2010-2019: un decennio di Bundesliga in 10 momenti

2010-2019: un decennio di Bundesliga in 10 momenti


Dal duello Bayern-Dortmund arrivato in Europa, fino alle prime volte storiche. Ripercorriamo il decennio della Bundesliga in 10 momenti.

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26 Dicembre 2019 Alle 11:03

Tra il 2010 e il 2019 la Bundesliga ha visto il dominio del Bayern Monaco, che ha conquistato 7 titoli consecutivi, lasciandone solo due al Dortmund. Anche quello però era un Borussia speciale, che a suo modo ha scritto la storia. Insieme a loro, capocannonieri a sorpresa, derby storici, retrocessioni e le scoperte di nuovi fenomeni destinati a diventare leggende. Ecco i 10 eventi che hanno segnato gli anni ’10 della Bundesliga.

2010 – Lewandowski si presenta alla Bundesliga

Il 2010 è l’anno in cui Robert Lewandowski arriva in Bundesliga. Il Dortmund lo strappa al Lech Poznan per poco meno di 5 milioni di euro. Il 22 agosto l’esordio assoluto, subentrando nella sconfitta interna del Borussia contro il Leverkusen. Ironia della sorte, proprio il Bayer è la squadra a cui ha segnato meno: solo 3 goal. Pochi per uno che in totale è già arrivato a 218: meglio di lui nella storia solo Gerd Müller, Klaus Fischer e Jupp Heynckes. 5 anni dopo toccherà il punto più alto con le 5 reti in 9 minuti contro il Wolfsburg. Cambiando la storia.

2011 – Il primo titolo di Klopp

Dopo 9 anni e un periodo di crisi economica, il Borussia Dortmund torna campione di Germania. È il grande capolavoro di Jürgen Klopp, ex allenatore del Mainz che con i nullfunfer aveva conquistato la promozione in Bundesliga e consolidato la posizione del club. Porta una rosa giovane e con tanti limiti fino alla cima, prima di raddoppiare nel 2012 e raggiungere la finale di Champions League nel 2013. Con lui il Dortmund torna sulla mappa del calcio tedesco. Una svolta per il club.

Doccia di birra per Jürgen Klopp. Foto: Getty

2012 – L’anno di Marco Reus

Uno dei simboli, se non il simbolo del Borussia Dortmund in questo decennio è stato Marco Reus, arrivato in giallonero nel 2012 dopo un anno da record al Mönchengladbach: 18 goal e 12 assist che gli valgono il premio di ‘Fußballer des Jahres’, il calciatore dell’anno per il 2012. Da lì inizia la scalata al top, quella che ancora non è riuscito a consacrare con il Meisterschale. Per ora si deve “accontentare” di essere un’icona di questo decennio di calcio tedesco.

Marco Reus chiude la stagione con 18 goal e 12 assist in Bundesliga. Foto: Getty

2013 – Il Klassiker a Wembley

Lewandowski, Reus e Klopp sono tutti protagonisti gialloneri del momento più alto nella storia del calcio tedesco: la finale di Champions League del 2013 vinta per 21 dal Bayern Monaco a Wembley sul Borussia Dortmund. La squadra di Heynckes chiude un treble da sogno, ma è solo l’inizio di un dominio locale che si protrarrà fino al 2019, fino alla fine del decennio, con 7 campionati vinti consecutivamente.

La partita forse più importante nella storia del calcio tedesco per club. Foto: Getty

2014 – Guardiola da record

Un attacco con Robben, Ribéry, Götze, Mandzukic e Müller da 104 goal e 69 assist nella stagione 2013/14, con una striscia di 19 vittorie consecutive in Bundesliga tra la 9ª e la 27ª giornata, fino a toccare quota 29 successi in 34 partite. 90 punti complessivi, 19 in più del Borussia Dortmund secondo. Probabilmente la Bundesliga più dominata di sempre insieme a quella dell’anno prima. Con un volto in copertina: Pep Guardiola, destinato a cambiare il calcio tedesco. Buona parte dell’ossatura del suo Bayern sarà anche quella della Germania campione del mondo. Quando si dice ‘lasciare il segno’.

Pep Guardiola si gode il Meisterschale dei record. Foto: Getty

2015 – Il Torkanone di Alex Meier

Il 2015 è senza dubbio l’anno di Alexander Meier, il Fußballgott di Francoforte che batte Lewandowski, Aubameyang, Dost, Müller, Robben e gli altri giganti per vincere il premio di capocannoniere della Bundesliga: 19 goal. L’Eintracht non va oltre il nono posto, ma la storia la fa il suo simbolo. Uno che aveva detto di essere troppo scarso per la nazionale tedesca. Che invece, forse, di uno come lui avrebbe avuto bisogno.

Alex Meier alza il suo ‘Torkanone’. Foto: Getty

2016 – L’arrivo di Nagelsmann

Il capostipite dei ‘laptop manager’, della nuova generazione di allenatori, arriva in Bundesliga. Julian Nagelsmann diventa allenatore dell’Hoffenheim a 28 anni, con la squadra penultima in classifica. Fa 23 punti in 14 giornate, dopo che i due predecessori, gli esperti Gisdol e Stevens, ne avevano totalizzati 14 in 20 partite. Salvando l’Hoffenheim a fine stagione. Due anni dopo lo porterà fino alla Champions League, iniziando una carriera che a 32 anni sembra già essere ai livelli più alti.

L’arrivo di Julian Nagelsmann ha cambiato la Bundesliga. Foto: Getty

2017 – Il secondo posto in Bundesliga del Lipsia

Nello stesso anno di Nagelsmann arrivava in Bundesliga anche la squadra di cui il classe 1987 è attualmente allenatore, stabilendo subito un record: il Lipsia al primo anno nel massimo campionato tedesco ha chiuso al secondo posto, dopo aver dato fastidio al Bayern. È la consacrazione della bontà del progetto Red Bull nel calcio, ancora più della scalata nelle serie minori. La squadra si mostra subito all’altezza della situazione e alza di molto l’asticella. A livello di classifica non l’ha mai superata, anche se il nuovo decennio può essere quello della svolta.

2018 – La prima retrocessione dell’Amburgo

C’era soltanto una squadra che non aveva mai saltato una stagione di Bundesliga. Un record segnato anche da un orologio che segnava anni, giorni, ore, minuti e secondi trascorsi nel massimo campionato. Poi nel maggio 2018 l’Amburgo è retrocesso per la prima volta e l’orologio si è spento. La fine di un’era, l’inizio di un incubo, battezzato da lanci di oggetti e fischi nel decennio per distacco peggiore nella storia del club.

I giocatori dell’Amburgo lasciano il campo tra i fischi e i fumogeni dopo la retrocessione. Foto: Getty

2019 – Berlino Est contro Berlino Ovest in Bundesliga

L’ultimo grande avvenimento del decennio è il derby di Berlino tra Hertha e Union, il primo in Bundesliga tra una squadra dell’ex Berlino Est e una dell’Ovest. Lo vincono gli uomini di ferro, l’Eisern Union, nell’anno della propria storia, quello della prima promozione in Bundesliga. Lo decide un rigore di Polter, uno dei simboli dell’Union, nel finale.



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