È già l’Internacional di Eduardo Coudet

È già l’Internacional di Eduardo Coudet


Il Chacho Coudet comincia la sua avventura sulla panchina dell’Internacional: dopo le prime partite nei campionati statali eccolo alla prova in Libertadores

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5 Febbraio 2020 Alle 11:23

È terminata senza reti la sfida di andata del secondo turno preliminare di Copa Libertadores tra Universidad de Chile e Internacional. I brasiliani, guidati dal nuovo allenatore argentino Eduardo Coudet (campione d’Argentina nel 2019 con il Racing), erano i favoriti della vigilia, ma non sono riusciti a concretizzare il netto vantaggio territoriale, con El Depredador Guerrero apparso lontano dalla forma migliore e incapace di convertire in gol almeno tre nitide occasioni.

Nonostante le poche emozioni è stata interessante soprattutto in quanto primo vero banco di prova per vedere all’opera le idee dell’allenatore argentino nel nuovo contesto, dopo i 10 punti ottenuti in 4 partite nel Campeonato Gaúcho contro avversari minori.

Rispetto al suo predecessore Odair Hellmann (oggi al Fluminense), spesso tacciato di essere troppo difensivista, le novità sono state fin da subito evidenti: in una sorta di 4-1-3-1-1, il mediano – prima Damián Musto, poi Rodrigo Lindoso – si abbassa stabilmente tra i due centrali difensivi in una salida lavolpiana pura, consentendo soprattutto al centrale sinistro Víctor Cuesta di impostare l’azione col suo mancino ben educato; i terzini Moisés e Rodinei hanno giocato in costante proiezione offensiva, occupando l’ampiezza e attaccando simultaneamente, mentre le mezzali Edenílson e Patrick si inseriscono centralmente e sono molto aggressive nel cercare di recuperare immediatamente le palle perse in avanti.

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(Photo by JAVIER TORRES/AFP via Getty Images)

Ciò che non ha convinto, a parte la scarsa vena di Guerrero, è stata la mancanza di velocità in attacco, con D’Alessandro che alla soglia dei 39 anni sembra più adatto a un ruolo da subentrante: è ancora in grado di dispensare lampi della sua classe, ma la mobilità è troppo ridotta per poter essere ancora oggi un cardine di questa squadra.

Le alternative comunque non mancano: dal Ceará è arrivato il 30enne Thiago Galhardo, seconda punta dai colpi importanti, mentre dal Monaco è tornato in patria Gabriel Boschilia, brevilineo fantasista mancino rivelatosi qualche anno fa con la maglia del São Paulo; oltre a loro non va sottovalutato il possibile impatto di Marcos Guilherme, tipico esterno offensivo brasiliano di piede destro che gioca a sinistra, anche lui di ritorno dopo un anno e mezzo in Arabia Saudita.

Altro aspetto cui Coudet dovrà dedicare particolare attenzione sono le transizioni difensive, dato che, come visto ieri sera in più circostanze, l’ambizioso gioco di possesso lascia molto campo da attaccare alle spalle della difesa.

Nel complesso è stato un buon debutto e si vedono già chiaramente le basi su cui si sta lavorando, ma sarà molto importante non fallire la qualificazione ai gironi nella gara di ritorno, in programma settimana prossima all’Estádio Beira-Rio di Porto Alegre.

Matthias Galbiati



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