Gli anni ’10 delle nazionali: il 2013, Francia al Mondiale all’ultimo respiro

Gli anni ’10 delle nazionali: il 2013, Francia al Mondiale all’ultimo respiro


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25 Dicembre 2019 Alle 17:17

Gli anni ’10 per la Francia sono stati dai due volti. L’inizio non fu per niente semplice con la squadra allo sbando dopo la scellerata gestione Domenech e una nazionale spaccata al Mondiale in Sudafrica. E nel 2010 la qualificazione era stato acciuffata solo grazie al clamoroso fallo di mano di Henry che permise a Gallas di segnare la rete che eliminò l’Irlanda. Dopo aver allontanato il tecnico di Lione venne chiamato Laurent Blanc, ma l’Europeo in Polonia e Ucraina non convinse. Un girone deludente con la qualificazione ottenuta con la miseria di quattro punti e una netta e insindacabile eliminazione ai quarti per mano della Spagna. Via anche l’ex tecnico del Bordeaux e dentro Didier Deschamps, l’uomo che cambiò la nazionale transalpina.
Eppure la situazione dei Bleu era ben più complicata del previsto. I giocatori c’erano e il valore era alto, ma dopo la finale del 2006 erano arrivate solo grandi delusioni e il morale era sotto i tacchi. Inserita nel durissimo girone con la Spagna campione in carica la squadra di piazzò al secondo posto nonostante Olivier Giroud avesse pareggiato al novantaduesimo la sfida di Madrid. A Parigi fu però Pedro a decidere la partita e quei tre punti furono decisivi per il primo posto delle Furie Rosse. Il ranking inoltre era crollato e il ventunesimo posto obbligava i Galletti a trovarsi nella seconda fascia dell’urna. Il grande spauracchio era il Portogallo, ma alla fine dall’urna di Zurigo venne estratta l’Ucraina. Sfida difficile e complicata e che faceva tornare alla memoria la gara dell’estate 2012 quando con il 2-0 di Donetsk firmato Ménez e Cabaye la Francia eliminò i padroni di casa dall’Europeo.

I gialloblu erano dunque vogliosi di rivalsa e a Kiev vennero spinti da quasi settantamila persone all’impresa. La Francia rimase stordita per tutti i novanta minuti e nella ripresa arrivarono i gol della vittoria. Zozulja piegò le mani a Lloris da pochi passi e un calcio di rigore di Iarmolenko chiuse la gara di andata sul 2-0. Un risultato difficilissimo da ribaltare e la storia di Deschamps sulla panchina francese sembrava già al capolinea. Quattro giorni dopo venne giocato il ritorno e tutta la nazione si strinse attorno alla propria squadra per portarla alla grande rimonta. Il Saint Denis fu caldo come forse non lo era mai stato e già nel primo tempo i transalpini pareggiarono la contesa grazie al tap in di Sakho e al sinistro di Benzema, al quale era stato annullato poco prima un gol per fuorigioco. L’Ucraina era annichilita e non sapeva come uscirne e nella ripresa arrivò la terza e decisiva rete che permise alla Francia di staccare il biglietto per il Brasile. Husjev nel tentativo di anticipare un Sakho trasformato in attaccante deviò involontariamente la palla nella propria porta battendo Pyatov e Parigi esplose di gioia. Il 3-0 voleva dire Mondiale ma soprattutto voleva dire che Deschamps sarebbe rimasto commissario tecnico dei Bleu.
In Brasile la Francia rialzò la testa e ottenne un ottimo quarto di finale e solo la Germania futura campione riuscì a eliminare i Galletti, ma la strada tracciata era quella giusta e portò al secondo posto di Euro 2016 e al trionfo in Russia nel 2018. Tutto però partì la sera del 19 novembre 2013 con una magica rimonta sull’Ucraina.



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