La Copa di Yuri Berchiche

La Copa di Yuri Berchiche


Un gol che vale una finale storica tra Athletic Bilbao e Real Sociedad: Yuri Berchiche sta trascinando i leones verso una Copa sempre più sua.

“Es el gol más importante de mi carrera”. Non c’è bisogno di traduzione per comprendere le parole di Yuri Berchiche, eroe per una sera di tutto il País Vasco. Si, perché non erano soltanto i tifosi bilbaini a sperare nel passaggio del turno della squadra basca, ma anche quelli della Real Sociedad. La qualificazione stava sfuggendo di mano all’Athletic (nonostante l’1-0 del San Mamés), colpevole una prestazione da dimenticare: sotto per 2-0 reti a dieci dal termine e virtualmente fuori dalla Copa.

Sarebbe stato un dramma per Bilbao. Essere eliminati per mano del Granada consegnando ai rivali dell’Erreala la possibilità di trionfare 33 anni dopo l’ultima volta. La vittoria della Real resta possibile, ma almeno a contendere il trofeo ci saranno loro, l’Athletic in grado di vincere questa Copa 23 volte (l’ultima nel 1984). Ci sono loro grazie a un ex txuriurdin, capace di segnare la rete della qualificazione al minuto 81′. Un sinistro alla Yuri, uno che quando bisogna provare da fuori, non si tira mai indietro. Ieri i suoi compagni sono stati bravi a liberare il corridoio a sinistra per la discesa dell’ex Psg, il quale in diagonale ha freddato un parzialmente colpevole Rui Silva.

E quindi sarà Athletic Club – Real Sociedad, “Una finale storica per Euskadi” prendendo in prestito le parole di Yuri.

Il più importante della sua carriera, quello in grado di regalare ai baschi una finale imperdibile, ma non l’unico. Yuri Berchiche è con 4 reti il capocannoniere dell’Athletic in Copa del Rey. Superare Isak (a quota 7) è impossibile, significherebbe un poker in finale per un terzino. Tuttavia, indipendentemente da come andrà l’ultimo atto, questa resterà la sua Copa. Una doppietta per stendere il Sestao nei 32esimi di finale, la rete al 118′ in grado di pareggiare i conti con il Tenerife e passare il turno ai calci di rigore, e infine il diagonale di ieri sera.

Da poco meno di un mese ha compiuto 30 anni e questa è senza dubbio la stagione migliore di tutta la sua carriera. Facciamo però un passo indietro. Nato a Zarautz (provincia guipuzcoana) nel 1990 si forma nell’Antiguoko per poi passare in casa Real a soli 14 anni. Il carattere esuberante gli crea diversi problemi e prima di affermarsi trascorre qualche anno anche nelle giovanili di Athletic Bilbao e Tottenham. Nonostante si sia già fatto un nome, gli servono quattro anni di gavetta in Segunda B e in Segunda con le maglie di Real Union ed Eibar per convincere la Real Sociedad a puntare su di lui. L’inizio non è facile, David Moyes non lo considera un titolare inamovibile, ma con l’arrivo di Eusebio nell’ottobre del 2015, cambia tutto.

Yuri Berchiche

Fonte: vipsg.fr

Yuri Berchiche si prende con forza la fascia sinistra della Real al punto che nel luglio 2017 il Paris Saint-Germain sborsa per lui 16 milioni di euro. A Parigi vince Ligue 1 e le due coppe francesi, ma non basta per diventare l’erede di Maxwell. Un anno più tardi è di nuovo nel País Vasco, ma stavolta a Bilbao per difendere i colori biancorossi dell’Athletic. Un investimento da 24 milioni, il secondo più oneroso della storia dell’Athletic dopo l’altro ex Real Iñigo Martinez. Con la rete di ieri si è guadagnato un pezzo di cuore dei tifosi dei leones, la parte restante lo attende il prossimo 18 aprile allo Stadio Olimpico de la Cartuja a Siviglia.



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