Il Flamengo sa anche soffrire

Il Flamengo sa anche soffrire


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27 Febbraio 2020 Alle 14:32

Siamo ancora a febbraio e il Flamengo si è già portato a casa il terzo trofeo stagionale: dopo la Supercopa do Brasil e la Taça Guanabara (prima fase del Campeonato Carioca), la squadra di Jorge Jesus ha conquistato anche la Recopa Sudamericana battendo al Maracanã l’ostico Independiente del Valle dopo il 2-2 ottenuto in Ecuador.

I primi minuti hanno seguito un canovaccio chiaro, con il Flamengo a dettare il ritmo attraverso il possesso e gli ecuadoriani attenti soprattutto alla difesa gli spazi centrali con i tre difensori più l’esperto mediano Pellerano, cercando poi di sfruttare la velocità dei giocatori più offensivi in transizione.

Il piano-gara del 35enne canario Miguel Ángel Ramírez è giocoforza cambiato dopo 20 minuti: prima lo sciagurato retropassaggio di Segovia, che ha costretto al miracolo il proprio portiere sulla cui respinta Gabigol ha potuto appoggiare in rete senza problemi; poi l’immediata espulsione del mediano rubronegro Willian Arão, punito per un calcione sul mento rifilato a Caicedo senza cattiveria ma con notevole imprudenza.

Un inevitabile turning point in cui il sacrificato è stato l’ex-Fiorentina Pedro, che pure era sembrato ben ispirato e aveva una grande occasione per sviluppare l’intesa con Gabigol, approfittando dell’infortunio di Bruno Henrique. Al suo posto dentro Thiago Maia, 22enne centrocampista arrivato in prestito per un anno e mezzo dal Lille, dove dopo due stagioni su buoni livelli era stato frenato nella stagione in corso da qualche infortunio di troppo; è probabile gli serva del tempo per ambientarsi e non sarà semplice giocarsi il posto con lo stesso Arão e con Gerson, ma per il Sudamerica si tratta di una presa di livello assoluto e probabilmente sarebbe un titolare indiscusso in qualsiasi altra squadra brasiliana, a dimostrazione dello scarto crescente tra il Flamengo e le altre.

In inferiorità numerica il Flamengo ha lasciato l’iniziativa agli avversari e ha saputo appoggiarsi sulla capacità di protezione del pallone di Gabigol e sui suoi movimenti ad allargarsi sulla fascia destra, in modo da allontanarsi dalle zone più congestionate e isolarsi in uno contro uno contro i difensori, come in occasione del secondo gol, quando con un gioco di prestigio ha saltato Schunke per poi propiziare la conclusione vincente di Gerson.

Proprio l’ex romanista risulterà alla fine il protagonista principale del tabellino, realizzando anche il terzo gol su assist del neo-entrato Vitinho, a sua volta imbeccato dal solito Gabigol. Dopo un inizio di partita in cui era sembrato un po’ appesantito, prendendosi anche un cartellino giallo per un intervento in netto ritardo, il numero 8 è salito di rendimento, dimostrando ancora una volta che in questo contesto è un giocatore d’élite; sarebbe molto interessante rivederlo in Europa, dopo l’ultima grigia esperienza con la maglia dell’altrettanto grigia Fiorentina di Pioli e Montella.

Non si può però certo trascurare il fondamentale apporto alla vittoria del portiere Diego Alves, che sul punteggio di 1-0 ha salvato il vantaggio con un grandissimo riflesso di piede su Faravelli, tutto solo dopo essere stato tenuto in gioco da un distratto Rafinha.

Nel complesso Jorge Jesus può essere soddisfatto: la squadra ha iniziato la preparazione in ritardo ma la squadra è ripartita sull’onda della stagione passata e i meccanismi consolidati stanno favorendo l’integrazione anche dei nuovi acquisti.

L’impressione è che nel Brasileirão non ci sarà storia, mentre settimana prossima inizierà la fase a gironi della Copa Libertadores, che curiosamente riproporrà la sfida contro lo stesso Independiente del Valle, dimostratosi comunque avversario di livello – soprattutto in casa, dove i 2500 metri di altura possono complicare la vita a chiunque.



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