Il sogno del Saarbrücken continua: eliminato di Dusseldorf

Il sogno del Saarbrücken continua: eliminato di Dusseldorf


Il Saarbrücken continua il proprio sogno in DFB-Pokal. Dopo il Colonia, eliminato un altro club di Bundesliga, il Dusseldorf.

I quarti di finale della DFB-Pokal ci hanno regalato una grande sorpresa; il Saarbrücken, dopo aver eliminato il Colonia, ha compiuto un’altra impresa. I ragazzi di Kwasniok (subentrato a Lottner, esonerato per aver perso tre partite in sei mesi) hanno raggiunto la semifinale grazie al successo, nella lotteria dei calci di rigore, sul Fortuna Dusseldorf. Un club di Regionalliga Südwest, la quarta serie del calcio tedesco, elimina due squadre d Bundesliga e non smette di sognare all’interno di una stagione che può regalare la promozione in 3. Liga. Questa sera un’altra pagina di storia è stata scritta e, se il Bayern è la favorita per alzare il trofeo, occhio alla voglia del Saarbrücken di toccare il cielo partendo dal basso.

Saarbrücken, il sogno continua

Uno stadio da soli settemila posti, la Zweite che manca dal 2006 mentre la Bundesliga addirittura dal 1993; questi gli ingredienti di un sogno arrivato sino alla semifinale. Il protagonista della serata è stato, senza ombra di dubbio, Batz; l’estremo difensore, oltre ad una serie infinita di parate, ha neutralizzato il rigore del possibile uno a uno a sette minuti dalla fine più i quattro nella lotteria che ha decretato il passaggio del turno. Altro giocatore copertina determinante, Froese; il numero diciannove è entrato ad inizio match, al posto di Uaferro, fornendo l’assist per il momentaneo uno a zero. La cosa curiosa è che il classe 1996 ha giocato dal 2017 al 2019 proprio al Dusseldorf, uno strano scherzo del destino.

Dove può arrivare questo Saarbrücken? In attesa di capire quale sarà l’avversario in semifinale di DFB-Pokal, la squadra pensa al campionato e a una, probabile, salita in 3. Liga. Per tornare ai livelli nobili del calcio tedesco serve compiere un passo alla volta ma nulla vieta al club di sognare di alzare un trofeo; specie quando mancano solo centottanta minuti al traguardo.



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