Le parole dell’AD Luca Baraldi dopo la conclusione di EuroCup

Le parole dell’AD Luca Baraldi dopo la conclusione di EuroCup


Bologna 26 maggio –

Un estratto dell’intervista rilasciata da Luca Baraldi, ad di Virtus Segafredo Bologna, al Corriere dello Sport – Stadio sulla conclusione di EuroCup e sulla prossima stagione.

«Ho detto due mesi fa che cosa sarebbe successo oggi. Non c’erano le condizioni ed era ovvio, ma bisogna dare merito a Eurolega di averci provato fino in fondo. Cosa che si sarebbe dovuta fare anche in Italia, dove invece c’è stata un’incomprensibile fretta di chiudere che ci ha penalizzato e rende più difficile gestire le cose».

Quali differenze, fra le due situazioni?
«L’Europa ha atteso fino all’ultimo, oggettivamente non si poteva pensare di portare squadre intere anche da Paesi dove la pandemia sta scatenando ora i suoi effetti più. duri, come per esempio la Russia. In Italia, come sta succedendo in Spagna, Germania e Israele, tutti Paesi dove il basket è uno sport importante al pari del calcio, si poteva ripartire. Magari giocando in Sardegna un grande evento con il quale terminare il campionato, sarebbe stato un bel segnale che arrivava da tutto il movimento».

Bertomeu ha confermato gli organici della prossima stagione per le due coppe, quindi in teoria nessuna possibilità per l’Eurolega.  È così, o la porta è ancora aperta?
«Al momento non è aperta, ma è chiaro che si trattasse di un atto dovuto. Adesso bisognerà vedere se tutte le squadre aventi diritto si iscriveranno. Se lo faranno, rimarremo in Eurocup, altrimenti l’obiettivo resta per noi quello di giocare l’Eurolega: abbiamo fatto richiesta da dieci giorni e ci siamo messi in lista per un’eventuale wild card».

Quindi la Virtus spera ancora nella coppa maggiore. Questo cambierebbe le strategie di mercato?
«Dobbiamo sicuramente vedere a quale coppa parteciperemo. Tanto non c’è fretta avendo già buona parte del telaio pronta, aspetteremo prima di fare altre operazioni cercando di capire dove giocheremo. Sicuramente siamo pronti a ogni evenienza, a fare ragionamenti diversi a seconda di quale competizione ci vedrà in partenza».

Adesso che la stagione è definitivamente chiusa, qual è la priorità sulla quale la Virtus lavorerà?
«Come detto, cerchiamo di capire prima in quale coppa saremo protagonisti e in base a quello pianificheremo la prossima stagione, conoscendo anche le date precise e dando per scontato di avere con noi il pubblico. Come abbiamo ripetuto più volte, iniziare a giocare a porte chiuse non avrebbe senso per tanti motivi».

Andare o meno in Eurolega inciderebbe sulla scelta di tornare in fiera?
«Assolutamente no, sdamo lavorando per essere ospitati all’interno dei padiglioni già dall’inizio del campionato. L’ iter noi diventa strategico e determinante, perché la fiera ci dà modo di sviluppare business e ricavi, e di offrire ai nostri tifosi una struttura adeguata alle strategie del club».

 


 

An excerpt from the interview released by Luca Baraldi, to Virtus Segafredo Bologna, at Corriere dello Sport – Stadio about the conclusion of EuroCup and the next season.

“I said two months ago what would happen today. There were no conditions and it was obvious, but you have to give credit to Euroleague for trying hard. Something that should have been done in Italy too, where instead there was an incomprehensible hurry to close which penalized us and made it more difficult to manage things”.

What are the differences between the two situations?
“Europe has waited until the last minute, objectively we couldn’t think of bringing whole teams from countries where the pandemic is now unleashing its hardest effects, like Russia for example. In Italy, as is happening in Spain, Germany and Israel, all countries where basketball is an important sport on a par with football, you could start again. Maybe playing in Sardinia a great event with which to end the championship, would have been a good signal that came from all the movement”.

Bertomeu confirmed next season’s staff for the two cups, so in theory no chance for the Euroleague.  Is that so, or is the door still open?
“It’s not open at the moment, but it’s clear that it was a due act. Now we’ll have to see if all the eligible teams will sign up. If they do, we’ll stay in the Eurocup, otherwise the goal remains for us to play the Euroleague: we’ve been applying for ten days and we’ve put ourselves on the list for a possible wild card”.

So Virtus is still hoping for the big cup. Would this change market strategies?
“We’ll definitely have to see which cup we’re in. There’s no hurry with most of the chassis ready, so we’ll wait before we do anything else to see where we’ll play. Surely we are ready for any eventuality, to make different reasoning according to which competition will see us at the start”.

 Now that the season is definitely closed, what is the priority Virtus will be working on?
“As I said, let’s try to understand first in which cup we will be protagonists and according to that we will plan the next season, also knowing the precise dates and taking for granted that we have the public with us. As we’ve said many times, starting to play behind closed doors would make no sense for many reasons”.

Would going or not going to the Euroleague affect the decision to return to the fair?
“Absolutely not, we lie down working to be hosted inside the pavilions from the start of the championship. The process becomes strategic and decisive, because the fair gives us the opportunity to develop business and revenues, and to offer our fans a structure adapted to the club’s strategies”.



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