Il Trono di Spagna, ep. 1: il ritorno della Liga

Il Trono di Spagna, ep. 1: il ritorno della Liga


Nasce la Rubrica “Il Trono di Spagna”, l’editoriale del lunedì sul calcio spagnolo. Primo episodio dedicato ovviamente al ritorno della Liga

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15 Giugno 2020 Alle 13:30

Ricominciare un mese fa non ci era bastato. La Bundesliga da sola non aveva saziato quella voglia di rimettere il calcio al centro della nostra quotidianità: è stata sicuramente un ottimo contrappeso sì, ma era chiaro che servisse altro. E così ci siamo ritrovati, almeno per esperienza personale, a vivere con estremo piacere un weekend in cui si è tornato a giocare col contagocce in Italia e per davvero in Spagna. La Liga, che bello rivederla, nonostante tutte le complicazioni, i tifosi finti proiettati (male), il Real che non gioca al Bernabéu e gli strascichi di questa emergenza che ancora si fanno sentire nel calcio giocato.

Che poi a dirla tutta l’atmosfera non è sembrata poi così surreale, soprattutto se la si mette a paragone con le partite giocate a porte chiuse prima della chiusura del calcio. Lì c’era un sentimento di paura, adesso si respirava la voglia di tornare. E quei cori registrati che a volte abbiamo sentito non sembravano neanche così finti. Certo ci sarà tempo e modo per vedere di meglio, sia a livello di cornice che di prestazione in campo, perché sul piano fisico era difficile aspettarsi qualcosa di differente. I calciatori solitamente stanno fermi solamente nel mese di giugno per poi riprendere la preparazione a inizio luglio: una pausa programmata per circa tre settimane di vacanza, e non uno stop forzato così lungo.

Kiko Hurtado Imago Images

Si è parlato tanto, e a sproposito, del fattore climatico. Sicuramente sarà una cosa che inciderà in un torneo che si gioca anche a luglio, ma perché citare problemi che ancora non ci sono? L’Andalusia è una terra calda (e non l’unica in Spagna al contrario di quanto recita qualche chierichetto mediatico) ma quando fa caldo, non sempre. A Siviglia c’erano 22 gradi durante il derby, è inutile fare discorsi con i post-it appiccicati sulla bocca. I cooling break sono stati utili per riprendere fiato, non certo per il clima che quantomeno in questo giugno sembra essere particolarmente clemente, al punto di aver visto anche calciatori con la maglietta termica.

Passiamo ai giudizi di campo. Barcellona e Real ci hanno fatto capire che fanno sul serio: hanno sbriciolato Mallorca ed Eibar per lanciare il messaggio che saranno davvero pochi i punti che lasceranno per strada da qui alla fine. Tanto che in un minuto il Barça e in 3 il Real avevano già fatto il primo gol. Impressionante. Chissà che tipo di testa a testa vedremo, probabilmente trascinato fino all’ultimissima giornata, ma con dinamiche differenti rispetto a inizio stagione, dove sembrava una lotta al ribasso. Anzi, questo tipo di mentalità è un bel messaggio anche in vista della Champions da agosto, dove queste due squadre finché non le tiri fuori sono sempre le più difficili da battere.

(Photo by JAIME REINA/AFP via Getty Images)

Non c’è la voragine di alcuni anni fa tra loro e chi insegue in Liga, ma il distacco è davvero ampio. L’Atlético non è più sicuro neanche di chiudere tra le prime quattro e nessuno Siviglia a parte ha vinto tra la terza e la settima in classifica. Segno che ci sarà una lotta clamorosa anche per i piazzamenti nelle coppe, in un campionato equilibrato su ogni fronte. Di fatto l’unica delle grandi leghe a presentarsi nel post sosta senza verdetti già espressi, e quindi l’unica che si può permettere il format in stile mondiale delle partite ogni giorno.

Perché parliamoci chiaro, la Premier League per quanto affascinante difficilmente terrà incollate le persone agli schermi per qualcosa di concreto, visto che nel giro di pochi giorni potremo avere già il campione. Così come in Bundesliga è bastato aspettare la seconda giornata post sosta per sapere chi avrebbe vinto il titolo, senza neanche avere la sorpresa poi. Insomma la Liga è tornata per davvero, all’insegna dell’alto livello e dell’equilibrio. Forse il campionato globalmente più bello visto in questi anni, che accorcia il gap tra le big e le inseguitrici e non anticipa alcuna sentenza prima del dovuto.

liga

(Photo by PIERRE-PHILIPPE MARCOU/AFP via Getty Images)

Di fatto non c’è ancora nessuna spacciata, nessuna squadra fuori dalle coppe e già salva, nessuna che non abbia motivazioni per andare a vincere la partita dopo, e per mantenere le attenzioni è una cosa fondamentale. Per andare dentro le dinamiche delle squadre avremo altre occasioni in questa nuova rubrica lanciata oggi, chiamata ad hoc “Il Trono di Spagna“, sfogo settimanale su ciò che accade in Liga e in tutto il mondo del calcio spagnolo.

Non è ancora tempo di bilanci approfonditi e mirati, l’unica cosa importante era commentare il ritorno della Liga. Bello, trionfale, spettacolare. Ci aspetta una grande estate all’insegna del calcio spagnolo, le premesse sono state ben chiare. 



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