La maturazione definitiva di Federico Valverde: l’uomo in più del Real

La maturazione definitiva di Federico Valverde: l’uomo in più del Real


Il Real Madrid batte il Barcellona per 2-0 in un esaltante Clasico, che ha permesso ai blancos di contro-sorpassare i blaugrana. Ma oltre gli strappi di Vinicius Jr, aldilà delle geometrie di Kroos e all’infinito carisma di Ramos, tra le fila madrilene è stato un uruguaiano a prendersi il palcoscenico: Federico Valverde. E senza esplodere in una gara per poi affievolirsi in altre, o riprendersi da un periodo buio: il Pajarito ha raggiunto una maturazione totale nel match più importante e seguito della Liga.

Box to box: Valverde e la nuova generazione dei tuttocampisti

Mettiamo ordine ed inquadriamo Federico in quel che è il suo ruolo. Arrivato al Real ed allenato da Solari nel Castilla (la succursale del Madrid), Valverde ha dimostrato di saper ricoprire pressoché tutti i ruoli del centrocampo, e non solo: l’argentino, meritevole di averlo portato in prima squadra nella scorsa stagione, lo schierava anche da centrale difensivo in terza divisione. Federico, però, ha quell’attitudine a difendere ed attaccare fino allo sfinimento: pressa, recupera, rifinisce e segna. E Zidane lo ha capito fin da subito, quando già dalla sesta giornata di questa Liga lo ha schierato titolare, accanto a Casemiro e Kroos. Un centrocampista dinamico, in grado di saper far tutto, e saperlo fare bene. Con l’uruguaiano in campo, i blancos hanno infilato 13 risultati utili consecutivi nel cuore di questa stagione, tra campionato e Champions. Il Pajarito è onnipresente: l’intuizione di Zizou ha portato ad una media di 25 palloni recuperati a match da Federico, ago della bilancia del centrocampo madrileno, come nella prima gestione del francese fu Casemiro.

La crescita costante, lo studio e la consacrazione

Tanto sacrificio in fase di non possesso, un fisico importante ed una lunga falcata: a questo, Valverde ha saputo intelligentemente associare una buona tecnica ed un’ottima visione e comprensione del gioco. Sì, Federico prima ancora dei polmoni, della forza e della rifinitura, capisce esattamente dove e come posizionarsi. Il Clasico col Barcellona ne è il perfetto esempio: un inizio di ripresa asfissiante per la squadra di Setién, messa alle corde proprio dal Pajarito, direttore della fase difensiva dei suoi che aveva inizio a ridosso della trequarti blaugrana. Risultato? Barcellona ingabbiato nella propria metà campo per i primi 15-20 minuti del secondo tempo. Ma la comprensione del gioco la si apprende solo se disposti a migliorarsi quotidianamente: ecco perché Federico è diventato l’uomo di Zidane, raggiungendo e continuando una crescita esponenziale, costante.

 





Source link

About The Author

Related posts