Gli anni ’10 delle nazionali: il 2012, SuperMario stende la Germania

Gli anni ’10 delle nazionali: il 2012, SuperMario stende la Germania


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24 Dicembre 2019 Alle 18:01

Mario Balotelli si appresta a compiere i trent’anni allo scoccare del nuovo decennio e quindi si può ormai affermare con certezza che entrerà a far parte dei grandi rimpianti del calcio italiano. Giocatore di grandissima classe e che ai tempi dei suoi esordi con l’Inter a soli diciassette anni sembrava già un veterano. Poi il lento declino fino al ritorno nella sua Brescia con una squadra neopromossa a lottare per la salvezza. Non era di certo questo che ci si aspettava da lui, soprattutto dopo la magica estate del 2012.
SuperMario si era appena lauerato campione d’Inghilterra con il Manchester City del suo mentore Roberto Mancini e l’ex Inter era stato tra i grandi protagonisti del titolo degli Sky Blues. Per Prandelli e per la Nazionale doveva essere l’uomo della Provvidenza all’interno di una squadra molto snobbata a inizio torneo. Dei campioni del mondo del 2006 ne erano ormai rimasti pochi e le alternative non sembravano essere all’altezza. Inoltre il grave problema cardiaco dell’altro talento dell’attacco Antonio Cassano non lasciava certo tranquilli. L’Europeo iniziò subito con la sfida più difficile del girone, quello con la Spagna campione d’Europa e del mondo in carica, e gli Azzurri riuscirono a strappare un preziosissimo 1-1 anche se Balotelli non brillò. Il numero nove fece ancora peggio nella seconda partita contro la Croazia e questa volta il secondo 1-1 mise in serio dubbio il passaggio ai quarti.
Nella decisiva terza gara contro l’Irlanda Mister Prandelli sorprese tutti e accanto a Cassano schierò Antonio Di Natale. Una mossa azzardata, ma che fu decisiva per il talento di Lumezzane. Il numero dieci di Bari sbloccò il risultato, ma l’1-0 non lasciava tranquilli e allora Balotelli entrò a quindici minuti dal termine e a tempo quasi scaduto con una mezza rovesciata trafisse Given con un gol meraviglioso per il definitivo 2-0. L’Italia era tra le migliori otto d’Europa e ora ci sarebbe stato da divertirsi.

Contro l’Inghilterra gli Azzurri dominarono gli avversari per centoventi minuti facendo vedere a lunghi tratti un calcio spettacolare e raramente fatto vedere dalla nostra Nazionale in passato, ma il vantaggio non voleva arrivare. Si andò dunque ai calci di rigore e il primo rigorista fu proprio Balotelli e davanti a lui c’era il suo compagno al Manchester City: Joe Hart. Impossibile per lui quindi fare la sua classica finta e così calciò fortissimo all’angolino e nonostante il portiere dei Tre Leoni aspettò fino alla fine non riuscì a deviare la conclusione. Montolivo sbagliò il secondo tiro, ma il geniale cucchiaio di Pirlo sembrò togliere di ogni forza gli inglesi che sbagliarono i due tiri successivi con Young e Cole e il sinistro di Diamanti mandò gli Azzurri in semifinale dove ci sarebbe stata la sfida impossibile con la Germania.
I tedeschi avevano già la squadra fantastica che due anni dopo avrebbe alzato al cielo di Rio la Coppa del Mondo e sulla carta non avrebbe dovuto esserci partita tra le due. Ma l’Italia quando vede i teutonici si trasforma e l’eroe nazionale fu proprio Mario Balotelli. In pochi minuti segnò due reti da grandissimo centravanti, prima con un colpo di testa su grande giocata di Cassano sulla sinistra e poi con un magnifico destro in corsa che tolse le ragnatele dall’incrocio dei pali lasciando Neuer di sasso. La sua esultanza senza maglietta, immobile facendo vedere i muscoli fece il giro del mondo, ma soprattutto fece impazzire di gioia una nazione intera. Gli errori di tiro nella rirpesa non permisero agli Azzurri di chiudere la partita e un rigore di Özil nel recupero fece vacillare ogni certezza di passaggio del turno, ma alla fine scattò la festa. Dodici anni dopo l’ultima volta l’Italia era in finale di un Europeo.
A Kiev il sogno si infranse di fronte al muro della Spagna e una Nazionale che contro ogni previsione era arrivata fino in fondo, rimase a corto di fiato proprio nel momento più importante e il 4-0 finale fu il risultato più rotondo di sempre in un ultimo atto continentale. Balotelli scoppiò in lacrime con il suo conterraneo Pirlo, ma se l’artista di Flero sapeva che non avrebbe avuto un’altra occasione per laurearsi campione d’Europa per nazioni, SuperMario a soli ventidue anni sarebbe diventato la colonna della Nazionale per molti anni. Così però non fu e dopo Brasile 2014 giocherà solo altre tre gare in Azzurro quando arrivò sulla panchina Roberto Mancini.



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