Cinque inaspettati marcatori della Juventus in Europa

Cinque inaspettati marcatori della Juventus in Europa


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11 dicembre 2019 Alle 12:55

La Juventus è attesa all’ultima sfida del suo girone di Champions come squadra già qualificata e sicura del primo posto, mentre il Bayer è aggrappato alle residue speranze di qualificazione. Sarri adotterà un consistente turn over e potrebbe segnare qualche giocatore non proprio di primo nome come è successo a questi cinque bianconeri che incredibilmente sono andati in rete in Europa con la Vecchia Signora.

ALESSANDRO BIRINDELLI
Alessandro Birindelli non è mai stato l’uomo copertina della squadra, anzi è sempre stato considerato un’ottima riserva, ma forse troppo poco per essere il titolare. Toscano di nascita e juventino di adozione ha passato tutta la sua carriera tra la sua regione e la Vecchia Signora e in bianconero ci rimase per ben undici anni. Dopo gli inizi a Empoli venne portato a Torino nel 1997 dove vinse subito uno Scudetto e si mise in mostra per la sua grande duttilità nel giocare in tutti i ruoli della difesa. L’ottimo destro gli permetteva anche di essere buon uomo assist, ma i gol furono pochissimi. Solo sette e incredibilmente in Champions furono di più che in campionato. La sua perla fu la rete contro il Deportivo, un meraviglioso destro a giro all’incrocio che permise ai bianconeri di pareggiate in terra spagnola. Nella finale del 2003 fu il solo con Del Piero a realizzare il suo rigore, ma non bastò per vincere la Coppa. Lasciò Torino nel 2008 per concludere con le maglie di Pisa e Pescina.

 

NICCOLÒ GIANNETTI
Attaccante promettente durante gli anni del settore giovanile ma che non è mai riuscito a sbocciare. Niccolò Giannetti iniziò dalla sua Siena, ma già da giovanissimo la Juventus si accorse del suo talento e lo portò in primavera. I bianconeri stavano vivendo un pessimo periodo e il suo esordio in Serie A fu nella sfida contro il Bari con Del Neri in panchina. In Europa però aveva già debuttato e lasciato il segno. La prima assoluta fu contro il Red Bull Salisburgo, ma da incorniciare fu l’ultima partita contro il Manchester City. Inglesi già qualificati e bianconeri già fuori e allora dentro con le seconde linee. A fine primo tempo è proprio Giannetti a battere Given per l’1-0 bianconero e la gioia è immensa. Purtroppo non riuscì più a mettersi in mostra e iniziò una serie di prestiti in giro per lo Stivale poco fortunati. Una buona annato a La Spezia lo riportò in Serie A, ma a Cagliari furono più ombre che luci e oggi gioca nella Salernitana in cadetteria.

 

MARKO PJACA
Avrebbe dovuto essere il futuro del calcio croato e internazionale, ma nonostante i suoi soli ventiquattro anni sembra che Marko Pjaca abbia ormai perso il treno giusto. Dopo le ottime apparizioni con la Dinamo Zagabria e le belle giocate fatte vedere a Euro 2016, la Juventus lo acquistò in quell’estate pensando di portare a casa un sicuro campione del futuro e che sarebbe diventato un titolare. Il balcanico ha avuto la sfortuna di essere molto limitato dagli infortuni, soprattutto nel suo primo anno e dopo vari acciacchi non è più riuscito a ritrovarsi spesso non trovando nemmeno una giusta collocazione tattica. Nella prima stagione giocò venti partite tra Serie A, Coppa Italia e Champions League ed è proprio in questa competizione che Marko ha avuto la sua più grande gioia bianconera. Un gran destro all’angolino per battere Casillas e sbloccare una difficile sfida degli ottavi di finale contro un arcigno Porto, è questa la sua unica gioia juventina. Nella stagione seguente non scese mai in campo e gli ultimi pessimi prestiti a Schalke 04 e Fiorentina hanno fatto sì che nessuno lo volesse più e attualmente fa ancora parte della rosa della Juventus.

 

STEFANO STURARO
Centrocampista grintoso e con tanta voglia di emergere Sturaro è stato per tre stagioni un’ottima riserva per la Juventus, ma nonostante questo il suo periodo torinese è finito. Il Genoa lo scovò dalla sua Sanremo, ma con i grandi debuttò solo dopo un prestito a Modena in Serie B. Quando esordì nel massimo campionato con il Grifone tutti iniziarono a parlare di questo talento, capace di giocare in tutti i ruoli e dalla grande generosità. Nel gennaio del 2015 passò alla Juventus e a fine anno vinse campionato e Coppa Italia sfiorando il trionfo in Champions League. Il suo più bel momento piemontese lo visse però nella stagione seguente quando negli ottavi di finale la squadra di Allegri stava affrontando il Bayern Monaco. I tedeschi si portarono sullo 0-2 e la qualificazione sembrava essere già archiviata, ma i bianconeri si ripresero e Dybala trovò il gol che accorciò le distanze, ma l’esplosione delle Stadium avvenne quando fu proprio Sturaro a inserirsi e battere Neuer per il definitivo 2-2. Una grande rimonta completata dall’uomo meno atteso. Lasciò la Juve nel 2018 per passare allo Sporting ma i guai fisici lo bloccarono e così da gennaio 2019 è tornto al suo Genoa.

 

SIMONE ZAZA
Un solo anno alla Juventus, ma la firma di Simone Zaza rimarrà probabilmente per sempre impressa nella storia bianconera. Partito giovanissimo dalla sua Basilicata per andare a giocare nell’Atalanta debuttò con i bergamaschi a soli diciassette anni contro il Chievo, ma con i nerazzurri non trovò molto altro spazio. Brevi passaggi a Sampdoria e Juve Stabia con poco campo e tanta panchina e addirittura il passaggio in Serie C al Viareggio. L’ottima seconda metà di stagione in Toscana gli permise di riprendersi la B e con l’Ascoli visse una stagione fantastica ricca di gol spettacolari e il Sassuolo lo portò in A. Con Berardi fece una gran coppia gol ottenendo due belle salvezze e nel 2015 arrivò alla Juventus. La concorrenza era spietata, ma Simone fu bravo a ritagliarsi un po’ di spazio segnando anche in Champions League nel finale della gara con il Siviglia. Il momento massimo però avvenne quando realizzò il gol vittoria contro il Napoli nello scontro diretto per lo Scudetto cucendo di fatto il Tricolore sulle maglie bianconere. Un pessimo Europeo del 2016 lo portò via dall’Italia, ma se al West Ham fallì, a Valencia riuscì a riprendersi prima di tornare a Torino, ma nella sponda granata.



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