addio al Psv per continuare a giocare con regolarità

addio al Psv per continuare a giocare con regolarità


Afellay, il giocatore più giovane a vincere 4 Eredivisie, chiude nuovamente la sua avventura con il Psv. Obiettivo? Continua a giocare con regolarità.

Il Psv è in piena rivoluzione: dopo l’addio di Luuk de Jong e, successivamente, di Pereiro anche Afellay decide di non rinnovare con i Boeren e di dire addio per la seconda volta al suo club del cuore. Il ragazzo, proprio con il club di Eindhoven, ha centrato il record di calciatore più giovane a vincere ben 4 Eredivisie. La rottura era nell’aria dopo le sole 4 presenze tra coppa e campionato: l’attaccante è ancora volenteroso di giocare per chiudere a meglio la sua carriera.

AFELLAY E L’ADDIO SOFFERTO: LA VOGLIA DI GIOCARE È TROPPA

Si conclude anche la seconda avventura di Afellay al Psv: il ragazzo ha esordito nel calcio professionistico con la maglia dei Boeren per poi passare al Barcellona, Schalke 04 e successivamente allo Stoke City, con una piccola parentesi greca. Il talento olandese non è mai riuscito a dare continuità alle sue doti non avendo più a disposizione quella stabilità garantita dal club di Eindhoven e soprattutto dall’Eredivisie.

Afellay ha sempre avuto una tecnica elevata, una buona corsa, scatto e dribbling secco e un ottimo tiro: caratteristiche che impressionarono anche il Barcellona, guidato al tempo da Guardiola. L’attaccante, con il Psv, aveva tagliato il record di calciatore più giovane ad aver vinto 4 Eredivisie. Le basi per sfondare c’erano tutte, ma il poco impiego ha sempre minato il suo rendimento: in Spagna, in un anno e mezzo a disposizione, non ha mai lasciato il segno con 19 presenze, una realizzazione e un assist che regalò ai blaugrana un clasico importantissimo per il titolo. Neanche il prestito allo Schalke 04 risollevò la sua condizione con solo 10 occasioni e due realizzazioni. Il Barcellona non ha mai creduto in lui, chiuso da Pedro, Messi, Bojan e David Villa: quindi, dopo 3 anni, la decisione di cambiare aria per tornare competitivo con l’Olympiakos. Con i greci, qualche problema fisico, ne limitò l’utilizzo, ma le sue prestazione portarono lo Stoke City a puntare su di lui: nella stagione 2015-2016 vola in Premier dove, nonostante le 31 partite disputate, realizzerà solo 2 reti. Nei 3 anni successivi, causa problemi fisici, non vide quasi mai il campo fino alla decisione di tornare a casa, dove Van Bommel aveva bisogno di lui e della sua esperienza.

L’Afellay 2.0 inizia nell’estate dell’attuale stagione: il suo ritorno viene apprezzato dalla tifoseria che ha un rapporto speciale con quel ragazzo che esordì in biancorosso nel lontano 2004-2005 per poi diventare un punto fermo per i successivi 6 anni. L’attaccante però, arrivò infortunato, facendosi trovare pronto nel mese di ottobre: la sua condizione era particolarmente in ritardo, visto lo stop obbligato e Van Bommel non trovò il modo di inserirlo nei titolari, con un Malen in stato di grazia. L’infortunio di quest’ultimo coincise con la crisi nera del Psv che crollo in Europa e in Olanda, abbandonando la lotta al titolo e la KNVB Beker. Il tecnico Van Bommel venne esonerato e con lui svanirono le possibilità di tornare titolare per Afellay. Faber, il traghettatore, venne incaricato di dare una nuova identità alla squadra e di spianare la strada al nuovo allenatore Schmidt: vennero preferiti i giovani al trentaquattrenne ex Stoke e Barcellona che venne rilegato in panchina. In un anno solo 4 presenze tra campionato e coppa prima della definitiva sospensione per coronavirus. A termine di questo periodo travagliato, Afellay ha deciso di dire addio per la seconda volta alla sua casa e di voler continuare a giocare ma con costanza e regolarità: “Credo che la mia carriera non sia finita, ma è terminato il mio tempo qui“. Così, Ibrahim si appresta ad un’estate calda, alla ricerca di un contratto e all’ultima possibilità della sua carriera.



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