La prima campagna acquisti di Roman Abramovič

La prima campagna acquisti di Roman Abramovič


L’arrivo di Abramovič in Inghilterra ha cambiato la storia del Chelsea: ecco com’è stata la prima sessione di mercato in assoluto dell’imprenditore russo

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10 Giugno 2020 Alle 17:30

Dopo il blocco di mercato durato un anno e mezzo, Roman Abramovič ha riaperto il portafogli. Oltre all’acquisto di Hakim Ziyech e al possibile arrivo di Timo Werner, il presidente del Chelsea vuole virare dritto verso Kai Havertz per regalare a Frank Lampard una delle rose più giovani e forti dell’intera Premier League. D’altronde dal suo arrivo in Inghilterra il magnete russo non è nuovo a sessioni di mercato dispendiose che hanno cambiato radicalmente la storia del club.

Dal 2003, anno in cui è approdato nel campionato inglese, Abramovič ha messo in chiaro il suo progetto: puntare sui profili più forti in circolazione per tornare a essere subito competitivo dopo un digiuno di trofei che durava da troppo tempo. Ed effettivamente la sua tattica ha dato i frutti sperati, dato che al secondo anno della sua gestione il Chelsea ha vinto il titolo per la prima volta dopo 50 anni ed è stato in grado anche di portare a casa la prima Champions League di sempre nella finale vinta ai rigori contro il Bayern Monaco. Sotto la guida di Abramovič è iniziata una nuova epoca per il Blues, diventati meta gradita da giocatori e allenatori pronti a misurarsi in un contesto importante, come forse non lo era mai stato prima di allora.

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E per capire il grande impatto che ha avuto l’imprenditore russo sulla squadra londinese basta dare uno sguardo alla sua prima campagna acquisti di sempre, un manifesto chiaro di ciò che avrebbe provato a mettere in atto negli anni a seguire. Fra i giocatori più importanti della nuova era del Chelsea c’è Hernán Crespo, rimasto ai Blues per due stagioni non consecutive ma che gli hanno comunque permesso di segnare 25 gol in 73 presenze. Da non dimenticare anche Damien Duff, attuale vice allenatore del Celtic approdato a Londra dopo l’esplosione con la maglia del Blackburn e diventato un punto fisso della squadra nelle sue tre stagioni di permanenza e Adrian Mutu che è rimasto in Inghilterra soltanto per una stagione, troppo poco per lasciare il segno. Abramovič nel suo primo anno riuscì a portare al Chelsea anche Juan Sebastián Verón prelevandolo dal Manchester United, un’esperienza breve e non proprio felice che forse non tutti ricordano.

In tutto il magnate russo investì circa 170 milioni di euro per la sua prima campagna acquisti, una somma importante grazie alla quale ha potuto costruire le fondamenta della squadra che negli anni successivi ha vinto praticamente tutto, sia a livello nazionale che internazionale. Grazie a lui il Chelsea è entrato in una nuova dimensione, riuscendo finalmente competere con le grandi d’Inghilterra che fino ad allora avevano avuto il predominio sul campionato. E con il mercato finalmente sbloccato dopo quasi due anni di penalizzazione, Abramovič ha ancora voglia di stupire l’Europa e tornare a vincere.

 

Ada Cotugno



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