Le vittorie delle italiane in casa del Valencia

Le vittorie delle italiane in casa del Valencia


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10 Marzo 2020 Alle 7:41

Nel silenzio del Mestalla e con la testa continuamente al problema dettato dal Coronavirus l’Atalanta deve provare a regalrsi un momento di gioia per sé è per l’intero popolo bergamasco, tra i più colpiti in questi giorni. Il 4-1 dell’andata sembrerebbe dare tranquillità ai ragazzi di Gasperini, ma il calcio è imprevedibile e la Dea sarà concentrata per un’altra impresa europea come queste altre italiane hanno già fatto in casa del Valencia.

VALENCIA-NAPOLI 1-5 COPPA UEFA 1992-93
Diego Armando Maradona era ormai diventato un ricordo e gli Azzurri non erano più un undici in grado di poter far paura alle grandi d’Italia e d’Europa. Nella Coppa Uefa 1992-93 però ci fu una notte da incorniciare e nel settembre del 1992 il Napoli riuscì a umiliare a domicilio il Valencia. I Pipistrelli erano una squadra nuova nel palcoscenico continentale e c’era molta curiosità nel dover affrontare i ragazzi di Guus Hiddinik. Agli spagnoli però tremarono le gambe e il grande protagonista fu Daniel Fonseca che riuscì a realizzare tutti e cinque le reti partenopee. Fu un trionfo, nonostante a inizio ripresa Roberto riuscì a trovare il gol del momentaneo 1-1, e Ranieri diede una lezione di calcio al suo collega olandese. La gara di ritorno fu una semplice formalità con l’1-0 firmato ancora una volta da Daniel Fonseca.

VALENCIA-INTER 0-1 COPPA UEFA 2001-02
Héctor Cúper era chiamato a sfidare il suo più recente passato e dopo le due finali di Champions League perse con il Valencia ora doveva cercare di eliminare la sua vecchia squadra sedendo sulla panchina dell’Inter. I quarti di finale di Coppa Uefa erano dunque una sfida dal grande fascino e i nerazzurri partirono male perché a San Siro finì 1-1 con Rufete che pareggiò l’iniziale vantaggio di Materazzi. Al ritorno al Mestalla serviva dunque una vittoria e nonostante la Beneamata si trovasse senza il suo attacco d’oro Vieri-Ronaldo, trovò subito il vantaggio. Uno scambio tra Kallon e Ventola portò quest’ultimo davanti a Cañizares e con un tocco sotto freddò il potiere iberico. Dopo soli due minuti l’Inter era in vantaggio e da allora iniziò un monologo spagnolo. Toldo fu prodigioso con tre parate in un minuto su Rufete, Aimar e Vicente, ma a pochi minuti dalla fine ecco il fattaccio. Il portiere veneto perse troppo tempo nel rinvio ed essendo già ammonito venne espulso e i nerazzurri avevano finito i cambi. In porta entrò Farinós e fortunatamente non arrivarono tiri pericolosi e lo 0-1 finale permise ai ragazzi di Cùper di espugnare il Mestalla.

VALENCIA-ROMA 0-3 CHAMPIONS LEAGUE 2002-03
La stagione 2002-03 della Roma fu un grande enigma. La squadra sulla carta era tra le più forti, ma scesa in campo non riusciva mai a dare quella continuità di rendimento che le avrebbe permesso di diventare grande. Nel secondo girone di Champions League venne inserita con Arsenal, Ajax e Valencia e dopo aver perso le prime tre partite andò al Mestalla con l’obbligo di vincere. I giallorossi si ricordarono allora di essere una grande squadra e già nel primo tempo annichilirono i rivali. Il grande protagonista della serata fu senza dubbio Francesco Totti che realizzò una doppietta, addirittura con un gol di testa non certo la sua specialità, e servì l’assist vincente per il Puma Emerson che trafisse Cañizares e dopo trentasei minuti la sfida era già archiviata. La squadra di Benítez non riuscì più a reagire, causa anche una difesa ben solida con Aldair e Samuel grandi baluardi. Fu l’unica vittoria del girone per i ragazzi di Capello che pareggiarono le successive due sfide con Arsenal e Ajax e i cinque punti finali relegarono i giallorossi all’ultimo posto.

VALENCIA-INTER 1-5 CHAMPIONS LEAGUE 2004-05
Da qualche stagione l’Inter riusciva a regalare delle grandi imprese e vittorie in terra d’Europa. Due anni prima fu storico l’1-2 firmato da Crespo ad Amsterdam con l’Ajax, poi nella stagione seguente l’indimenticabile 0-3 ad Highbury in casa dell’Arsenal, ma il massimo venne raggiunto nei gironi della Champions 2004-05. Le vittorie su Werder Brema e Anderlecht lasciavano i nerazzurri abbastanza tranquilli sul futuro della competizione e la squadra andò a Valencia con l’obbiettivo di chiudere ogni discorso qualificazione. Dopo un primo tempo tattico e chiuso sullo 0-0 fu la ripresa un momento storico per la Beneamata. Dopo soli quattro minuti un’incornata di Stanković e un sinistro di Vieri portarono l’Inter sullo 0-2, ma in campo si stava prendendo la scena il brasiliano Adriano quando risultò devastante nel saltare Navarro con un tunnel in veronica. Aimar riuscì a riaprire la sfida a un quarto d’ora dalla fine, ma la gioia spagnola durò poco. Nemmeno il tempo di festeggiare che Andy Van der Meyde ristabilì il doppio vantaggio prima che Adriano e Cruz calarono il pokerissimo con una difesa valenciana immobile. I campioni di Spagna erano stati annichiliti dall’Inter di Mancini e a fine girone con i nerazzurri passarono i tedeschi del Werder Brema.

VALENCIA-JUVENTUS 0-2 CHAMPIONS LEAGUE 2018-19
La Juventus era stata la regina dell’estate 2018 grazie all’acquisto di Cristiano Ronaldo. Il debutto in Champions del campione portoghese avvenne proprio nella Spagna che lo aveva aiutata a diventare un immortale del calcio e in quella Valencia che non era mai stata troppo tenera e amichevole con lui. Tutta l’Europa aveva gli occhi fissi sul Mestalla, ma poco dopo la metà del primo tempo accadde l’incredibile. Quello che sembrava un normale scontro di gioco tra CR7 e Murillo venne valutata come una testata volontaria e violenta dall’arbitro Brych che decise di espellere il campione portoghese che non riuscì a trattenere le lacrime. Un duro colpo per i ragazzi di Allegri che avrebbero dovuto giocare in dieci per tutta la partita, ma la Vecchia Signora non si arrende facilmente. La voglia di vincere del Valencia si trasformò in eccessiva foga e i falli di Parejo e Murillo su Cancelo e Bonucci furono tanto netti quanto evitabili e i due rigori un gradito omaggio a Miralem Pjanić che dal dischetto fu glaciale nel trafiggere per due volte l’ex Neto. Anche senza il suo uomo migliore la Juventus dimostrò di essere una grande squadra, mentre gli spagnoli a fine girone dovettero accontentarsi del terzo posto valido per l’Europa League.



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