The best of Europa League: sedicesimi di finale

The best of Europa League: sedicesimi di finale


Europa League e le sue sorprese: dal Getafe all’Olympiacos passando per i risultati delle italiane. Ecco gli spunti da questi sedicesimi

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28 Febbraio 2020 Alle 12:36

Sedici sorelle alla ricerca di Danzica. Sorprese e delusioni, come ci ha abituato questa Europa league. Un’annata dove forse più di altre l’equilibrio è l’unico padrone indiscusso.

TRAINSPOTTING-Non siamo ad Edimburgo, ma si può ugualmente scegliere. Scegliete di stare a +22 sulla terza ma a -12 dalla prima. Scegliete di stare a +12 dalla prima ma con una cocente eliminazione ai sedicesimi di Europa League. Scegliete di restare praticamente fuori dalla possibile conquista di un trofeo ma allo stesso tempo in grado di stupire mezza europa col proprio gioco non bellissimo ma accorto e molto funzionale. Questi i paradossi di Celtic e Rangers, che affrontano l’Europa League in maniera differente: gli uni da primi della classe con un percorso netto ai gironi ma presi letteralmente a pallonate dal Copenhagen al Celtic Park, dopo un buon pareggio il Danimarca, gli altri avanti con sole 4 reti e in grado di rimontare il doppio svantaggio all’andata nonché di sbancare il campo dello Sporting Braga. Non possiamo sapere se Gerrard è un predestinato, quel che è certo è che ci sa fare.

L’IRA FUNESTA-Le facce incredule dell’Emirates Stadium dicono tutto. Nell’importante percorso del calcio inglese in Europa l’Arsenal contribuisce dando il peggio di sé: brutto tonfo per Arteta, che nelle ultime settimane aveva dimostrato di saperci fare. A nulla è bastato il supergol di Aubameyang in rovesciata: perdersi ingenuamente El Arabi ha regalato un sogno all’Olympiakos che non ci credeva quasi più dopo una gara interpretata splendidamente. Avversario fattibile ma non da sottovalutare come hanno fatto i Gunners.

ITALIA SI-Il mantra “Spirit of 99” lo ha mai avuto così interesse come quest’anno: Inter e Roma, due squadre diverse ma dai destini molto comuni. Gioie e speranze spesso e volentieri spazzate via per un niente. Stavolta l’Europa League può essere davvero quello spiraglio che ti fa svoltare la stagione. Destini simili, con avversari abbordabili (Ludogorets e Gent) eliminati anche senza la necessità di doversi spremere con chissà quale gioco (soprattutto in casa Roma). Entrambe hanno già giocato una finale di Coppa fra loro (vinta dall’Inter nel 1991) e nel giro di poche settimane possono effettivamente accantonare i propri obiettivi in campionato per lasciarsi alla sola Coppa Europea. Per riportala a casa dopo 21 anni. Ai tempi la finale era in Russia, oggi in Polonia….

PARI OPPORTUNITÀ-Neanche un anno fa eravamo a tessere le lodi all’Ajax, artefice di una delle più belle cavalcate europee di sempre. Oggi tutto questo è stato ampiamente cancellato e sostituito in men che non si dica. Ci è riuscito il Getafe di Bordalas, che lotta per l’altra Europa e intanto si fa le ossa con lo scalpo di una delle squadre più in voga degli ultimi tempi. Che dire invece del Bayer Leverkusen, perfettamente consapevole di non poter impostare una partita sulla difensiva e artefice di 90 minuti di calcio d’alti livelli al Do Dragao. Ci sarebbe anche da menzionare il Siviglia, che deve ringraziare una mano per aver fermato dall’ennesima eliminazione clamorosa dell’annata. Il Cluj ci aveva creduto e di fatto li han fatti passare senza mai vincere. Da non dimenticare infine la “Passeggiata di salute” dello Shakhtar a Lisbona o la rimonta del Basaksehir sullo Sporting. L’Europa dell’equilibrio e delle pari opportunità. In tutti i sensi.

Ps-Guai a pensare che il Lask sia la più abbordabile. Chiedere a Psv Eindhoven e Az Alkmaar. Nonché al Salisburgo, che di fatto son anni che monopolizza il calcio austriaco. E tra l’altro rischia seriamente di uscire prima (ndr).

 



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