Schalke 04, una stagione da montagne russe

Schalke 04, una stagione da montagne russe


Dopo un avvio di stagione più che positivo lo Schalke è crollato nella seconda parte di stagione e anche dopo la pausa forzata le cose non sono migliorate.

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19 Maggio 2020 Alle 15:58

Un avvio di stagione estremamente positivo ed un tracollo inimmaginabile subito dopo la sosta, la stagione dello Schalke 04 è stata, finora, molto particolare. La disastrosa annata 2018/19 si è conclusa con una certezza, David Wagner. L’allenatore tedesco – naturalizzato statunitense – era riuscito ad incoraggiare il morale di uno spogliatoio particolarmente infelice che, adesso, sembra essere ripiombato nel baratro. Prima della pausa invernale la squadra viveva un momento di forma incredibile con i giocatori che si trovavano a memoria sul campo. Infatti, nella partita che segnava la fine del break, sbranarono il Borussia Monchengladbach, squadra rivelazione della prima parte di Bundesliga. Poi il vuoto assoluto.

Nelle 7 partite prima dello stop causato dalla pandemia i Knappen avevano ottenuto a malapena 4 punti, frutto di altrettanti pareggi. Alla ripresa la situazione non sembra sia cambiata e la batosta subita nel Revierderby aggrava maggiormente una situazione già di emergenza. Le ambizioni di metà stagione di giocare la prossima Champions League si sono trasformate nell’incubo di non arrivare neppure in Europa League. Ma cosa ha portato a questa grave crisi dei Konigsblauen? La causa è data da molteplici fattori che cercheremo di analizzare dettagliatamente in questo articolo.

Il delicato ruolo del portiere dello Schalke

Lo scorso gennaio arrivò la notizia che Alexander Nübel avrebbe lasciato Gelsenkirchen per approdare al Bayern Monaco a parametro zero. Ciò nonostante si pensava che il portiere tedesco avrebbe difeso i pali della Veltins Arena fino al termine della stagione. Falso. Dopo la gaffe nella disastrosa sconfitta di Colonia Wagner lo ha accomodato in tribuna e ha promosso Markus Schubert. L’ex numero uno della Dinamo Dresda è apparso disorientato fin da subito.

Schalke

Photo by Martin Meissner-Pool-AFP via Getty Images

Le prove tecniche ci furono già lo scorso dicembre. Nübel venne espulso per un intervento criminale ed il suo sostituto non diede particolari garanzie nelle quattro gare disputate (una sola vittoria). Da quando il futuro giocatore del Bayern ha perso il posto da titolare lo Schalke non vince più. Nel Revierderby Schubert ha nuovamente mostrato i suoi limiti, un grave errore di posizionamento che ha permesso ad Hazard di chiudere la partita. Sicuramente non sarà lui il futuro portiere dei Knappen ma questo cambio di guardia rischia di costare loro l’Europa.

I serissimi problemi di posizionamento dello Schalke

Oltre al portiere i problemi dei Knappen riguardano anche e soprattutto i giocatori di movimento. Wagner ha scelto di adottare un modulo composto da tre blocchi supportati solamente da un esterno per corsia ma non sembra la soluzione migliore. La difesa, strutturata con tre centrali e due terzini a tutta fascia, non riceve la giusta copertura dal centrocampo. Weston McKennie si stacca spesso dalla linea mediana per dare una mano dietro ma al tempo stesso i centrocampisti non vengono aiutati adeguatamente dalle mezze punte. Amine Harit non è proprio il giocatore a cui si può chiedere di dare una mano in fase di non possesso e Daniel Caligiuri si trova meglio a ripiegare sulla destra.

Questo fa sì che il punto debole dei bianco-blu sia proprio la corsia centrale e può sembrare un paradosso. Una formazione che fa affidamento su ben otto giocatori nelle zone interne del rettangolo di gioco soffre proprio quella parte di campo. Ciò accade a causa di gravissimi errori di posizionamento, evidenziati anche nella sconfitta contro il Borussia Dortmund. Julien Brandt si accentrava da sinistra verso il centro e nessuno riusciva a limitarlo. L’ex Bayer Leverkusen ha fatto letteralmente ciò che voleva mandando in fumo il piano di Wagner. Tra posizioni errate e mancanza di amalgama, i Konigblauen devono assolutamente correre ai ripari se non vogliono continuare a regalare un mismatch piuttosto evidente in ogni partita.

Schalke

Photo by Christof Koepsel – Bongarts – Getty Images

Una difesa con i buchi ed un attacco inesistente

I Knappen hanno subito 40 gol in 26 partite di Bundesliga, 4 in più del Friburgo, 9 del Wolfsburg. Decisamente troppi per una squadra che vuole quantomeno approdare in Europa League. Da quando è iniziata la crisi lo Schalke ha subito 19 reti in otto partite segnandone solamente due. Con 33 centri realizzati, inoltre, i Konigsbaluen sono il quintultimo attacco della Bundesliga e, escludendo le ultime tre in classifica, solo l’Union Berlin ha segnato di meno (32). Tutto ciò è inammissibile. Il capocannoniere della squadra è Suat Serdar (7 reti) che di professione fa il centrocampista centrale, il secondo è Harit (6), una seconda punta.

La squadra ha un serio problema in attacco. Guido Burgstaller, centravanti titolare, non ha ancora segnato un gol in questa Bundesliga ma Wagner continua a preferirlo ad Ahmed Kutucu. L’attaccante turco nativo di Gelsenkirchen ed idolo locale non ha mai giocato da titolare ma è già riuscito a segnare tre gol, uno ogni 116 minuti in campo. Anche la carta d’identità gioca a suo favore: è un classe 2000 mentre il tedesco ha da poco compiuto 31 anni. Un cambio della guardia sembra inevitabile, solo il tecnico non se ne è ancora accorto.

In conclusione, la crisi dei Knappen non terminerà né oggi né domani ma la rosa ha bisogno di una rivoluzione totale. Come abbiamo visto sono tante, troppe, le cose che vanno cambiate. In attesa di poter intervenire sul calcio mercato, anche se lo Schalke ha forti problemi economici, occorre mettere una toppa lì dove possibile. Wagner deve intervenire per salvare la sua panchina e regalare al pubblico della Veltins Arena – quando potrà tornare sugli spalti – lo scenario che merita.



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