Roma, qualificazione con rimpianto

Roma, qualificazione con rimpianto


La Roma non va oltre il due a due in casa contro il Wolfsberger. Un pareggio dolce-amaro per i giallorssi che si qualificano come secondi.

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12 dicembre 2019 Alle 23:32

La Roma chiude con un due a due il girone di Europa League; il pareggio qualifica i giallorossi ai sedicesimi di finale ma lascia l’amaro in bocca per quanto successo nell’altra gara. In Germania si è verificata una vera e propria sorpresa: il Başakşehir ha battuto e eliminato il Gladbach. Vittoria che permette ai turchi di accedere al turno successivo da prima del girone; ecco il rimpianto per i ragazzi di Fonseca, qualificati alle spalle di una squadra a cui hanno dato, nel complesso, sette goal. Il problema, questa sera, è stato l’atteggiamento di Dzeko e compagni scesi in campo con la convinzione di aver già vinto solo per la differenza tecnica tra le due squadre. Un problema costante nel DNA giallorosso a cui manca ancora qualcosa per il definitivo salto di qualità. Passaggio del turno ottenuto ma con il rischio di avere un confronto piuttosto complicato ai sedicesimi di finale.

Roma, manca la mentalità

Un girone superato facendo il compitino. La Roma non ha mai dato l’impressione di poter dominare un raggruppamento non impossibile. Se con il Gladbach è giusto recriminare per qualche decisione arbitrale sbagliata, i due punti ottenuti con il Wolfsberger non sono giustificabili. Entrambe le gare sono state giocate sotto ritmo, senza la cattiveria e la voglia che una competizione come l’Europa League dovrebbero darti. Un problema da risolvere il prima possibile: se si vuole crescere bisogna assolutamente vincere questo tipo di partite.

Le possibili avversarie

Il pareggio di stasera rischia di complicare il cammino europeo già dai sedicesimi; il prossimo sedici dicembre la Roma scoprirà la propria avversaria. Siviglia, Arsenal, Manchester United i rischi dall’Europa League mentre dalla Champions i giallorossi possono incontrare le tre squadre che vanno in seconda fascia e sono Ajax, Benfica e Salisburgo. Incroci pericolosi per una squadra forte ma a cui serve un’altra mentalità



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