la vetta di una scalata perfetta!

la vetta di una scalata perfetta!


Bologna, 13 giugno –

 

Mostrata in meno di un mese la miglior Virtus possibile, la Segafredo ha presentato contro Milano la vetta di una scalata perfetta. Dal quarto di finale contro Treviso la truppa ha smosso amori enormi, aprendosi il viaggio tricolore capace di invertire l’apatica tendenza di un intero ventennio.

Dopo l’approdo in finale che mancava da 14 anni, le V Nere hanno tagliato un altro record: si, perchè nessuna altra squadra, da quando si gioca sulle sette gare, aveva chiuso col filotto senza avere il favore del campo. Ed è proprio sul Ministero della Difesa che la Segafredo ha costruito il sedicesimo tricolore, perché davanti bene o male è sempre stata se se stessa, anzi con qualche giro in meno (85,6 punti contro gli 83,3 play off), privilegiando semmai il controllo alle invenzioni. Stesse conclusioni dal campo (64,4 vs 64,6) però diversamente spalmate (da due 38,4 vs 35,4 – da tre 26 vs 29,2) spostando un poco l’attenzione sui 6,75 dove è migliorata pure la qualità (34,4% vs 38%).

Così, lasciati per strada i 3-0 con Treviso e Brindisi, la Virtus è finita per tuffarsi in questa finale da sfidante: il primo punticino di vantaggio di Assago pareva un colpo gobbo, non fosse bastata una condizione più brillante, pesata poi anche sul secondo match. La Segafredo che torna a Bologna col 2-0 evoca allora immagini inedite: è un quintetto nutrito più di certezze che di dubbi. Milano, una volta solo in stagione non oltre i 70, nella arena bianconera s’è fermata a 58 e 63, sempre martoriata nei quarti finali: 2 su 18 dal campo già in gara 2 (dove ha complessivamente tirato col 30%, mai successo prima), 6 e 11 punti rispettivamente in gara 3 e 4. E poi ancora upgrade Segafredo sulle palle perse, 10 di media nelle ultime due recite, contro le quasi 14 lasciate fin lì. Senza Tex in rotazione sono ovviamente stati utilizzati maggiormente i lunghi (Gamble da 19.1 minuti a 21.5 – Hunter da 16.3 a 18.2) concentrando il fuoco amico da lontano con prove di geometrica potenza: hanno tirato di più e meglio da 3 sia l’MVP Teodosic (5,7 tentativi col 33% in regular season contro 6,6 tentativi al 45% in post) che Belinelli (da 5,5 col 34% a 6,9 col 35%) e pure Pajola (da 1,8 col 38% a 2,6 col 50%).



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