Campioni mancati: Edu Vargas | Footbola

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La fugace ascesa di Edu Vargas, grande con la nazionale, mai realizzato con i club europei. La storia del cileno che fece sognare Napoli per poche settimane

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16 Luglio 2020 Alle 15:30

Un regalo di Natale diventato una pessima sorpresa: in quel dicembre del 2011 il Napoli era convinto di aver fatto il grande colpo del mercato invernale, una mossa per lanciarsi con credibilità verso quell’ottavo di finale poi perso con il Chelsea. Edu Vargas era uno dei calciatori più desiderati d’Europa e scelse Napoli per provare la sua prima avventura nel calcio dei grandi, il primo passo per guadagnarsi uno stereotipo quantomai veritiero, di calciatore che fa la differenza in nazionale, ma che non ha una dimensione nei club.

Spiace dirlo, ma la sua carriera è stata così. Tutto nato da una Copa Sudamericana giocata non da grande giocatore, ma da possibile fenomeno: solitamente il calcio europeo guarda solo alla Libertadores per giustificare le importanti ascese, ma in quella U de Chile allenata da Jorge Sampaoli era impossibile non vedere le grandi prospettive di un bellissimo progetto calcistico nella seconda coppa del Subcontinente.

edu vargas u de chile

(Photo credit PABLO PORCIUNCULA/AFP via Getty Images)

Vinse, anzi, dominò la coppa Edu Vargas, partito sin dal primo turno preliminare tanto da chiudere la competizione da capocannoniere addirittura con 11 gol segnati. Non vinse il Pallone d’oro Sudamericano giusto perché in quello stesso anno la Libertadores fu dominata dall’astro nascente di Neymar, altrimenti la sua annata avrebbe meritato un riconoscimento di quel livello.

Qualità, tantissima velocità, ottimo fiuto del gol: ingredienti perfetti per immaginare una carriera da protagonista. Ma da lì partirono due viaggi a velocità differente, il fattore che ha portato Edu Vargas a essere un campione mancato e non un campione e basta.

Viaggio in nazionale, glorioso, ricco di gol al fianco di Alexis Sánchez, con tanto di doppia Copa América (le uniche due della storia del Cile) e gran cammino al Mondiale 2014. Il viaggio nei club, un lungo girovagare senza trovare la piazza della consacrazione, con flop sparsi per l’Europa tra Napoli, Valencia, Qpr e Hoffenheim, prima di ritentare l’avventura nelle Americhe con i Tigres.

Solo una tripletta in Europa League con la maglia del Napoli contro l’AIK Solna ha fatto intravedere il grande talento che si è visto solo dall’altra parte dell’Oceano, quel tocco di grande qualità ad alta velocità che sembrava poter promettere grandi cose anche in Europa. Mancanza di testa, di carattere per fare la differenza anche al di fuori del proprio giardino di casa, quell’intraprendenza che è mancata nel momento in cui lui non era il punto cardine del progetto sportivo.

Attualmente in Messico ha anche buoni numeri ed è rimasto nel giro della nazionale, ma a ogni grande colpo di classe la sensazione è che il suo talento sia stato effettivamente sprecato. Ha 30 anni oggi Edu Vargas, quando ne aveva 22 prometteva di essere uno dei migliori talenti sudamericani in circolazione, un’illusione durata qualche settimana, tempo di pensare che fosse un grande regalo di Natale prima di vedere anno dopo anno svanire la sua stella.



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