Le ultime cinque squadre sudamericane campioni del mondo

Le ultime cinque squadre sudamericane campioni del mondo


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21 Dicembre 2019 Alle 8:02

Il calcio sudamericano è sempre stato il grande rivale di quello europeo come primo del mondo, ma negli ultimi non è più stato così. Per quanto riguarda le nazionali non arriva un successo lontano dal Vecchio Continente ben dal 2002 e dal 2007 solo una volta è stato il Sudamerica a trionfare. Quest’anno però il Flamengo ha l’opportunità di portare la Coppa a Rio de Janeiro e allora vediamo le ultime cinque squadre a esserci riuscite.

CORINTHIANS 2012
Il Corinthians è l’ultima squadra sudamericana a essersi laureata campione del mondo e nel 2012 col Chelsea fece un vero e proprio miracolo. Una rete di Guerrero trafisse Čech dopo che la partita venne dominata dai Blues e con il portiere Cássio grande protagonista e autore di parate favolose. Sorprende però come di quella squadra vincente ci sia stata una bassissima componente di giocatori finiti in Europa. L’unico veramente a beneficiarne fu il centrocampista Paulinho che nell’estate successiva venne acquistato dal Tottenham, prima di vestire anche la maglia del Barcellona. I restanti giocatori invece rimasero praticamente tutti in patria provando al massimo le ricche esperienze cinesi e arabe, ma l’ultima vittoria sudamericana fu più un suicidio del Chelsea che un vero e proprio merito del Corinthians.

INTERNACIONAL 2006
Dopo la favolosa stagione 2005-06 il Barcellona dell’anno seguente era una squadra senza più una vera e propria identità, capace di vincere solo grazie a estemporanee giocate dei singoli e questo fece sì che i catalani persero tutto. Persino il Mondiale per Club a opera dei brasiliani dell’Internacional di Porto Alegre che alzarono la Coppa grazie alla rete in contropiede di Adriano Gabiru. Ad attirare però l’attenzione del mondo era stato un ragazzino non ancora maggiorenne ma che avrebbe fatto sicuramente parlare di sé: Alexandre Pato. Un talento puro che a Yokohama fece ammattire la difesa blaugrana e il Milan fece di tutto pur di portalo in Italia non appena avesse compiuto diciotto anni. La scellerata preparazione fisica fatta fare al ragazzo però lo portò ad avere tantissimi infortuni e diede l’addio al grande calcio troppo presto. Di quella squadra anche due difensori volarono in Europa da campioni del mondo, ma se per Fabiano Eller l’Atlético Madrid fu una fugace esperienza, per Ceará il Paris Saint Germain fu una tappa importantissima. Centoquaranta partite in cinque stagioni, ma la cessione nel 2012 proprio quando la squadra stava per diventare grande.

SAN PAOLO 2005
Un mix di veterani e talenti del futuro, questo era il San Paolo che nel 2005 soffiò lo scettro di campione del mondo al Liverpool. La sicurezza in porta di un campione affermato come Rogério Ceni, il cervello a centrocampo dell’ex Parma e campione del mondo Júnior e in attacco il sempre verde Marcio Amoroso, che poche settimane dopo strappò ancora un contratto col Milan. Giocatori affermati e di fama mondiale che si associvano a talenti che avrebbero fatto le fortune dei propri club futuri. Su tutti il Capitano dell’Uruguay Diego Lugano che trovò la sua realtà perfetta a Istanbul nel Fenerbahçe diventandone un leader. Passò anche al Paris Saint Germain e all’ambizioso Málaga prima di chiudere la carriera con i rossoneri paulisti. Anche Cicinho fu una figura importante del calcio europeo, anche se nel Vecchio Continente ci furono degli intoppi. Fu infatti a fasi alterne il suo rendimento con Real Madrid e Roma, soprattutto causa una fase difensiva non eccellente, ma la spinta in attacco fu sempre di qualità. Infine a centrocampo si mise in mostra Josué che avrebbe fatto le fortune in Germania del Wolfsburg con il quale vinse la Bundesliga 2010-11.

BOCA JUNIORS 2003
Classe e grinta, ecco come deve essere la squadra base argentina e il Boca Juniors del 2003 che sconfisse il Milan ai rigori era una perfetta combinazione delle due cose. Un undici non più giovanissimo quella di Carlos Bianchi, ma con un baby fenomeno in squadra: Carlos Tévez. L’Apache entrò solo a gara in corso a Yokohama ma dimostrò comunque il suo grande talento e l’Europa sarebbe arrivata solo qualche anno più tardi. Chi invece la trovò subito fu Nicolás Burdisso, difensore che fece benissimo sia all’Inter che alla Roma in grado di unire tecnica a grande voglia di combattere. Anche il terzino Perea lasciò immediatamente Buenos Aires per andare in Spagna e diventare un insostituibile dell’Atlético Madrid per ben otto stagioni. Di luci e ombre invece l’avventura di tre anni con il Getafe per il portiere Abbondanzieri, mentre per il centrocampista Battaglia in quindici anni di carriera provò solo nel 2004-05 l’esperienza lontano dal Boca, ma al Villareal non trovò la sua dimensione.

BOCA JUNIORS 2000
Battere il Real Madrid in una finale è impresa veramente ardua, ma il Boca Juniors ci riuscì nel 2000 con un 2-1 arrivato già dopo soli undici minuti e con la doppietta di un mito in Sudamerica: Martín Palermo. Un centravanti fantastico che però non riuscì mai a esprimersi a grandi livelli fuori dal proprio continente. In Spagna ci provarono in molte a dargli una possibilità, ma fallì sia al Villareal che al Betis Siviglia che perfino all’Alavés. Un altro che in Argentina era un fenomeno osannato, ma che in Europa non convinse mai del tutto fu Juan Román Riquelme. Un giocatore strepitoso che incantò per la sua classe, ma la sua scarsa disciplina tattica lo limitò in particolar modo a Barcellona dove venne mandato via solo un anno dopo. Al Villareal invece le cose andarono meglio soprattutto con quella favolosa semifinale di Champions League 2005-06, ma nel 2007 tornò al Boca. Chi invece fece bene nel Vecchio Continente fu il terzino Hugo Ibarra, titolare della sorpresa Monaco finalista di Champions 2003-04, e il portiere Córdoba. Il colombiano ebbe una breve e infelice parentesi a Perugia, ma fu al Beşiktaş che ebbe la sua consacrazione diventando un titolare per quattro annate.



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