Cinque ex Serie A che han giocato con la maglia del Gent

Cinque ex Serie A che han giocato con la maglia del Gent


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20 Febbraio 2020 Alle 12:30

La Roma sta vivendo il periodo più complicato della sua stagione e l’Europa League arriva come possibile scialuppa di salvataggio per Fonseca. Il Gent non sembra essere l’avversario più ostico e l’andata all’Olimpico servirà per chiudere già il discorso qualificazione con novanta minuti di anticipo. Pochi i successi ottenuti nella loro storia dai “Buffalo’s” ma ecco a voi cinque giocatori passati non solo da quelle parti, ma anche in Italia.

AHMED MIDO
Da giovane era la grande speranza del calcio nordafricano, ma il suo carattere difficile e l’amore per la bella vita non gli hanno di certo permesso di fare la carriera che avrebbe sperato. Ed è proprio grazie al Gent se Mido si è fatto conoscere in Europa ed è per questo che il suo rapporto con i fiamminghi è ancora oggi molto stretto. Venne acquistato nel 2000, a soli diciassette anni, dal Zamalek e nel primo anno fu la rivelazione del campionato riuscendo ad andare a segno per ben undici volte. L’ambientamento al Vecchio Continente fu così rapida e ben riuscita che la sua avventura al Gent durò solo un anno perché l’Ajax decise di acquistarlo. Dopo gli inizi scintillanti dimostrò tutti i suoi limiti di convivenza con il resto della squadra, tanto da lanciare un paio di forbici contro Zlatan Ibrahimović. Passò al Celta Vigo e al Marsiglia prima di venire chiamato in Italia dalla Roma, dove visse la sua annata peggiore senza riuscire mai ad andare in gol. Al Tottenham ritrovò parzialmente il sorriso, ma ormai il treno per una grande carriera era perso e lasciò il calcio a soli trent’anni.

GABY MUDINGAYI
Centrocampista di grinta e contenimento, Gaby Mudingayi è sempre stato uno di quei giocatori amati dagli allenatori per la sua duttilità e il suo enorme spirito di sacrificio. Certo la classe non era di quelle cristalline, ma nonostante ciò riuscì anche a ritagliarsi uno spazio in nazionale. Dopo gli inizi nell’Union Saint-Gilloise venne acquistato dal Gent nel 2000 a soli diciannove anni e qui iniziò a farsi conoscere anche a livello europeo. Quattro anni favolosi che però non vennero mai coronati dal suo primo gol in Jupiler League, ma che fecero sì che il Torino mise gli occhi su di lui portandolo in Italia. Da allora il Belpaese diventò la sua seconda patria, perché dopo un anno con i granata furono molto importanti le esperienze con Lazio e soprattutto Bologna, dove divenne il centrocampista più recupera palloni dell’intera Serie A. Le annate emiliane gli permisero di realizzare un sogno ovvero vestire per due stagioni una maglia gloriosa come quella dell’Inter, ma nonostante un buon rendimento fu un grave infortunio a tenerlo fuori per molto tempo e a non far rinnovare il suo contratto nel 2014. La rottura del Tendine d’Achille continuerà a creargli problemi anche nelle ultime stagione tra Elche, Cesena e Pisa e nel 2017 decise di ritirarsi.

CÉDRIC ROUSSELL
Da giovane era un attaccante di belle speranze e con il suo fisico possente sembrava poter diventare un ottimo centravanti di sfondamento. Cédric Roussel è stato molto considerato in Belgio tanto da riuscire a segnare ben dieci gol in soli dodici incontri disputati in Under 21 togliendosi anche la soddisfazione di giocare due partite in nazionale maggiore. Dopo le grandi stagioni nelle serie minori con La Louviére fu il Gent a portarlo tra i grandi nel 1998 e il suo impatto con la Jupiler League fu subito ottimo, tanto da permettergli il passaggio in Inghilterra. Si mise in mostra con il Coventry City prima di essere relegato al Wolverhampton in Championship. Tornò in Belgio nel 2002-03 dove visse la miglior annata della sua vita con la squadra della sua città, il Mons, dove vinse la classifica marcatori con ben ventidue reti. Il Genk si accorse di lui e dopo il debutto in amichevole contro l’Algeria arrivò anche l’esordio in una gara di qualificazione per Euro 2004 contro l’Estonia. A fine anno realizzò quattordici reti, una buona somma, ma a fine anno decise di cambiare aria andando in Russia, al Rubin Kazan. Fu l’inizio della fine perché da quel momento non riuscì più a riprendersi provando anche a tornare in Belgio con lo Standard Liegi e con lo Zulte Waregem, ma i risultati furono deludenti. Nel gennaio del 2007 Gino Corioni provò uno dei suoi colpi a sorpresa e portò a Brescia proprio Roussel, ma l’avventura con le Rondinelle fu da dimenticare. Giocò solo in tre occasioni in Serie B senza riuscire a incidere in zona gol e a fine anno tornò al Mons.

WILLIAM TROOST-EKONG
In Serie A Troost-Ekong ci gioca ancora e dopo un primo anno di adattamento sta beneficiando anche lui, come del resto tutta l’Udinese, della cura Gotti. Difensore grosso e forte fisicamente è arrivato in Friuli dopo il Mondiale con la Nigeria, la terra di suo padre nonostante sia nato ad Haarlem. A livello giovanile però fu Londra a chiamarlo, prima al Fulham e poi al Tottenham ma in Premier non trovò mai il debutto e tornò in Olanda giocando per Groningen e Dordrecht. Il Gent decise allora di acquistarlo ma non lo riteneva ancora pronto per giocare in Jupiler League e così venne mandato in prestito per un anno e mezzo in Norvegia all’Haugesund. Le sue buone apparizioni lo fecero tornare nelle Fiandre dove riuscì a giocare otto partite con i Buffalo’s, ma a fine 2017 lasciò la squadra per un’avventura in un’altra nazione, in Turchia col Bursaspor. L’annata con i Coccodrilli gli garantì la titolarità in nazionale e l’attuale passaggio in Serie A.

ERVIN ZUKANOVIĆ
Chi nacque in Bosnia a fine degli anni ’80 non può aver vissuto un’adolescenza felice e ancora di più per la famiglia Zukanović che non riuscì mai a emigrare da Sarajevo. Ervin infatti lasciò il suo paese solo a diciannove anni quando, dopo le buone prestazioni con Željezničar, venne acquistato dall’Austria Lustenau prima di vivere per cinque anni in Belgio. Gli inizi con il piccolo Dender, poi il passaggio all’Eupen e al Kortrijk fino al definitivo salto di qualità con il Gent. In biancoblu ci arrivò nel gennaio 2013 e disputò una stagione e mezza di altissimo livello realizzando anche due reti nella sua seconda annata. Il suo rendimento venne notato anche fuori dai confini belgi e a chiamarlo fu il Chievo di Campedelli dove ebbe subito un grande impatto col nostro calcio. Alla Sampdoria confermò i suoi progressi tanto che venne acquistato dalla Roma, ma nella Capitale iniziò il suo declino. Poche partite e una cessione all’Atalanta dove riuscì a vivere la prima grande stagione nerazzurra ma solo come gregario. Due anni al Genoa e un breve passaggio in Arabia Saudita prima di tornare in Italia alla Spal.



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