Campioni mancati: Bojan | Footbola

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Oggi andiamo a raccontare la mancata esplosione di Bojan Krkic, il possibile fenomeno lanciato dal Barcellona diventato evanescente col tempo

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25 Giugno 2020 Alle 11:30

Secondo appuntamento con la rubrica dedicata ai campioni mancati, i calciatori che credevamo potessero diventare fenomeni e che invece progressivamente hanno visto svanire i loro prospetti calcistici. Da Rubén Botta passiamo a Bojan Krkic, oggi attaccante dei Montreal Impact, non esattamente la realtà in cui ci si aspettava di vederlo quando fu lanciato dal Barcellona.,

Con lui era facile illudersi: d’altronde la Cantera del Barcellona raffigurava una sorta di sicurezza calcistica al tempo, vista l’imponente ascesa di Xavi, Iniesta e Messi e i primi approcci molto positivi e promettenti di Piqué e Sergi Busquets. Insomma in un contesto del genere era difficile aspettarsi che un giocatore da 648 gol nel settore giovanile non diventasse un grandissimo calciatore anche da grande. E infatti le prime impressioni furono incredibili anche in prima squadra, dove seguì la scia di Messi, solamente tre anni più grande di lui d’età, a furia di record di precocità.

bojan krkic

(Photo credit CRISTINA QUICLER/AFP via Getty Images)

Diventò in poco tempo il titolare più giovane e il marcatore più precoce della storia della Liga, il marcatore più precoce della storia del Barcellona al Camp Nou e il secondo marcatore più precoce di sempre della Champions League. E se contiamo che molti di questi record appartenevano proprio a Lionel Messi, allora era veramente troppo facile illudersi che la Masía avesse fatto di nuovo centro. Tesi poi ancor di più esaltata dal momento che si scoprì anche una sua parentela ala lontana con lo stesso Messi di cui risulta essere cugino di quarto grado.

Le premesse create erano davvero buone, ma c’era da trasformare il ragazzo da promessa a campione. Non facile, sia perché la concorrenza in prima squadra nel corso degli anni è sempre stata composta da nomi di primissimo piano, sia perché a livello caratteriale è sempre mancato quel qualcosa che lo facesse essere veramente decisivo nelle partite. Non che gli mancasse il fiuto del gol, anzi, ma rispetto a quello che aveva fatto vedere Messi nei suoi esordi, c’erano tante differenze: Bojan era molto più opportunista, più punta e meno fantasista, molto meno dentro al gioco.

Si credeva tanto in lui, ma nessuno era veramente convinto di doverlo preferire a chi c’era già. Però la progressione della sua crescita fu veramente molto lenta, al contrario degli altri campioni canterani che invece hanno accelerato il processo di trasformazione in titolare: di fatto al momento della sua partenza Bojan era lo stesso degli esordi, in termini di numeri e impatto nelle partite, lasciando così l’idea che servissero esperienze per valorizzarlo e dare un senso a quella clausola da 100 milioni che per l’epoca era davvero off-limits.

roma novara

(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Ma il suo girovagare per l’Europa ha portato a un fallimento dietro l’altro: Roma, Milan, persino l’Ajax, la terra di valorizzazione dei talenti perfetta, oltre a Stoke, Mainz e Alavés. Se c’è un dato che realmente può fotografare la carriera di Bojan Krkic è quello della sua migliore stagione sul piano realizzativo: l’anno in cui ha segnato più gol in campionato è quello del suo debutto, 10, cifra mai più replicata in carriera. Dei suoi 85 gol con i club 41 sono arrivati con il Barcellona, perfetto segnale che fosse un calciatore esaltato dal sistema, ma non sufficientemente grande per fare la differenza fuori da lì.

Forse un’illusione prevedibile, ma in quel contesto di continui fenomeni lanciati dal calcio blaugrana era comprensibile essere assuefatti da uno dei recordman del settore giovanile più famoso al mondo. Uno che poteva davvero essere tra i grandi e che invece lo raccontiamo nella rubrica dei campioni mancati.



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