Bayern Monaco: allenatore che vai, Meisterschale che trovi

Bayern Monaco: allenatore che vai, Meisterschale che trovi


Il Bayern Monaco ha vinto per la 30^ volta la Bundesliga, l’ottava consecutiva nonostante abbia cambiato allenatore quasi ogni anno.

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17 Giugno 2020 Alle 11:30

Il Bayern Monaco si è laureato campione di Germania per la trentesima volta nella propria storia. Il Meisterschale è un habitué dell’Allianz Arena. Negli ultimi otto anni i bavaresi non hanno lasciato neanche la polvere ai propri avversari. A differenza di altri grandi dinastie, però, l’FCB non ha mantenuto intatta la propria rosa nel corso di queste stagioni, anzi ha cambiato veramente molto, in particolar modo per quanto riguarda gli allenatori. Questi otto titoli sono arrivati con 4 tecnici differenti e, tranne il triennio di Pep Guardiola, nessun coach è riuscito a restare su quella panchina per due stagioni consecutive. Ma chi è che ha reso celebre il Bayern in questo periodo? Andiamo ad aprire insieme l’album dei ricordi dei Roten.

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Fonte foto: Matthias Hangst by Getty Images

Il Bayern di Jupp Heynckes

Il primo allenatore che ha riportato il Meisterschale in Baviera negli Anni Dieci del secondo millennio è stato Jupp Heynckes. Nel 2012/13 l’icona del calcio tedesco ha centrato uno storico triplete: Bundes, DFB Pokal e, soprattutto, Champions League. Quella fu una delle migliori stagioni della storia del Bayern ma anche l’annata 2017/18 non fu da meno. Iniziata con Ancelotti in panchina il rapporto tra il tecnico italiano e i Roten è terminato già a settembre. Willy Sagnol ha preso il suo posto per un breve periodo prima che proprio Heynckes tornasse all’Allianz Arena per regalare un altro campionato alla sua squadra, il quarto nella sua carriera da coach.

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Fonte foto: Matthias Hangst by Getty Images

La rivoluzione Guardiola

Dopo Heynckes toccò ad uno dei migliori tecnici della storia del calcio sedere su quella panchina, Pep Guardiola. L’ex Barcellona restò 3 anni in Baviera intraprendendo una rivoluzione che sarà decisiva anche per i successi internazionali della Germania. Non è arrivato il ‘colpo grosso’, la Champions League, ma valutare la sua esperienza basandosi solo sul mancato successo di quel trofeo è semplicemente ridicolo. Il Bayern di oggi è intriso delle indicazioni del coach spagnolo ed il lavoro svolto su giocatori come Joshua Kimmich è incredibile.

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Fonte foto: Matthias Hangst by Getty Images

Il Bayern di Ancelotti

Se la Champions non arriva si chiama il Re di Coppe per preparare l’assalto. Anche Carlo Ancelotti però non è riuscito a portare fino in fondo il Bayern ed ha dovuto ‘accontentarsi’ solamente di un Meisterschale, quello 2016/2017. Un’avventura quanto meno controversa quella del coach italiano che è terminata nel caos generale a settembre della stagione successiva, tra malumori con i giocatori e critiche dei dirigenti. Gli va comunque dato il merito di aver messo le basi per il trionfo anche di quel campionato che, come scritto sopra, ha visto Heynckes tornare sulla panchina dei Roten.

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Fonte foto: John Macdougall by Getty Images

Niko Kovac l’inesperto

Dopo l’eliminazione europea per mano del Real Madrid e la disfatta in DFB Pokal il Bayern ha deciso di affidare la propria panchina al tecnico che ha vinto la coppa nazionale nel 2018, Niko Kovac. Una vera e propria rivoluzione. Un tecnico che non aveva mai allenato in grandi piazze che veniva premiato per l’ottimo lavoro svolto in quel di Francoforte. Purtroppo gli attriti si sono presentati fin da subito, in particolar modo con la dirigenza. Ciò nonostante è riuscito a portare all’ombra dell’Allianz Arena il ventinovesimo Meisterschale.

Dreiβig, danke schön Flick

Non esiste il ventinove se non in funzione del numero che lo succede. È così per gli esami universitari figuriamoci per i campionati vinti. Hans-Dieter Flick subentra a Kovac a stagione in corso quando il Bayern era molto distante dalla vetta. Inanella una serie di risultati utili consecutivi quasi infinita: 17 vittorie ed un pareggio. Tutto questo equivale al primo posto e, soprattutto, al trentesimo Meisterschale della storia del club. Un trofeo particolare date le circostanze note ma sicuramente indimenticabile per la grande cavalcata che ha permesso ai bavaresi di scavalcare tutte le contendenti. L’anno prossimo siederà nuovamente lui su quella panchina e gli auguriamo con tutto il cuore che il suo regno possa essere molto più longevo di quello dei suoi predecessori.

 

 

 



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