La tradizione uruguaiana dell’Atletico Madrid

La tradizione uruguaiana dell’Atletico Madrid


Da Forlan a Cavani, gli uruguaiani hanno caratterizzato l’ultimo decennio dell’Atletico Madrid. E probabilmente il prossimo anno giugno ne giungerà un altro di un discreto livello.

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24 Dicembre 2019 Alle 16:05

Madrid non è la capitale dell’Uruguay, eppure negli ultimi tempi i migliori calciatori della nazione sudamericana hanno trovato in questa città la propria seconda casa. Da Diego Forlán a Godín, passando per José Maria Giménez e Cristian Rodríguez, fino ad arrivare al (secondo indiscrezioni) prossimo colpo dei colchoneros Edinson Cavani. Stando a quanto riporta Gianluca Di Marzio, l’attaccante ex Napoli avrebbe raggiunto l’accordo con i biancorossi di Madrid per un contratto di tre anni. El Matador è in scadenza a giugno 2020 con il PSG e potrà accordarsi dal prossimo gennaio firmando un pre-contratto.

Tralasciando per il momento il futuro di Cavani, cerchiamo di comprendere per quale motivo l’Atletico sia diventata una delle squadre preferite dagli uruguaiani. Innanzitutto, se non si tratta di pura casualità, i motivi sono certamente più di uno. L’Atletico Madrid è tra le squadre più forti d’Europa. Nove trofei negli ultimi dieci anni (tre Europa League, tre Supercoppa Europea, una Liga, una Copa del Rey e una Supercoppa di Spagna), a cui vanno aggiunte due finali di Champions League e due secondi posti in Liga. L’Atletico è un top club e anche chi non lo considera tale a causa di una determinata filosofia di gioco deve fare i conti con la realtà.

Uno degli altri motivi è proprio questa determinata filosofia di gioco. Senza scadere in banalità come la famosa garra degli uruguaiani, che li renderebbe più adatti di altri a vestire la maglia dei colchoneros. 

Il calciatore apripista di questa tradizione è stato senza dubbio Diego Forlán. L’attaccante uruguaiano ha vissuto a Madrid i migliori anni della sua carriera, dal 2007 al 2011, anni in cui giocò anche un Mondiale da favola. Poco dopo è atterrato a Madrid Diego Godín, senza dubbio uno dei difensori più forti dell’ultimo decennio. Ora è all’Inter, ma nelle vene gli scorre sangue colchonero, suo il gol al Camp Nou che il 17 maggio 2014 valse una Liga ai biancorossi. Sotto l’ala protettiva del numero 2 è cresciuto e maturato uno che probabilmente diventerà tra i migliori difensori centrali del prossimo decennio: José Maria Gimenez. Giunto a Madrid appena diciottenne è arrivato in silenzio guadagnando posizioni (su Miranda e Savic) prima di diventare un punto fermo di Simeone.

Un francese tra gli uruguaiani

L’ultimo non è più un calciatore dell’Atletico Madrid né è mai stato uruguaiano.

Fonte: sportbible

Si è Antoine Griezmann con una bandiera della Celeste sulle spalle. L’occasione è la conferenza stampa post-vittoria del Mondiale di Russia 2018. Grizi, nato in Francia e giocatore della nazionale francese, ha dichiarato di essersi innamorato della cultura e della storia dell’Uruguay grazie al suo manager Martin Lasarte che lo portò alla Real Sociedad dove conobbe anche Carlos Bueno. Negli anni ha imparato uno spagnolo con accento uruguaiano, anche grazie al suo rapporto all’Atletico con i sopracitati Godín e Giménez. Nell’ultimo decennio Uruguay e Atletico Madrid si sono spalleggiati per tornare alla ribalta. Se dovesse approdare nella capitale spagnola el Matador si sentirebbe a casa ritrovando probabilmente quella fame di gol che negli ultimi tempi ha smarrito a Parigi.



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