Campioni mancati: Rubén Botta | Footbola

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Rubén Botta, colpi da fenomeno al Tigre, poi un infortunio e la mai arrivata consacrazione. POteva essere un campione, è stato solo una meteora

Scommettere sui giovani non è mai facile, basta guardare alle liste dei migliori giovani di una decina di anni fa per rendersi conto di quanti non hanno rispettato le attese. Ma è normale, ci affascinano in tanti e saremmo disposti a puntare su ognuno di loro, ma poi è chiaro che il calcio fa la sua selezione. Da qui la necessità di inaugurare la rubrica dei “Campioni Mancati”, quei calciatori per cui avevamo immaginato una carriera da grandi, finiti poi per ridimensionarsi e progressivamente sparire dai radar del grande calcio, e abbiamo deciso di partire da Rubén Botta.

Vederlo al Tigre, soprattutto nel 2013, era una gioia per gli occhi. Conduzione di palla da primo della classe, un continuo spostarsi il pallone dal destro al sinistro: suola, dribbling, velocità, tiro. Gli ingredienti per una grande carriera c’erano tutti, soprattutto perché riusciva a emergere in una squadra che ai tempi chiudeva con rammarico al secondo posto sia il campionato argentino che la Copa Sudamericana. Rubén Botta era la stella di quella generazione, accompagnata da Matías Pérez García, un altro che nonostante il metro e sessanta di altezza a vederlo in quel contesto ci si chiede come mai non abbia fatto carriera.

ruben botta inter

(Photo credit HALLDOR KOLBEINS/AFP via Getty Images)

E infatti a prendere Rubén Botta fu l’Inter, non una squadra qualunque. L’unico intoppo? L’acquisto era stato prenotato nella sessione di gennaio, ma durante gli ottavi di finale di Copa Libertadores giocati ad aprile, Botta si ruppe il legamento del crociato sinistro e fu costretto a un lunghissimo stop. Così, il già difficile processo di adattamento al calcio italiano cominciò senza poter neanche fare un allenamento: fu girato simbolicamente in prestito al Livorno per lasciare libero lo slot da extracomunitario nell’Inter, ma ovviamente non giocò neanche una partita con la maglia amaranto.

Si ritrovò dunque a giocare in una squadra come l’Inter senza conoscere i compagni, senza aver mai giocato una partita in Italia e nel bel mezzo di una stagione che per i nerazzurri fu solamente di rincorsa a un piazzamento Europa League tra tantissime fatiche. Non il contesto ideale per affermarsi, ma comunque da uno che aveva mostrato colpi da fenomeno, ci si aspettava qualcosa: e quel qualcosa non arrivò né nella stagione successiva, né in altre occasioni. Pur facendo vedere di essere in possesso di grandi qualità, su tutte quell’elegantissimo controllo di suola, l’Inter rimase delusa dal suo apporto e lo girò senza successo al Chievo.

ruben botta defensa y justicia

(Photo by JUAN MABROMATA/AFP via Getty Images)

Da un calciatore di grandissimo talento a chiudere senza neanche un gol in Serie A il tonfo è veramente grosso. Tanto che per ricominciare finì in Messico al Pachuca, ma ormai con la scia della sua ascesa completamente svanita: la carriera di Rubén Botta si è dispersa tra squadra in cui quei guizzi da campione non si sono più visti. San Lorenzo, ora il Defensa y Justicia di Hernán Crespo, è chiaro che quell’infortunio ha inciso tanto sulla sua crescita, però era lecito aspettarsi molto di più.



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