Derby del mondo: Manchester City-Manchester United

Derby del mondo: Manchester City-Manchester United


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20 Luglio 2020 Alle 11:05

Manchester, una delle città più industrializzate e allo stesso tempo più difficili dell’intero Regno Unito. Lavoro e criminalità vanno tristemente di pari passo con l’immigrazione continua di operai per trovare un impiego nelle industrie della città. Un luogo dunque di grandi contraddizioni e non di grande fascino da un punto di vista turistico, ma che ha trovato nel calcio il modo di farsi conoscere al mondo intero. Nella Contea a nord dell’Inghilterra infatti si disputa uno dei derby più sentiti e da qualche anno con il maggior tasso tecnico, quello tra Manchester City e Manchester United.
I primi a vedere la luce furono i Red Deviles nel lontano 1878, ma con il nome Newton Heath Football Club, in onore al quartiere dove erano situati, e venne fondato dai lavoratori di una compagnia ferroviaria. I colori inizialmente erano verde e oro, ma dal 1902 si passò all’attuale rossonero e alla denominazione oggi nota a tutti. Gli Sky Blues invece nacquero nel 1880 e anche loro dovettero attendere prima di avere un nome definitivo. Da West Gorton Saint Marks, fino ad Ardwick, quartiere nel sud est della città, prima di diventare Manchester City nel 1894. Agli albori del calcio vi erano tantissime squadre in città e la rivalità iniziò solo come una delle tante sfide per determinare la supremazia cittadina. Il primo storico incontro a livello nazionale avvenne nel 1895 quando i verdeoro vinsero con un netto 5-2 in Second Division. Per aspettare il primo confronto nel più importante palcoscenico del calcio d’oltremanica si dovette aspettare il 1906 e allora a trionfare furono gli Sky Blues con un perentorio 3-0.

I primi a vincere il campionato furono i Red Deviles nel 1908 e nel 1911, ma per diversi anni la città di Manchester rimase lontana dai successi. Si dovette aspettare il 1937 quando i Citizens vinsero il loro primo storico campionato inglese. Fu però un trionfo di breve durata perché dopo la Seconda Guerra Mondiale il derby prese una piega ben precisa. Lo United divenne la principale squadra della città e solo il disastro aereo di Monaco di Baviera nel 1958 bloccò quel fantastico undici. L’anno d’oro per le due compagini fu però il 1968 dove tutta la città scese in piazza per festeggiare. Il City, allenato da Joe Mercer e trascinato dai gol di Neil Young, vinse il suo secondo campionato chiudendo la First Division con due punti di vantaggio proprio dai cugini. Decisivo per quel titolo fu la grande vittoria per 1-3 a Old Trafford con Bell, Heslop e Lee che resero vano il gol di Best. I ragazzi di Matt Busby però stavano guardando oltre i confini nazionali e in quell’anno arrivò il primo successo di sempre di una squadra inglese in Coppa dei Campioni. A Wembley un favoloso 4-1 dopo i tempi supplementari spazzò via il Benfica di Eusébio e Bobby Charlton alzò al cielo londinese il più importante trofeo per club. Gli anni bui erano però dietro l’angolo per entrambe, ma in particolar modo per i Rossi. Nel 1974 i Citizens diedero vita al delitto perfetto quando vinsero 0-1 in casa dei rivali cittadini, grazie a un gol dell’ex Denis Law, condannando lo United a una clamorosa retrocessione. Nel 1983 la stessa amara sorte toccò agli Sky Blues che per oltre vent’anni vissero ai confini del calcio inglese, tra salvezze e retrocessioni, mentre i Red Deviles spopolavano in Europa. Il cambio di marcia si ebbe nel nuovo millennio quando la proprietà degli Emirati Arabi Uniti comprò la squadra rifondandola e facendola diventare una delle grandi della Premier, anche se in campo continentale i risultati non sono ancora soddisfacenti, tanto che la Coppa delle Coppe del 1970 resta ancora l’unico titolo internazionale.
La storia di questa grande sfida è stata sempre condizionata dai momenti più difficili del City, che spesso si trovava a essere lontana anni luce dai rivali dello United. Per questo motivo vi è un importante divario di vittorie tra le due con i primi a nascere che hanno conquistato settantasei vittorie contro le cinquantaquattro dei cugini. Tra i derby più iconici degli ultimi anni c’è senza dubbio quello di Old Trafford della stagione 2011-12. Le due squadre lottarono fino all’ultimo minuto della Premier League per il titolo, ma nel derby di andata fu un vero massacro. Il City di Mancini diede una vera e propria lezione di calcio allo United di Sir Alex Ferguson vincendo per 1-6, con Mario Balotelli grande protagonista autore di una doppietta. Le stracittadine hanno una vita e una storia propria e l’esempio lampante sono quelli di questa stagione. Gli Sky Blues sono con il Liverpool la forza dominante del campionato inglese, mentre i Red Deviles arrancano per entrare in Champions League, ma in quest’anno i due derby si son vestiti di rosso. Rashford e Martial hanno deciso l’andata all’Etihad, mentre nel ritorno è stato McTominay a raddoppiare il vantaggio del francese. Sei punti inattesi e meravigliosi per una tifoseria non più abituata a essere la seconda della città. Ci rivorrebbe Wayne Rooney, uno che quando sentiva aria di derby non ci vedeva più e con i suoi undici gol risulta essere il miglior marcatore di sempre di questa sfida.

Le restrizioni nate a seguito dei tragici fatti di Hillsborough hanno profondamente modificato il modo di vivere lo stadio in tutta l’Inghilterra e anche Manchester non fa eccezione. Negli anni ’70 e ’80 però questa era uno dei principali luoghi della cultura hooligans. Tra i gruppi più famosi ci sono i “Red Army” dello United che, a dispetto del nome, vennero chiamati “Men in black” a causa del loro modo di vestire. Dall’altra parte della barricata invece vi erano i “Blazing Squad” altro gruppo noto e tenuto in tutta la Gran Bretagna per la loro violenza. I gruppi erano vari e molto numerosi e soprattutto gli Sky Blues divennero noti alle forze dell’ordine.
Due volti della stessa città, una rivalità storica che non tramonterà mai, perché a Manchester o sei uno Red Devil o sei un Sky Blu.



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