Gli anni ’10 dei club: il 2014, la Décima del Real Madrid

Gli anni ’10 dei club: il 2014, la Décima del Real Madrid


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26 Dicembre 2019 Alle 8:07

Il Real Madrid è da sempre considerato come la squadra simbolo del calcio europeo. I suoi cinque titoli consecutivi quando la Coppa dei Campioni era agli albori hanno fatto sì che in tutto il mondo si conoscessero i blancos, anche in chi non era amante di calcio. Il primo successo arrivò dunque nella prima edizione, nel 1956, e nel 2002 arrivò il nono e da allora partì la caccia alla tanto sognata Décima.
Florentino Pérez costruì una squadra sulla carta imbattibile che venne ribattezzata come i Galácticos, ma che in realtà era solo un accozzaglia di grandi giocatori. Per sette stagioni consecutive la squadra annaspò in Europa uscendo sempre agli ottavi di finale. José Mourinho riportò il Real dove meritava ma Barcelona, Bayern Monaco e Borussia Dortmund furono fatali sempre in semifinale. Nel 2013-14 allora venne chiamato sulla panchina madridista un altro esperto di vittorie europee: Carlo Ancelotti. Il tecnico emiliano modificò moltissimo la squadra e fu il primo a capire che Cristiano Ronaldo avrebbe dovuto avere totale libertà in attacco e avvicinato al centro della porta senza dover essere ingabbiato in schemi tattici. Karim Benzema era dunque l’attaccante mobile ideale per il portoghese mentre Higuain prese la strada di Napoli assieme a Callejón e Albiol. Se ne andarono anche Kaká e Özil e gli acquisti si concentrarono mediaticamente solo su un nome: Garteh Bale. Il gallese fu il primo a superare il costo di cento milioni e tutti erano curiosi di capire che impatto avrebbe avuto lontano dal Tottenham. Quell’estate vennero però acquistati anche due giocatori preziosissimi per il centrocampo, ovvero Isco dal Málaga e soprattutto il brasiliano Casemiro dal San Paolo.
Il 2014 europeo del Real iniziò con una passeggiata di salute con i tre fenomeni dell’attacco che rifilarono una doppietta a testa allo Schalke 04 in Germania portando gli spagnoli a una larghissima vittoria per 1-6, bissata a Madrid con un meno rotondo 3-1. Ai quarti però ci sarebbe stata la rivincita della semifinale dell’anno prima contro il Borussia Dortmund. Al Bernabéu fu un dominio dei blancos che ipotecarono la qualificazione con un netto 3-0 dettato da Bale, Isco e Ronaldo. Il Bvb però era duro a morire al Westfalenstadion la musica cambiò. Marco Reus segnò una doppietta già nel primo tempo e l’impresa non sembrava impossibile, ma Ancelotti tirò fuori tutta la sua esperienza italiana portando il Real a chiudersi a riccio in difesa e così facendo riuscì a evitare altri gol e ottenne la semifinale.

Prima della finale di Lisbona ci sarebbe stata un’altra tedesca, questa volta i campioni in carica del Bayern Monaco dell’eterno rivale Guardiola. A Madrid fu Benzema a decidere la sfida, ma nella storia nessuno dimenticherà mai il ritorno a Monaco. Una doppietta di Sergio Ramos e una di CR7 fecero sì che la gara terminasse sullo 0-4 per gli spagnoli e il tecnico dei bavaresi venne umiliato nel suo personale Clásico.
L’ultimo atto sarebbe stata una prima volta storica del calcio europeo. Non si trattava infatti solo di una finale tutta spagnola, ma addirittura si trattava di un derby cittadino, quello contro l’Atlético. Al Da Luz si sarebbe quindi fatto sicuramente la storia con i blancos alla ricerca del decimo successo e i colchoneros in finale quarant’anni dopo l’ultima volta e vogliosi di scrivere il proprio nome nell’albo d’oro della Champions. Diego Costa dovette lasciare il campo dopo soli nove minuti ma questo non scoraggiò la banda di Simeone e Diego Godín di testa sfruttò una pessima uscita di Casillas per l’1-0. La partita fu combattutissima e con il vantaggio l’Atlético potè giocare al meglio il suo catenaccio e la maledizione per la Décima sembrò continuare. C’era ancora un calcio d’angolo per il Real, tutti erano in area e a svettare più in alto ci fu Sergio Ramos che infilò la palla all’angolino dove Courtois non potè arrivare. Era 1-1 a tempo scaduto e fu il gol della Coppa. Lo shock fu enorme per i colchoneros e nei supplementari il Real dilagò soprattutto grazie a un meraviglioso Di María. L’argentino non andò a segno e il centro del 2-1 fu proprio del tanto criticato acquisto da cento milioni. Il colpo di testa di Bale valse il ribaltamento del risultato e nel finale Marcelo e un rigore di Ronaldo chiusero la partita su un rotondissimo 4-1 e Ancelotti venne portato in trionfo come uomo della Provvidenza, o meglio ancora della Décima.
Due anni dopo sarà ancora derby di Madrid in finale e ancora una volta l’Atlético perderà per dei dettagli non riuscendo ancora a spezzare questo incantesimo negativo verso la Champions League.



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