Dalla delusione alla consacrazione: Sporar è tornato grande

Dalla delusione alla consacrazione: Sporar è tornato grande


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26 Febbraio 2020 Alle 17:55

Indossare la fascia di capitano della squadra più titolata della propria nazione a soli 21 anni, essere acquistati da un club rinomato per il suo settore giovanile ma non riuscire ad affermarsi, trovare gli stimoli per trasferirsi in un club di un Paese che calcisticamente sottovalutato per riaffermarsi nel calcio che conta non è una storia che si sente spesso ma è la storia di Andraz Sporar.

Gli inizi, l’esplosione e il declino

Sporar iniziò a giocare a calcio nell’Interblock Lubiana, la seconda squadra della sua città natale, e sin da subito mostrò delle qualità molto importanti, tali da convincere l’Olimpia, la squadra più famosa di Lubiana, a investire per lui circa 300 mila euro, una cifra fra le più alte della storia del calcio sloveno. Questo perché lui, nonostante i soli 18 anni, era già considerato il miglior talento offensivo della nazionale slovena e uno dei futuri crack del calcio europeo e mondiale. Le prime tre stagioni furono altalenanti e l’investimento sembrò esagerato, ma nella stagione 2015-2016 Sporar esplose definitivamente: con la fascia di capitano al braccio a soli 21 anni, in sei mesi segnò 17 gol in 18 partite, con tante prestazioni di grande qualità. Buona tecnica, grande esplosività nella gambe, ottimo senso della posizione e tiro forte e preciso lo rendevano un attaccante pericolosissimo per qualsiasi portiere, e il Basilea non se lo fece scappare: con una trattativa lampo, condotta in soli due giorni, la squadra svizzera si assicurò uno dei migliori prospetti del calcio europeo per soli 3.8 milioni, diventati in fretta più un peso che un bel biglietto da visita.

Da subito sembrò un corpo estraneo alla squadra, ma si diceva che un ragazzo di 22 anni che si era appena trasferito dalla Slovenia alla Svizzera aveva bisogno di tempo per ambientarsi, è così era, come lui stesso ha poi ammesso in alcune interviste. Purtroppo a febbraio, quando sembrava essersi lasciato alle spalle un periodo buio con appena 20 minuti giocati, Sporar si lacerò il tendine e fu costretto a stare fuori fino a settembre. Un colpo durissimo, da cui sembrava incapace di riprendersi: con l’arrivo della nuova stagione, il Basilea sembrava ancora disposto a puntarci, e infatti venne sin da subito considerato come l’attaccante titolare. Una serie di prestazioni negative e un solo gol in 18 partite, tuttavia, convinsero i renani a mandarlo a giocare in un campionato minore. Lo sloveno fu convinto dalla proposta dell’Arminia Bielefeld, con cui giocò ancora meno e ancora peggio. A questo punto la carriera di Sporar sembrava completamente allo sbando, senza che lui potesse farci qualcosa, perché il club che aveva investito molto denaro in lui, il Basilea, non ci credeva più, e nessun altro club dei principali campionati europei sembrava disposto a puntarci. Sembrava cominciare troppo presto una fase calante nella sua carriera, ma Sporar voleva dimostrare a tutti che si sbagliavano, e per questo nell’inverno del 2018 firmò con lo Slovan Bratislava, la società più titolata di Slovacchia.

La rinascita in Slovacchia

A Bratislava Sporar trovò un clima completamente diverso: le persone, pur seguendo con passione il calcio, si limitavano a considerarlo una parte marginale della loro vita, senza tutto quel calore che contraddistingueva invece il calcio tedesco. Gli stadi spesso erano semivuoti, e soprattutto agli inizi erano veramente in pochissimi a fermarlo per un autografo. Il suo acquisto era stato accolto con discreto calore e tutti erano molto interessati a quel giocatore 24enne pagato 600 mila euro, non pochi per gli standard del calcio slovacco: basti pensare che lo stesso Slovan, che è il club più ricco di Slovacchia, ha un fatturato annuo di circa 4/5 milioni di euro.

Nonostante una primavera un po’ altalenante, che aveva fatto credere ai tifosi di trovarsi di fronte all’ennesimo attaccante mediocre, Sporar seppe rialzarsi con forza e già in estate si videro i primi segnali della sua rinascita: nei play-off di Europa League segnò 5 goal in 6 partite, confermandosi come uno dei giocatori più interessanti dello Slovan Bratislava. E in campionato fece ancora meglio: con una media di quasi un goal a partita (29 gol in 30 partite), si laureò capocannoniere della Fortuna Liga, vinse il campionato slovacco e attirò di nuovo su di sé le attenzioni di alcuni club importanti, Celtic su tutti. Lui però, grato allo Slovan per la possibilità che gli aveva dato l’anno prima, rimase fedele alla causa dei Belasi e declinò ogni offerta. Ma il suo ritorno nel calcio che conta sembrava solo questione di tempo.

I 20 gol segnati nella prima parte della stagione attuale hanno definitivamente convinto lo Sporting Lisbona ad acquistarlo per circa 7 milioni di euro, la cifra più alta mai spesa per un giocatore della Fortuna Liga. Questo record però non sembra aver pesato più di tanto sulle spalle di Sporar, che complice l’addio di Bruno Fernandes è diventato subito il titolare del reparto offensivo dei Leoes, andando a segno già due volte.

Il sogno

Durante la sessione invernale di calciomercato era anche arrivata la proposta del Celtic, che aveva bisogno di un attaccante per far rifiatare Odsonne Edouard. Sporar tuttavia ha recentemente dichiarato in un’intervista che “è stata la scelta giusta rifiutare il Celtic, perché a Lisbona sono il titolare, mentre a Glasgow sarei stato solo un rimpiazzo”. Implicitamente però lui ha anche pensato altro: il suo giocatore preferito è Fernando Torres, a cui si avvicina molto per caratteristiche, e la sua squadra del cuore è il Liverpool. Per questo Andraz Sporar non vuole andare nel Regno Unito se non per realizzare il suo sogno: giocare ad Anfield.

Federico Zamboni



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