Pavlidis, il greco del Willem II

Pavlidis, il greco del Willem II


Pavlidis, l’attaccante greco del Willem II, sta facendo sognare Tilburg, ricalcando le orme di Sol. L’attaccante ha permesso di conquistare il 4° posto.

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9 Gennaio 2020 Alle 16:09

Il Willem II sta vivendo una delle miglior stagioni degli ultimi 10 anni: il club di Tilburg può vantare la quarta posizione con due lunghezze di vantaggio sul Feyenoord e solo una di svantaggio dal terzo posto occupato dal Psv di Faber. Koster ha compiuto un vero e proprio miracolo fin ora, trascinato dall’attaccante greco Pavlidis che sta cercando di far dimenticare Sol e Isak.

PAVLIDIS, 9 RETI E 4° POSTO NELLA CLASSIFICA CANNONIERI

Il Willem II è la vera sorpresa del campionato con la quarta posizione e una voglia matta di poter conquistare un posto in Europa dopo quasi 22 anni dall’ultima apparizione. Koster ha messo in moto una macchina che sta regalando un calcio offensivo, non eccessivamente attento in difesa, ma con una capacità di realizzare gol elevata.

E noi andremo ad analizzare proprio il reparto d’attacco e principalmente la punta Pavlidis: il greco è arrivato un anno fa in prestito dal Bochum (dove è approdato all’età di 16 anni) per poi essere acquistato definitivamente nel mercato estivo dal club di Tilburg. Dopo i 6 mesi passati al Borussia Dortmund, il ragazzo decise di cambiare subito aria poichè l’utilizzo in Germania era scarso e sporadico. Con i Tricolores trova la fiducia e l’ambiente adatto per potersi mettere in mostra e in 14 match riesce a gonfiare la rete in 5 occasioni.

Nell’estate del 2019, Pavlidis firma un contratto che lo legherà con il Willem II fino al 2022 grazie alle ottime prestazioni anche in KNVB Beker e al grande feeling con tifosi, città e società. Il 4-3-3 di Koster esalta proprio le sue caratteristiche da punta: bravissimo in area nel finalizzare l’azione, riesce ad anticipare con rapidità i difensori avversari. Ottimo il movimento tra le linee che gli permette di essere sempre al posto giusto al momento giusto. Il suo arrivo è coinciso con l’acquisto, in prestito, di Isak: lo svedese, nell’ultima parte della scorsa stagione, ha un po’ affuscato il greco che si trovava a meraviglia con lui, soprattutto negli uno-due davanti all’area. In questa stagione, Pavlidis è stato spostato proprio al centro dell’azione come unico terminale offensivo: Nunnely e Kohlert lo aiutano nell’arduo compito realizzativo con assist e suggerimenti che ne hanno risaltato ancor di più il suo fiuto per il gol.

Ecco le sue parole sul passaggio in Olanda: “Penso che l’Eredivisie sia più adatta agli attaccanti greci perché le difese sono più aperte. Tutti i club provano a giocare a calcio e il ritmo è più idoneo a noi rispetto alla Bundesliga, più allettante ma meno tecnica. Io sono un centravanti o un numero 10, ma il mio allenatore mi ha fatto giocare anche come esterno sinistro d’attacco, ruolo già ricoperto in passato. Non potrò mai dimenticare il mio esordio a 18 anni contro lo Stoccarda davanti a 45.000 persone: non me lo aspettavo, mi è rimasto impresso nella testa“. La punta si ispira a giocatori come Machlas, Charisteas, Samaras e Anastasiou, tutti centravanti che hanno militato in Eredvisie.

Attualmente, Pavlidis, occupa la quarta posizione nella classifica cannonieri con 9 reti in 17 presenze di Eredivisie: la vetta dista solo 3 lunghezze ed è occupata da Dessers a quota 12. Nelle due gare di KNVB Beker ha segnato solamente un gol nel 3-0 rifilato allo Sparta Rotterdam. Il suo apporto è stato fondamentale per questa partenza favolosa dei Tricolores: se dovesse mantenere questo passo non è esclusa la possibilità di poter tornare in Europa dopo la partecipazione alla Coppa delle Coppe nel 1998-1999. Il Willem II spera nel miracolo, mentre Pavlidis avvisa gli altri bomber dell’Eredivisie: c’è un pretendente in più al titolo di capocannoniere.



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