L’Eibar fa la storia: prima vittoria sull’Atlético Madrid

L’Eibar fa la storia: prima vittoria sull’Atlético Madrid


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18 Gennaio 2020 Alle 23:44

Ipurua in festa, sarà un lungo sabato sera ad Eibar. L’Atlético Madrid è caduto per la prima volta nella storia contro gli azulgrana, che con un calcio d’angolo per tempo superano i colchoneros, ora ad otto punti dal Real Madrid capolista.

Solidi, organizzati e cinici: un Eibar versione Atlético

Nella stagione in cui Simeone sta tentando di trasformare il credo dei suoi, forgiato negli anni e ben inculcato ad ogni new entry, è Mendilibar a schierare un 4-5-1 in pieno stile del Cholo. L’Atleti gioca un primo tempo passivo, nel quale viene messo sotto dall’arrembante foga dei padroni di casa, in vantaggio dopo 10 minuti grazie a Burgos (no, non ha niente da spartirsi col Mono, vice di Simeone). L’Eibar arriva su ogni pallone, grintoso e deciso a far proprio un risultato che, a fine match, diventerà storico. Quest’anno gli azulgrana festeggiano gli 80 anni di vita, e se nella scorsa decade potevano vantare la prima promozione in Liga (2013-14), il nuovo decennio si apre nel migliore dei modi. Il settimo gol subito da fuori area, su 14 totali, sancisce la resa dei colchoneros, che restano impietriti di fronte al destro di Edu Exposito, capace al 90′ di chiudere definitivamente i conti.

Dopo la Supercoppa, un’altra delusione

Nonostante l’approdo nella finale della “nuova” Supercoppa di Spagna, l’Atlético è stato costretto ad arrendersi al Real, nella finale tutta madrilena. L’amarezza per la sconfitta ai rigori sembra aver lasciato scorie nella testa dei ragazzi del Cholo, apparsi impalpabili nella prima metà di gioco. Il secondo tempo, condizionato anche da una situazione di svantaggio, ha tirato fuori accenni di grinta dai colchoneros, che però sono parsi piuttosto inconcludenti. E la colpa non va data totalmente al reparto offensivo. Se Thomas non è in giornata, il centrocampo ne risente e i terminali offensivi (Morata in questo caso) sono costretti ad arretrare parecchio per poter giocare la sfera. A ciò, complice la mancanza più che pesante di una figura come Diego Costa, si aggiunge un Correa non esaltato dal ruolo d’attaccante d’area di rigore, e la sterilità in avanti è più che comprensibile. Tra due settimane c’è il derby, al Bernabéu, e l’Atlético deve assolutamente risollevarsi: non c’è margine di errore se si vuole restare ancorati alla vetta.



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