Il tridente del Liverpool: le differenze in numeri

Il tridente del Liverpool: le differenze in numeri


Mané-Firmino-Salah stanno facendo la storia del Liverpool a suon di goal. Andiamo a vedere le differenze con gli altri tridenti dei Reds.

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17 Aprile 2020 Alle 14:00

Il Liverpool è ad un passo dal conquistare una Premier League attesa da trent’anni; campionato dominato dai Reds in grado di mettere una distanza di venticinque punti con il Manchester City. Uno dei motivi principale sta nell’attacco a disposizione di Klopp; Mané-Firmino-Salah sono arrivati a quota trentotto goal in ventinove giornate. Tridente perfetto sotto tutti i punti di vista; il brasiliano, con il suo tipo di gioco, apre gli spazi per i due attaccanti esterni che fanno della velocità e della tecnica il loro punto di forza. L’ex Roma, da quando è arrivato ad Anfiled, è cresciuto dal punto di vista tattico mentre il senegalese è forse il più completo. Giocano insieme dal 2017 e prima di questa stagione, avevano segnato 57 reti nel 2017/2018 e 56 nel 2018/2019. Numeri impressionati per un tridente che resterà, per forza di cose, nella storia del Liverpool.

Liverpool, l’evoluzione del reparto offensivo

Abbiamo detto dei numeri, impressionanti, dell’attuale tridente dei Reds; un mix di tecnica, qualità, forza fisica e quel cinismo determinante per stare nell’olimpo del calcio. Ma il Liverpool non ha sempre avuto questa cattiveria nel reparto offensivo. Prendiamo la stagione 2016/2017 chiusa al quarto posto a meno diciassette dal Chelsea campione. La squadra, in avanti, si presentava con Mané-Firmino-Coutinho; il tridente ha chiuso la Premier con trentasette goal (tutti sono andati in doppia cifra). Il problema principale è stata la continuità dell’attuale giocatore del Bayern Monaco incapace, in tutta la sua carriera, di fare il definitivo salto di qualità.

Nel 2015/2016, invece, i Reds avevano in avanti Sturridge-Firmino-Benteke; un tridente che non riuscì mai ad integrarsi del tutto. Ventisette goal per un reparto con troppi alti e bassi. Bisogna anche dire come si trattasse del primo Liverpool di Klopp; la mano del tecnico tedesco è stata determinante nell’evoluzione della squadra ma anche nel modo di stare in campo di determinati giocatori. Se oggi Mané-Firmino-Salah giocano a memoria e riescono ad essere tanto belli quanto efficaci, il merito va indiscutibilmente a Jürgen Klopp.



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