Il River Plate e il sogno chiamato Gonzalo Higuaín

Il River Plate e il sogno chiamato Gonzalo Higuaín


Gonzalo Higuaín e le sue possibilità di tornare al River Plate: per ora solo un sogno ma nulla è da escludere in un momento così strano di calcio

È bastato una lezione online di tiri in porta ai ragazzi delle giovanili per far sognare ai tifosi del River Plate il ritorno di Gonzalo Higuaín: in un mondo abituato alle partenze precoci e ai grandi ritorni sembra scontato che prima o poi il Pipa vestirà nuovamente la maglia della Banda, ma quanto bisognerà aspettare ancora è difficile capirlo. Ma i segnali di nostalgia a volte sembrano chiari e lampanti, così come la voglia di tornare a essere considerato un grande in Argentina, un Paese che per gran parte gli ha voltato le spalle dopo gli insuccessi in nazionale, squadra che non rappresenta più proprio per il suo rapporto con la gente.

Chiaro, a oggi immaginare un Higuaín 33enne al River Plate appare un po’ complicato, ma se si prende un caso recente come quello del ritorno di Tévez al Boca proprio dalla Juventus allora si capisce che la fattibilità dell’affare non è poi così utopistica. Carlitos tornò a casa a 31 anni, una stagione prima rispetto a quanto pattuito per colpa di una voglia incessante di rivestire la maglia della sua vita, nonostante fosse stato il leader tecnico della quadra vice-Campione d’Europa del 2015.

tevez higuain argentina

(Photo credit PEDRO UGARTE/AFP via Getty Images)

Higuaín ha due anni in più rispetto al Tévez di allora e soprattutto non è così centrale nel progetto bianconero, non solo per il minutaggio ridotto rispetto alle precedenti esperienze juventine, ma anche per un contesto che sembra averlo tagliato già fuori dai piani futuri. Quando vengono accostati nomi pesanti alla Juventus come quelli di Milik o di altri grandi centravanti si lascia intravedere la volontà di costruire la nuova Juve su un 9 con tanti anni di carriera davanti a sé, inserendo così facilmente il Pipita in un’ipotetica lista di partenti.

In Italia ha già fatto sapere di non voler vestire altre maglie, quindi rimangono o nuove soluzioni europee, ma comunque difficili da immaginare se non all’interno della Francia, Paese dove è nato e con cui ha un legame affettivo, oppure il ritorno in patria. Quella patria che come detto ha bisogno di riconquistare, per far capire chi è davvero Gonzalo Higuaín: le sue parole d’addio alla nazionale, “Il mio addio farà contente tante persone”, erano intrise di lacrime e rabbia verso un popolo che era stato molto severo nel giudicare i suoi errori decisivi, quello a tu per tu con Neuer della finale di Brasile 2014, e il rigore sbagliato in finale di Copa América contro il Cile.

higuain argentina

(Photo credit PABLO PORCIUNCULA/AFP via Getty Images)

Forse per la necessità di sentirsi di nuovo un grande argentino, forse perché a 33 anni per ricominciare ha bisogno di sentirsi a casa, forse per la vocazione arrivata dopo la chiamata con i bambini del River, ma il sogno dei Millonarios di riportare a casa uno dei centravanti più prolifici prodotti dal settore negli ultimi 20 anni non è poi così irrealizzabile.



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