Quando Scott Brown rifiutò la Premier per il Celtic

Quando Scott Brown rifiutò la Premier per il Celtic


Scott Brown è una vera e propria bandiera del Celtic, simbolo del calcio scozzese e idolo dei tifosi. Tuttavia cosa che in molti non sanno è che è stato a un passo da approdare nell’altra isola del Regno Unito, l’Inghilterra.

I Rangers lo rifiutarono poiché troppo esile ma ci pensarono i Celts a notarlo tra i giocatori dell’Hibernian. In pochi anni Brown diventa capitano del Celtic, gioca in Nazionale, vince trofei e arriva anche a rifiutare Tottenham e Newcastle. Ma cosa sarebbe successo se avesse continuato la sua carriera in Inghilterra?

Nel 2010, le Magpies venivano dalla promozione in Premier dalla Championship, e il Tottenham da un quarto posto: entrambe volevano rinforzare la rosa. Per gli Hoops invece 2 secondi posti consecutivi e cambio di allenatore: da Tony Mowbray a Neil Lennon. Brown avrebbe avuto il contratto in scadenza nel 2011 e alla BBC rivela: “Ho avuto l’opportunità di voltare le spalle ai Celtics e andarmene. Non l’ho fatto. Lennon mi offrì un prolungamento di 5 anni, il club aveva creduto in me e decisi di rimanere.” Per un giocatore del genere, dinamico, molto fisico e veloce, i club inglesi sapevano sarebbe potuto essere un buon profilo. A 24 anni Brown decide di lasciar perdere l’Inghilterra, iniziando a ottenere la stima dei tifosi celtici sin da subito.

Il nome di Scottie Brown infatti è conosciuto per tutti i campi di torba delle Lowlands. Ciò che ha sempre contraddistinto questo giocatore sono stati carisma e personalità. E non ha mai perso occasione per darne atto. Come quando camminò per San Pietroburgo a maniche corte, con -11 gradi.

In Scozia lo paragonano alla combo Mentos e Coca Cola, perché quando entra in campo rivela il suo io esplosivo. Dal continuo antagonismo con i Rangers nel celebre derby dell’Old Firm alle esultanze provocatorie, dalla poca leggadrìa con cui esegue il primo controllo ai continui recuperi in mezzo al campo. L’amore per i Celts e la voglia di diventare una bandiera gli hanno permesso di snobbare due buone squadre inglesi per continuare il suo sogno in Scozia. Inoltre Scottie non sembra essere ansioso sul proprio futuro e sorpassata la soglia della trentina solo una cosa potrà fermarlo: “Continuerò a giocare fino a quando qualcuno dirà: ‘Ok Broonie, le tue gambe sono completamente andate e stai per metterti in imbarazzo davanti a 60’000 tifosi’





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