CD, si appuntò le sensazioni e in meno di un’ora ecco il testo: «L’idea era di creare un’immagine romantica di Göteborg, come squadra e come città, due cose che si fondono nell’IFK. Poi volevo evitare un mood da discoteca norvegese. Hai presente quel che provi quando ti prepari alla partita, quella malinconia mista al ritmo popolare delle canzoni? Io sono nato e cresciuto a Göteborg, l’IFK è sempre stato presente nella mia vita anche se non ero un fan sfegatato. E anche se a volte le cose vanno male, i tifosi restano al tuo fianco».

Gli ultimi anni dell’IFK Göteborg sono oltremodo agrodolci. Nel nuovo millennio le soddisfazioni sono state ben poche, escludendo il titolo del 2007 vinto con un undici mitizzato (da Mattias Bjärsmyr a Jakob Johansson, fino a Markus Berg e Tobias Hysén) e una Svenska Cupen nel 2013 suggellata da Pontus Farnerud, fratello di Alexander, ai calci di rigore. Restano lontani gli anni Ottanta in cui Sven-Göran Eriksson alzò la Coppa Uefa ad Amburgo (1982), seguito cinque anni dopo da Gunder Bengtsson a Dundee, con Glenn Hysén e Lennart Nilsson in campo. Ricordi resi ulteriormente lontani dalla recentissima scomparsa di Gunnar Larsson, il 4 maggio, affetto da nuovo coronavirus. Durante il ventennio di sua presidenza, dieci campionati su quindici tra 1982 e 1996, un ruolo fondamentale certificato dall’attuale presidente Mats Engström («Ha personificato il successo del club, senza di lui non ce l’avremmo mai fatta») e un ideale socialdemocratico che lo spinse a operare in politica.

Göteborg

Quando ad Alme, che per molti anni giocò a hockey e quasi non credeva di aver sovrascritto l’iconico Heja Blåvitt del 1976. La sua canzone si riferiva a una statua che Carl Milles scolpì raffigurante Poseidone, inaugurata a Götaplatsen alle ore 19:15 del 24 settembre 1931, davanti a quello che sarebbe stato il teatro cittadino: «Costruire in una città portuale come Göteborg una statua di Poseidone, sovrano greco del mare, non può che deliziarci», disse il sindaco. Ad ogni modo, il titolo Snart Skiner Poseidon – «presto risplende Poseidone» – fu proposto sul blog del Supporterklubben Änglarna. Piacque, fu scelto e l’11 aprile 2009 al Gamla Ullevi fu cantato per la prima volta da Joel Alme. Nel frattempo, il critico musicale Patrik Sandgren diede alla canzone quattro stelle, pur definendola un plagio di Håkan Hellström (peraltro tifoso del GAIS, sebbene non nuovo a canzoni dal tono nostalgico come Kann ingen Sorg för mig Göteborg). E Alme, che dal 2009 a oggi è stato ripetutamente invitato a tornare a esibirsi allo stadio, a dicembre aveva promesso di farlo il 5 aprile 2020, all’esordio stagionale casalingo contro l’Elfsborg. L’emergenza da Covid-19, che già s’è portata via Gunnar Larsson, ha rimandato anche questo: ma adesso tutti aspettano Alme, di nuovo, a Ullevi.

Vi såg hur du haltade, vi såg hur du sprang
Med tårar på kinden och hjärtat i brand
Med längtan i bröstet, du stod där och sa:
«Snart skiner Poseidon och Blåvitt står kvar»



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