Storia di Youssef El-Arabi, l’eroe dei due mondi

Storia di Youssef El-Arabi, l’eroe dei due mondi


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28 Febbraio 2020 Alle 22:03

A Kostas Mitroglou, l’ex presidente dell’Olympiakos, Sokratis Kokkalis, chiese come mai esultasse così. Marinakis non pare voler porre la domanda a Youssef El-Arabi, almeno fino a quando il 33enne marocchino continuerà a estrarre la mitraglia con questa continuità: 17 reti e 6 assists in 24 presenze di Super League, 5 in 9 partite di Champions contando anche le qualificazioni e, da ieri sera, anche una rete in Europa League. Così per mano sua è arrivata la prima sconfitta dell’Arsenal del 2020, all’Emirates, nell’Europa League di cui era finalista nel maggio scorso. C’è di più: per la prima volta nella storia delle Coppe, i Gunners non superano un turno dopo aver vinto l’andata in trasferta. Nel febbraio 2018 l’Östersund di Graham Potter espugnò Londra con lo stesso punteggio degli ellenici (1-2) ma non bastò in virtù del 3-0 subito alla Jämtkraft Arena.

Guidato dallo slogan «Θα ζω με ένα όνειρο τρελό, ο Θρύλος να σηκώσει το ευρωπαϊκό» (“Vivrò con un sogno folle, la Leggenda salirà in Europa”), l’undici di Pedro Martins ha conquistato i sedicesimi di finale dove affronterà le Wolves dell’ex Podence e di Nuno Espirito Santo. Tutto grazie a El-Arabi, raggiante: «Sono molto felice, non abbiamo mai smesso di crederci e ce l’abbiamo fatta». Qualche mese prima s’era raccontato: il futsalmi ha aiutato più di ogni altra cosa, mi ha dato tecnica e reso più forte»), il gol nel sangue e una tradizione recente di colleghi da emulare (Karim Ansarifard, Ideye Brown e Mitroglou con cui condivide il soprannome «πιστολέρο»).

Al-Arabi

Youssef El-Arabi arrivò ad Atene venerdì 5 luglio 2019, a 32 anni, svincolato dall’Al Duhail con cui il contratto era scaduto a giugno. Nazionale marocchino (15 reti in 41 presenze coi Leoni dell’Atlante), fu accolto tiepidamente perché non ritenuto un innesto di primo piano. In effetti, rientrato Hassan a Braga per fine prestito, Pedro Martins necessitava di un’alternativa a Guerrero che invece a gennaio, visti i numeri di El-Arabi, è stato prestato al Leganés per mancanza di spazio.

Nato il 3 febbraio 1987 a Caen, Youssef visse coi genitori a Hérouville-Saint-Clair, in Normandia. A meno di 16 anni entrò nel Caen ma l’anno dopo tornò a giocare in periferia. Nel 2004 passò al Mondeville, nel 2007 tornò al Caen inaugurando una serie di partenze e ritorni che avrebbe accompagnato tutta la sua carriera al pari dell’ammirazione per Ronaldinho. Si mise in mostra nella stagione 2009/10, in cui fu il miglior calciatore del Caen campione di Ligue 2: 13 reti e 8 assists in 34 partite.

All’esordio in Ligue 1, il 7 agosto 2010, El-Arabi debuttò segnando al Vélodrome contro l’OM. Si ripeté una settimana dopo contro l’OL e il 5 settembre debuttò in nazionale – marocchina, scelta perché paese d’origine dei genitori – sostituendo Mounir El-Hamdaoui. In pochi avrebbero predetto che avrebbe saltato il Mondiale 2018, escluso eccellente del ct Hervé Renard (ma pare che Halilhodžić stia pensando al reintegro). Eppure, El-Arabi concluse la stagione 2010/11 con 17 reti in Ligue 1. In estate, 24enne, accettò un ricco quadriennale (13 milioni di euro annui) dall’Al-Hilal campione d’Arabia Saudita. Al Caen andarono 7,5 milioni di euro.

El-Arabi

In Arabia, El-Arabi giocò una sola stagione, segnò 12 reti in 21 presenze in campionato e 4 in AFC Champions League. Nel luglio 2012 subì il richiamo dall’Europa: il Granada ne fece il suo più costoso acquisto di sempre (5 milioni di euro), ma al Nuevo Estadio de Los Cármenes la media di El Arabi oscillò: 8 reti al primo anno, 12 al secondo, 8 al terzo e 15 al quarto, nel 2015/16, in cui fu fondamentale per la salvezza dei biancorossi 16° in Liga. Proprio allora l’Al-Duhail lo contattò. El-Arabi accettò la destinazione qatariota, mentre i media gli rimproveravano un passo indietro nell’apogeo della sua carriera. Youssef si presentò all’ex Lekhwiya con un gol in Supercoppa e nell’ottobre 2016 segnò una tripletta al quasi omonimo Al Arabi SC. Complessivamente segnò 74 reti, quasi equamente distribuite: 24 nelle prime due stagioni, 26 nella terza, la 2018/19.

A metà ottobre, con 6 reti in 11 presenze, già le gerarchie premiavano El-Arabi. La doppietta nell’1-2 di Krasnodar, che sancì l’approdo alla fase a gironi di Champions dopo il 4-0 del Karaiskakis all’andata, un ulteriore motivo per dar fiducia al marocchino che nel gennaio 2020 – come avrete capito – era prossimo al ritorno in Medio Oriente. Si parlò di una ricca offerta dell’Al-Ittihad, che nel gennaio 2019 privò la Super League greca di Aleksandar Prijović. Stavolta però, con una secca smentita, non si fece nulla. E l’uomo da 201 reti in 351 presenze, da allora, continua a segnare a Il Pireo.



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