Gli anni ’10 dei club: il 2017, tutti ai piedi di Cristiano Ronaldo

Gli anni ’10 dei club: il 2017, tutti ai piedi di Cristiano Ronaldo


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29 Dicembre 2019 Alle 8:38

Cristiano Ronaldo è una leggenda della storia del calcio, un campione che si è costruito con tanto sudore e tanto allenamento nella sua carriera fino a diventare per una stagione il giocatore perfetto. Nessuno infatti era mai riuscito a fare ciò che fece il portoghese nell’annata 2016-17.
L’ex Manchester United aveva sempre dato un contributo fondamentale alla squadra, ma la vittoria dell’Europeo con la proprio nazione avrebbe potuto iniziare a farlo sentire appagato e invece si diede un nuovo traguardo. Il Real intanto diede grande importanza alla Liga e vinse il suo trentatreesimo campionato spagnolo, ma fu in Champions che impose la sua legge in modo netto e insindacabile.
Negli ottavi di finale la sfida con il Napoli venne risolta con un doppio 3-1 in favore degli spagnoli, nonostante gli Azzurri di Sarri vendettero cara la pelle passando in vantaggio sia al Bernabéu che al San Paolo. L’asso portoghese si limitò a compiti di smistamento e di aiuto ai compagni, ma incredibilmente non entrò mai nel tabellino dei marcatori. Il quarto di finale sembrava una finale anticipata perché il crudele sorteggio aveva già accoppiato Real Madrid e Bayern Monaco. I tedeschi avevano completato la squadra e con l’arrivo di Ancelotti in panchina sembravano essere l’undici giusto per detronizzare le Merengues. L’andata venne giocata in Baviera e Arturo Vidal portò in vantaggio i suoi, ma nessuno aveva fatto i conti con Ronaldo. Nella ripresa il portoghese si scatenò e trafisse per due volte Neuer ribaltando il risultato e dando alla sua squadra un preziosissimo vantaggio. I biancorossi però erano duri a morire e in Spagna vendettero carissima la pelle. Fu ancora il campione di Madeira a salvare la sfida trovando il decisivo gol per andare ai supplementari tra il rigore di Lewandowski e l’autogol di Sergio Ramos. Nei supplementari un discutibile arbitraggio dell’ungherese Kassai indirizzò la sfida verso i Blancos e Ronaldo segnò altri due gol prima che Asensio chiudesse la sfida sul 4-2. Cinque gol al Bayern in due partite non vengono certo realizzate da chiunque, ma il meglio doveva ancora venire.
La semifinale fu una riedizione della finale dell’anno precedente e per il quarto anno consecutivo si sarebbe giocato in Champions il derby con l’Atlético. Al Bernabéu le cose vennero già messe in chiaro e la qualificazione fu archiviata grazie sempre e solo a un immenso CR7. Per la seconda partita consecutiva andò a segno con una tripletta che stese Oblak e le speranze dei Colchoneros. Al Calderón si provò l’impresa con i gol di Saúl e Griezmann, ma Isco riportò tutto alla normalità e a Cardiff sarebbe ancora una volta andato il Real.

In finale ci sarebbe stata la sfida contro l’unica squadra in grado eliminare in Champions i Blancos nel quinquennio 2013-14/2017-18: la Juventus. I bianconeri infatti si erano guadagnati la finale contro il Barcellona nel 2015 proprio eliminando il Madrid, ma la sconfitta di Berlino faceva sì che la banda di Allegri avesse una carica in più per alzare la Coppa. La Vecchia Signora però non aveva fatto i conti con un fenomeno in campo: Cristiano Ronaldo. Dopo un inizio di marca juventina fu una perfetta ripartenza del Real a far avvenire l’1-0 grazie a un meraviglioso destro all’angolino proprio del portoghese. Mario Mandžukić segnò il punto della serata per l’1-1, ma nella ripresa la Juventus non era più la stessa squadra. Problemi di spogliatoio, calo fisico, tattica di Zinedine Zidane, non si saprà mai veramente la verità, ma quello che si sa è come finì quella finale. Casemiro realizzò dalla distanza il secondo vantaggio e Ronaldo chiuse la sfida con un anticipo da grande centravanti a pochi passi da Buffon. Asensio mise il punto esclamativo sulla partita per un 4-1 rotondo e meritato per un Real che nella ripresa ha dominato in lungo e in largo i bianconeri.
Cristiano Ronaldo potè così alzare la sua quarta Champions League, la terza da quando è in Spagna, ma mai come quell’anno risultò così decisivo. Dieci gol segnati nelle ultime cinque decisive sfide di Coppa sono un bottino incredibile che probabilmente mai nella storia verrà replicato.



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