Cinque italiani che hanno indossato la maglia del Valencia

Cinque italiani che hanno indossato la maglia del Valencia


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30 Gennaio 2020 Alle 18:44

L’arrivo di Florenzi ha rinnovato la tradizione italiana a Valencia: tanti i nostri connazionali che hanno giocato a Mestalla, meta gradita a partire dagli Anni ’90 e molto gettonata soprattutto nel primo decennio del 2000.

1) Bernardo Corradi
Attaccante di manovra e con una grossa predilezione per il dialogo con i compagni Bernardo Corradi arrivò a Valencia nell’estate 2004. Dopo svariati anni in provincia trovò la sua consacrazione a Roma con la Lazio dove si conquistò anche la Nazionale per Euro 2004. In Spagna avrebbe dovuto compiere il definitivo salto di qualità ma venne risucchiato nella terribile stagione dei pipistrelli che passarono dall’essere campioni in carica a chiudere settimi. Nella Liga arrivarono la miseria di tre gol e la sua avventura durò soltanto una stagione prima di tornare in Italia al Parma, ma ormai la sua carriera stava volgendo al termine. Riprovò l’esperienza all’estero al Manchester City, fallendo anche in questo caso, prima di chiudere con Reggina, Udinese e Montréal Impact.

2) Marco Di Vaio
Attaccante molto sottovalutato in tutta la sua carriera ha forse raccolto meno rispetto a quanto avrebbe meritato, ma anche all’estero si erano accorti di Di Vaio. Talento del vivaio della Lazio ha girato per la provincia per vari anni prima di farsi conoscere a Salerno e segnare caterve di gol. Il suo grande rendimento lo portò al Parma e poi alla Juventus. Nonostante la presenza di mostri sacri come Del Piero e Trezeguet, l’attaccante romano riuscì a ritagliarsi il suo spazio e regalare gol pazzeschi come quello in una gara a San Siro contro il Milan. Nel 2004 venne ceduto al Valencia, ma non rispettò del tutto le attese. Alla fine furono undici i gol segnati, ma non bastarono per restare all’interno dei piani dei pipistrelli. Non riuscendo a essere venduto visse una difficile metà stagione giocando molto poco prima di passare in Francia al Monaco. Tornò in Italia al Genoa prima di diventare un simbolo del Bologna.

3) Stefano Fiore
Talentuoso trequartista tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio a Stefano Fiore è sempre mancato un po’ di continuità. Dopo che ebbe iniziato giovanissimo nel suo Cosenza si fece conoscere a Parma ma fu a Udine che migliorò ancora di più diventando uno dei pezzi pregiati del calcio italiano venendo convocato anche a Euro 2000, dove segnò contro il Belgio e scese sempre in campo. Nel 2001 passò alla Lazio dove formò con Corradi e López un fantastico tridente d’attacco. Anche lui nel 2004 venne chiamato nella rivoluzione italiana del Valencia e anche lui fallì miseramente. Solo venti partite e la miseria di due gol furono il triste score di un giocatore ormai sul viale del tramonto. Fece molto bene a Firenze l’anno dopo ma poi si dovette riciclare in provincia dopo sei mesi pessimi al Torino. Chiuderà in Serie C da dove aveva iniziato, con il Cosenza.

4) Cristiano Lucarelli
Simbolo di Livorno e del Livorno Cristiano Lucarelli è stato uno dei principali attaccanti della provincia italiana tra gli anni ’90 e 2000. Si fece conoscere al grande pubblico segnando a ripetizone in B con il Cosenza tanto da guadagnarsi le prime convocazioni in Under 21. Lo chiamò il Parma, ma chiuso da grandi attaccanti venne mandato in B al Padova prima che l’Atalanta gli diede l’opportunità in Serie A. Aveva il difficilissimo compito di sostituire Filippo Inzaghi, passato alla Juventus, ma a Bergamo le cose andarono male con soli cinque gol segnati e la retrocessione in B dei nerazzurri. Nonostante la pessima annata il Valencia puntò su di lui ma un grave infortunio ne limitò il rendimento che si concluse con un unico gol contro il Saragozza. Vinse la Copa del Rey ma a fine anno preferì tornare in Italia al Lecce prima di andare al Torino. Nel 2003 coronò il sogno di giocare per il suo Livorno rinunciando al miliardo di lire offerto dai granata piemontesi. In Toscana visse i suoi anni migliori con la promozione in A, la vittoria del titolo di capocannoniere e la prima convocazione in Nazionale. Provò ancora l’esperienza all’estero con lo Shakhtar Donetsk in Ucraina ma non fu felice e chiuse la carriera in Italia giocando nel Parma, ancora nel Livorno e nel Napoli.

5) Francesco Tavano
Grandissimo bomber in Serie B Francesco “Ciccio” Tavano per qualche anno sembrava poter essere il futuro dell’attacco italiano. Una vita all’Empoli e l’esplosione nella stagione 2004-05 quando con i suoi diciannove gol riuscì a portare i toscani in Serie A e ripeté le sue marcature anche nella massima serie. In molti volevano il 27enne attaccante casertano al Mondiale in Germania, ma alla fine Lippi preferì Iaquinta a lui e a Lucarelli. Nonostante la mancata convocazione il Valencia volle portarlo in Spagna ma le cose andarono malissimo. Il rapporto con Quique Sánchez Flores fu disastroso e per vedere Tavano per la prima volta in campo si dovette aspettare la gara di Champions con l’Olympiakos a novembre. Solo sei partite in tutte le competizioni e il passaggio alla Roma a gennaio dove sotto la guida di Spalletti riuscì a trovare un paio di gol, ma a giugno passò al Livorno. Con gli amaranto alternò buone stagioni ad altre meno positive per poi tornare a Empoli e diventare con centoventi gol il miglior marcatore di sempre degli azzurri toscani.

6) Emiliano Moretti

La sua è stata una delle avventure italiane più lunghe di sempre a Valencia. Dopo gli esordi con Fiorentina, Juventus, Modena e Bologna scelse la Liga per trovare continuità e a Mestalla divenne un calciatore di ampio minutaggio. Diede il via al grande viaggio degli italiani verso Valencia e rimase con la maglia dei Che dal 2004 al 2009 segnando anche 4 reti.

7) Simone Zaza

Un’esperienza fugace ma molto positiva: a Valencia Zaza è andato probabilmente anche meglio rispetto al periodo con il Sassuolo, trovano la via del gol con grande continuità. Sono 19 i suoi gol in Liga (tra cui anche una tripletta al Malaga), contro i 20 segnati in neroverde ma con molte presenze in più. In Spagna viene però ricordato soprattutto per il suo carattere in campo, focoso fin troppo soprattutto nelle proteste con gli arbitri. Globalmente un’esperienza molto buona.

Simone Zaza

8) Amedeo Carboni

Sicuramente l’italiano che ha lasciato il maggiore impatto nella storia del club. Dal 1997 al 2006 Amedeo Carboni ha giocato al Valencia da difensore, presenziando in tutti i successi principali dell’epoca contemporanea del club. I due campionati nel 2002 e nel 2004, le due finali perse in Champions League nel 2000 e nel 2001, più la Coppa Uefa, la Supercoppa Europea e la Supercoppa Spagnola fanno parte del suo ricchissimo palmarès. Carboni a Mestalla ha terminato la carriera dopo aver sfiorato le 350 presenze ufficiali con il club (348).

valencia

9) Claudio Ranieri

Tra gli allenatori non si può non citare Claudio Ranieri. All’estero ha compiuto tante imprese, tra cui quella con il Valencia che è l’unico club allenato in Spagna assieme all’Atlético Madrid. Ha vinto meno di Carboni visto il minor tempo passato sulla panchina valenciana, ma ha portato a casa l’ultimo trofeo internazionale della storia del club: la Supercoppa Europea. Dopo l’esperienza a Valencia è rimasto fermo per due anni prima di tornare in Italia al Parma.

City valencia

Ranieri. Fonte: The Indipendent

10) Cesare Prandelli

L’ultimo italiano ad allenare il Valencia è stato Prandelli. Arrivato nel settembre del 2016, si dimette appena tre mesi più tardi in seguito a degli attriti con la dirigenza. Il bilancio globalmente è negativo con una sola vittoria, 3 pareggi e 4 sconfitte in Liga.

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