Pauleta, l’affidabilità sottoporta nel periodo pre-alieno

Pauleta, l’affidabilità sottoporta nel periodo pre-alieno


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25 Aprile 2020 Alle 16:00

Sembra strano parlarne oggi, ma è esistita un’epoca in cui il Portogallo non era sinonimo di CR7 e in cui i trofei non erano contemplati nella bacheca. La Nazionale lusitana ha sempre mostrato estetica a discapito della concretezza con una schiera di talenti da far girare la testa, ma con un palmares completamente vuoto. Le 99 reti in 164 partite di Cristiano Ronaldo in Nazionale fanno impallidire tutti: da Eusebio a Rui Costa passando per Deco e Figo. Tuttavia, è bene ricordare un calciatore come Pauleta, capocannoniere assoluto dei lusitani prima dell’arrivo dell’alieno juventino.

Abbreviativo di Pedro Miguel Carreiro Resendes, Pauleta è stato un numero 9 a dir poco affidabile in grado di superare le 41 reti in Nazionale di Eusebio arrivando fino a 47. Storicamente il Portogallo è stato carente di centravanti d’area e quelli che ha avuto sono durati davvero poco: basti pensare ai vari Nuno Gomes ed Helder Postiga, tanto promettenti all’inizio quanto poco costanti quando Pauleta ha ceduto lo scettro.

Esploso in patria all’Estoril, ha provato a cimentarsi in Liga con le maglie di Salamanca e Deportivo La Coruna. Se in Castiglia riesce ad affermarsi propiziando una promozione e arrivando in doppia cifra nella classe regina, in Galizia si è scontrato con la dura concorrenza del pistolero Roy Maakay trovandosi a tal punto in difficoltà da scegliere la Francia per consacrarsi. Con le maglie di Bordeaux e PSG, Pauleta sbaraglia qualunque concorrenza dimostrandosi un cecchino da area di rigore. Il portoghese con entrambe le maglie diventerà il bomber più prolifico della storia con 91 e 109 reti segnate.

Se, però, con i Girondini il record regge nonostante l’assalto di Marouane Chamakh che lo ha insidiato prima del trasferimento all’Arsenal fermandosi a 74, il record parigino e quello con la Nazionale si sono dovuti arrendere all’arrivo di veri alieni. Il sopracitato CR7, Cavani e Ibrahimovic hanno spazzato via ogni primato a Pauleta che ora potrebbe venire sorpassato anche da Mbappé, a sole 19 lunghezze dal portoghese.

Il più grande rimpianto della carriera per Pauleta è sicuramente l’Europeo perso in casa nel 2004 per mano di Charisteas che in finale ha fatto gioire la Grecia. Era l’anno perfetto per la generazione dorata portoghese, fatta dai neovincitori della Champions League del Porto conditi da calciatori come Cristiano Ronaldo, Figo, Rui Costa e ottimi giocatori come Simao e Tiago. Pauleta in quell’Europeo maledetto non segnerà neanche una rete alimentando con la sua delusione, la delusione di un Paese che attendeva una generazione così promettente da anni.

Tra i tanti gol segnati in Nazionale, il portoghese si è distinto per essere tra i pochi calciatori ad aver segnato una tripletta in una partita del Mondiale. Nonostante l’uscita ai gironi nel 2002 nel girone con i padroni di casa della Corea del Sud, gli USA e la Polonia, ha segnato contro quest’ultimi 3 gol decisivi per il 4-0 finale. Una botta sul primo palo, un colpo sottoporta e un gol con tanto di dribbling al diretto marcatore: in quella partita è stato lui l’alieno.

Il nome di Pauleta rischia di perdersi nella nebbia del tempo sopraffatto da leggende del calcio. Resterà per sempre il primo degli umani, sia per il Portogallo che per un PSG imbottito di campioni come mai nella sua storia.



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