L’importanza della rimonta dell’Arsenal sul West Ham

L’importanza della rimonta dell’Arsenal sul West Ham


L’Arsenal vince in rimonta il derby di Londra con il West Ham: dall’incubo alla vittoria, con l’Europa di nuovo a portata di mano

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9 dicembre 2019 Alle 23:24

Se l’Arsenal era alla ricerca di un evento che potesse rappresentare la svolta della stagione, la vittoria nel derby col West Ham può candidarsi con grandissima credibilità. I Gunners sono tornati finalmente grandi, hanno vissuto da dentro tutte le difficoltà ma per la prima volta dopo due mesi sono tornati a fare il loro calcio e soprattutto a vincere.

Anche stavolta è servita una scossa, qualcosa che li costringesse a reagire, come se non bastassero i soli 4 punti ottenuti dal 5 ottobre a oggi. Un gol di Ogbonna, al secondo centro consecutivo dopo aver segnato solo un gol in tutta la sua carriera, per fare toccare alla squadra il proprio punto più basso, con una classifica che all’intervallo metteva i brividi: Arsenal agganciato dal West Ham, lontano 5 punti dalla zona Europa League a già 10 da quella Champions.

Fin troppo per una squadra costruita sì senza le aspettative di lottare per il titolo, ma comunque con l’ambizione di costruire qualcosa di importante. E allora è arrivata la prima grande vera reazione di questa stagione, capace di ribaltare un derby e chissà, forse una stagione intera. Il primo sigillo è stato di Martinelli, emblema del futuro dei Gunners: il gol di oggi, quello del pareggio, lo porta a essere a 18 anni e 174 giorni il più giovane giocatore dell’Arsenal ad aver mai segnato alla sua prima da titolare in Premier.

(Photo by Julian Finney/Getty Images)

Precocità e segni del destino, per un ragazzo che alle prima apparizioni ha già incantato tutti. Chi ha aspettato per incantare è invece Pépé, autore dello strepitoso gol del sorpasso: finta sul sinistro e tiro a giro, splendida esecuzione di un giovane che adesso può finalmente esplodere. Poi a completare il tutto ci ha pensato Aubameyang, che di questa squadra vuole esserne il trascinatore.

Tre gol per tornare a guardare all’Europa (distante adesso 2 punti), per riscoprire il sapore dei 3 punti e soprattutto per dare credibilità anche alla figura di Ljungberg, che dal ritrovarsi di getto su una panchina pesantissima si ritrova adesso ad avere anche un minimo di fiducia, rinviando probabilmente la scelta di un terzo allenatore per questa Premier in cui l’Arsenal è tornato improvvisamente dentro.





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